Falkland o Malvinas?

Oggi affronteremo uno degli argomenti più spinosi di cui si può trovare a disquisire in Argentina: le isole Malvinas Falkland. L’attuale governo, molto nazionalista, ha spinto per anni la nozione che las Islas Malvinas son argentinas, dedicandogli un giorno (2 aprile) e pure una banconota (50 pesos, 2015), tanto per rimarcare il concetto. Prima di arrivare in Argentina non avevo mai sentito parlare delle isole Malvinas, mentre delle Isole Falkland sì.

La storia in breve: è un arcipelago di isole nell’oceano Atlantico, a circa 700 km dalla terra ferma, scoperte da un portoghese e successivamente sotto bandiera spagnola, francese, inglese e persino oggetto d’interesse tedesco durante la I guerra mondiale. Sventato l’attacco tedesco, gli inglesi sono rimasti sovrani dell’isola, dove erano presenti dal 1832 (milleottocentotrentadue). Cento e cinquanta anni dopo, l’Argentina invia una spedizione militare per riappropriarsi delle isole (1982). L’ONU invita l’Argentina a ritirarsi, ma il regime militare argentino non vuole sentire ragioni. La risposta inglese non tarda ad arrivare (tempo di salpare dal Regno Unito): Margaret Tatcher invia una flotta e nel giro di sei settimane è tutto finito. Nel conflitto lampo cadono 649 soldati argentini, altri restano mutilati e sopravvissuti godono dello status di veterani della guerra della Malvinas.

In Argentina troverete lapidi commemorative e musei che celebrano la guerra come se fosse stata vinta. Sull’isola Soledad delle Malvinas, invece si trova il cimitero dei caduti argentini, dal 2009 monumento nazionale dell’Argentina, il cementerio de Darwin. Negli anni, l’Argentina ha continuato a reclamare la restituzione delle Malvinas a livello internazionale, tirando nella mischia anche altri paesi dell’UNASUR, ma ha sempre ricevuto risposta negativa. Gli inglesi hanno invece chiesto di allargare di 350 miglia il loro territorio marittimo attorno alle isole.

In un museo ho visto addirittura gli artefatti tecnologici della guerra, rudimentali e tecnologicamente arretrati rispetto all’artiglieria inglese. L’Argentina continua a ribadire che le Malvinas sono argentine, a chiamare la capitale Puerto Argentino anziché Port Stanley, in pieno stile argentino di negazione della realtà. Per darvi un’idea di questo stile argentino, vi basti leggere una qualsiasi guida turistica e della fetta di Antartide che l’Argentina ha autoproclamato come sua. Se l’Argentina fosse una persona, sarebbe uno stalker che non accetta che è finita.

Screen Shot 2015-04-13 at 16.04.14[Fonte: The Rough Guide to Argentina, 4th edition]

Il motivo di tanto interesse per le isole dopo tanti anni di dominio inglese? Gas e petrolio nei fondali attorno alle isole!

Qui sotto, un poster del museo itinerante delle Malvinas (che si potrebbe ribattezzare “museo di propaganda anti-inglese”) che sottolinea le posizioni dell’Argentina rispetto a quelle inglesi: un terzo* del territorio dell’Argentina sarebbe quindi abusivamente stato reclamato dagli inglesi.

*Un terzo contando come territorio argentino anche quello dell’Antartide (…)

Antartida_Argentina


La questione non è ancora chiusa, almeno per l’Argentina. In questo blog (in inglese) potrete leggere le novità del contenzioso tra Regno Unito e Argentina per le isole Falklands / Malvinas.

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4 pensieri su “Falkland o Malvinas?

  1. Credo che sia abbastanza normale che i governi, instillino dosi più o meno genuine, sentimenti di amor patrio nei propri cittadini. Quando la cosa assume però contorni grotteschi (come succede in Spagna, dove sedicenti storici rivendicano natali di improbabili catalani o castigliani) questo genera per lo più ignoranza, e di lì lo sconfinamento nel fanatismo è alquanto facile.

    Gli argentini (o meglio i loro politici e di riflesso i cittadini), almeno ora in democrazia (non ho idea durante la dittatura) ne hanno fanno un uso nella norma. Purtroppo è anche vero, che governi traballanti e inetti, per aumentare il loro consenso incrementino le dosi.

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