Tomar el bondi/colectivo

Questo è un post generico, altrimenti, per info pratiche vi consiglio: Muoversi in autobus


In tutto il mondo ispanico, l’autobus si chiama omnibus, ma in Argentina devono sempre fare gli originali e hanno deciso di chiamarlo colectivo oppure bondi.

L’autobus è il mezzo più diffuso in Argentina, anche se ci sono reti ferroviarie extra-urbane di media e lunga distanza, la metro in città, e i trasporti privati di cui parlerò in un post dedicato. Gli autobus sono tutti privati e di diverse compagnie, e sono diversamente costruiti e colorati. Il chofer (conducente) personalizza l’autobus un po’ come vuole: i più ligi si portano appresso secchio e straccio per pulirlo nei tempi morti, altri si mettono un mini-impianto per l’acqua calda per il mate, alcuni attaccano adesivi con i nomi dei figli, Hello Kitty, ciucci o lo stemma della propria squadra di calcio o della band di heavy metal preferita.

Non mancano quelli che costellano il mezzo con frasette a metà tra il serio e il faceto, in grado di fare riflettere o strappare un sorriso, e quelli che non perderanno l’occasione per bombardarvi con la loro musica preferita, in genere la cumbia, una tamarrata latinoamericana originaria della Colombia che sta spopolando anche qui.

Alcuni autobus hanno il vello di pecora sulla leva del cambio, una cosa tamarrissima, nonché tendine imbottite e laccate con tanto di frangette argentate o dorate. I più classici sono decorati con il filete, una scrittura tridimensionale decorativa, a volte con decori floreali, anche se questa pratica è desueta e non più consentita come un tempo.

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Il colectivo si toma (si prende), e bisogna tenersi forte perché i chofer vanno a tutto gas, sorpassano e rischiate di ammazzarvi. Di solito il chofer apre le porte 100 metri prima della fermata, in piena corsa. I giovani saltano giù al volo, i vecchi aspettano che si fermi (se non vengono risucchiati in corsa).

Il chofer è in genere un tipo che sembra avere raggiunto lo zen, ma quando guida è un indemoniato. Non solo ha fretta di farvi scendere, ma anche di ripartire appena siete saliti. Non è raro ritrovarsi già ripartiti e con le porte alle vostre spalle ancora aperte.

Ieri per esempio era già ripartito e un vecchio è saltato sull’autobus in corsa, proprio mentre le porte si stavano chiudendo. In preda al panico ho urlato “Aspetti! Aspetti!” d’istinto, poi sostituendolo con un “Pare! Pare!” (Si fermi! Si fermi!). Il chofer era abbastanza spazientito dalle mie urla perchè ormai il vecchietto aveva dato una spallata alle porte e aveva già entrambi i piedi a bordo veicolo. Nessuno dei due sembrava minimamente turbato dall’episodio, che invece ha lasciato me sconvolta. Ma probabilmente fa parte del concetto di fortuna su cui si fonda la vita in Argentina.

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2 pensieri su “Tomar el bondi/colectivo

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