Trattamento di un mate nuovo

Del mate ne abbiamo già parlato qui, per cui riprendo da dove avevo interrotto.

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Mate de calabaza revestido de cuero

Il materiale del mate (il contenitore) dipende dalla zona: il mate più famoso, quello di calabaza, si ricava da una zucca dalla forma allungata che viene opportunamente scavata ed essiccata (calabaza matera), ed è tipico del nord dell’Argentina. Si può trovare ovunque con prezzi che vanno da pochi euro (€3) a qualche centinaia a seconda della decorazione.Essendo un mate vegetale, bisogna fare attenzione a:

  • Assenza di muffa all’interno
  • Assenza di fori sul fondo (se ce n’è uno piccolissimo, mettete un po’ di smalto per unghie per tapparlo)
  • Fondo abbastanza piatto da poterlo appoggiare*
  • Collo abbastanza largo da poterlo agevolmente riempire e svuotare

*Per mate con la forma molto irregolare e come decorazione, alcuni mate hanno delle strutture metalliche di supporto. Però non è piacevole da tenere in mano come quello “nudo”.

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Sopra: la calabaza matera come si presenta appena raccolta

Quando si compra un mate (contenitore) naturale, il primo mate viene assorbito dalla buccia della calabaza o dalla madera (legno), per cui non si beve.

Se comprate un mate naturale dovete trattarlo prima di utilizzarlo: riempitelo di yerba e di acqua calda (a 80°C) e lasciatelo riempito e ammollo per tutta la notte, così le pareti si impregneranno per bene. Il giorno dopo, svuotatelo e lavatelo. Lasciatelo seccare. Sarà pronto per il primo mate (la bevanda). Per sapere como cebar el primer mate, leggete quest’altro post.

In commercio, il mate più diffuso è proprio quello di calabaza matera, che ben si presta per essere tinto, marchiato a fuoco, bruciato, rivestito di pelle e/o stoffa, decorato con eleganti piedini barocchi, rinforzato nel collo,…

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Mate de silicona

Vari mates decorati d’argentoMate in silicone

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Mate de algarrobo
Mate de metal enlozado

Mate di legno

Di recente sono stati messi in commercio mate di silicone dal design moderno, come quello qui sopra chiamato Mateo e prodotto da Artentino, una catena di negozi di design molto popolare a Buenos Aires. In giro si trovano anche mate in altri materiali, come in corno, in acciaio smaltato, in ceramica, di carrubo (algarrobo), di bambù. Quello di ceramica o acciaio smaltato è una versione più igienica e commerciale, in quanto si può lavare come se fosse una tazza.


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7 pensieri su “Trattamento di un mate nuovo

    1. Ciao Salvatore, lo lasciamo capovolto perché si scoli e poi all’aria. Un po’ come la caffettiera. Qui si usa così spesso che non è importante che si asciughi perfettamente. Il problema della muffa esiste quando non lo usi per molto tempo e lo riponi umido; se c’è la muffa, grattala via con un coltello. Potrebbe anche bucarsi, in tal caso se il buco è piccolo puoi cercare di tapparlo con lo smalto per unghie trasparente o una goccia di colla. Non è il massimo, andrebbe buttato e ricomprato. Il mate fatto con la zucca è un guscio e quindi è sensibile all’umidità. Se hai altre domande scrivi pure!

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  1. A casa ho 5 mate, tutti di dimensioni diverse e tutti, a parte quello che utilizzo, come soprammobili. Diciamo che agli argentini piace portarlo come regalo quando vengono in Italia =) Due sono di calabaza e purtroppo, nonostante abbia seguito la procedura, entrambi hanno un vago odore di muffa e quindi non mi sono mai fidata ad usarli =( Quello che usiamo noi è di legno, l’ho comprato personalmente a Mar del Plata e l’ho preso con tutto il “kit da viaggio”, con tanto di borsa per portarlo in giro. Dopo averlo visto non potevo certo tornare senza! 😉

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    1. Alla fine ne hanno sempre qualcuno in giro ma usano sempre lo stesso, anche per il problema della muffa. Più lo usi, più rende. Contro la muffa l’unica è grattarla via col coltello e sperare che non si riformi

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    1. Grazie! In verità non bevo neanche il mate, ma è una delle prime cose che qui tengono a insegnare a tutti gli stranieri! 🙂 È vero che è difficile trovare queste informazioni online: stranamente, sui quotidiani nazionali le ripropongono a cadenza regolare, ma non le ho mai viste nella versione digitale.

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