D’italiano c’è ben poco

2 milioni di italiani sono sbarcati in Argentina tra il 1880 e il 1950, e oggi gli italo-argentini sono 20 milioni, la metà della popolazione. Molti non parlano italiano ma hanno il nostro passaporto per via di un nonno o trisnonno italiano che gli spalanca le porte dell’Europa. I primi ad arrivare sono stati i genovesi (1880), e gli ultimi i meridionali, specialmente i calabresi, ma anche pugliesi, siciliani e sardi. Gli italo-argentini di oggi sono in prevalenza discendenti di italiani del mezzogiorno.

Molto raramente incontro qualcuno con antenati lombardi o piemontesi. Quando mi chiedono di dove sono, fanno una faccia strana quando rispondo “Milano, nel nord” perché credo che genuinamente non ne abbiano mai sentito parlare.

Gli italo-argentini oltre ad essere italo-annacquati sono anche italo-ristretti: per loro l’italia è il paesino di qualche centinaio d’anime da cui sono partiti i loro avi, i piatti che cucinavano solo lì, il dialetto o qualche parola gergale che per loro è lo standard. Conoscono il nome di tutti i paesini del circondario e magari quello di una città grande vicina, ma poi… il vuoto.

Milano non fa parte della geografia italiana nell’immaginario che gli italo-argentini hanno dello stivale.

Se gli parlate di “focaccia” non hanno idea di cosa stiate dicendo, e la carbonara sono convinti che sia la zuppa argentina chiamata carbonada. Poi ti dicono una frase in dialetto e ti chiedono se la capisci…e se non la capisci sembra che non sei italiano tu. Ma andate a cagare!

Gli italo-argentini sono molto orgogliosi delle loro origini e si definiscono italiani, ma è ben difficile sentire di avere qualcosa in comune con gente che ti parla di cannoli, tarantella e orecchiette, ma non ha idea di dove sia Milano né ha mai messo piede in Italia. Ogni volta che mi parlano del fatto che sono italiani, vorrei solo dirgli “Ma che cazz… stai dicendo?!“, invece faccio un sorrisetto finto e passo ad altro.

Lo studio dell’italiano è una pratica desueta.

E come dargli torto, a vedere le opportunità che sta offrendo l’Italia… ma tutti amano la nostra penisola. Pur considerandosi italiani, non hanno curiosità verso l’Italia, di cui sentono di sapere già tutto. Parlano dell’Italia come se fosse la terra promessa senza chiedersi perché i loro avi se ne sono andati, ignorando che la disoccupazione giovanile è al 40% o che le aziende italiane chiudono.

Esistono numerose associazioni di cultura italiana che cercano di tramandare poesie in dialetto e danze folkloristiche, attività di cui mi sfugge completamente l’utilità. Piuttosto insegnate l’italiano e fate conoscere l’Italia vera, quella di oggi, che ballare la mazurca non serve a una cippa!

I locali che scelgono un nome italiano sono popolarissimi e infarciti di orrori ortografici. Quelli che mi sono rimasti in mente:

  • ristoranti: i’l faro (con l’apostrofo), Vitto (e alloggio?!), Venetto (proprio loro che non dicono le doppie…), Signiorini (non so se sia peggio l’errore o l’evocazione che suscita)
  • pizzeria con consegna a domicilio: Mi manda Don Cafone (e chi ti apre?!), Don Peponne
  • vestiti: Tizhianna (vestiti da film porno?), Porko Trio (ma chi glielo ha lasciato scegliere?!)
  • bar e gelaterie: Viccenzo, Adaggio (non si possono guardare!)
  • Prodotti: linguini (le linguine), Vizzio (cioccolatini), vermichelli (vermicelli, la pasta), bongole (le vongole), ñoquis (gli gnocchi)

In giro non vedo molte scuole di lingua che offrono l’insegnamento dell’italiano; nelle scuole bilingui (spagnolo-italiano) la maggior parte degli insegnanti sono argentini. Ho provato a mandare il curriculum a una, ma neanche mi hanno risposto. In autentico stile italiano!

Cari miei, qui siamo fuori strada… d’italiano c’è ben poco!

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24 pensieri su “D’italiano c’è ben poco

  1. Sono stato varie volte in Argentina. Tra molti miei amici ci sono tanti argentini, nessuno ha origini italiane.
    Condivido molte cose che dici, una molto meno. Ho conosciuto tantissimi argentini figli e nipoti di veneti, così come nipoti o bisnipoti di piemontesi e lombardi, specie nelle zone di Cordoba, Mendoza e Santa Fè. Molti discendenti di piemontesi, nel dopo 2001, cercavo a tutti i costi di farsi riconoscere il loro bisnonno piemontese per avere possibilità di ottenimento del passaporto. Moltissimi di loro ci sono riusciti ed ora vivono in Italia.

    Tra Mar del Plata e La Plata, tantissimi sono originari del Sud Italia invece.

    Andando invece al succo del tuo post. Vero quando dici che per loro l’Italia è un passato remoto, un paese, qualche parola in dialetto, qualche racconto dei paesini di fine 800, prima metà del 900 per chi ha origini meridionali, qualche clichè, qualche luogo comune, qualche presa in giro sul modo di pronunciare la nostra erre e la nostra esse. In molti discendenti di italiani, ho rivisto il senso di patria perduta misto a risentimento ed invidia verso le terre di origine…. una cosa che ho trovato molto in comune agli italiani del Sud che vivono a Torino.

    Dato che ho vissuto due anni in Canada, altro paese che ha accolto milionate di italiani, ho fatto un confronto tra italocanadesi e italoargentini. Figli e nipoti di calabresi e abruzzesi per lo più (in Canada), la stragrande maggioranza studia la lingua di Dante, si interessa del paese di origine attraverso TV, giornali, ed internet. Sognano di fare ogni tanto un viaggio in Italia, sperando di visitare le città d’arte, nonostante i loro avi, avessero poco a che fare con Venezia, Firenze, Roma etc. Studiando, iniziano ad amare l’Italia, lo reputano un tassello (tra i tanti) della loro vita. Il più delle volte un elemento positivo.

    Mi sono chiesto come mai questa differenza rispetto alla visione meno “positiva” degli italoargentini.

    Un pò credo sia dovuto alla matrice di fondo spagnola di cui l’Argentina è permeata (la Spagna intima, quella che poco ha a che fare con las tapas, la sangria, il finto modernismo e tutti i cliche turistici di cui la Spagna è permeata dagli anni 60 sino ai nostri giorni). Per dirla in parole povere: molto provincialismo iberico. Il credersi di essere l’ombelico del mondo, quando oramai da circa vari secoli ne sono la periferia, e ciò nonostante continuare a perpetrare quella saccenza fasulla, ed un certo egotismo, che in Argentina a volte supera il modello di riferimento. Il pressapochismo nello scrivere quei “titoli” in un simil italiano grottesco, lo vedi anche in Spagna. Credere che l’italiano come lingua, sia una variante dello spagnolo, è una cosa che ho trovato anche in Spagna. In Argentina lo si manifesta poi ancora più limpidamente e con qualche linea in più. La non volontà e la pigrizia nello studiare le lingue straniere, trincerandosi in ridicoli provincialismi sbandierati come nazionalismi sa tanto di Spagna, ma aggravato oltre che dall’intensità del fenomeno, dal fatto che metà di loro in fondo per la lingua italiana e con l’Italia, hanno un certo legame di discendenza. Molti argentini che vivono in Italia da decenni, nonostante la vicinanza tra le lingue continuanao ancora a confondere ti e te, si e se, etc etc… errori che non commettono marocchini, rumeni persino cinesi.

    Più intimamente, molti discendenti di italiani, sentono questo sentimento di emancipazione mai compiuto. Essere scappati dalla povertà della loro lontana e piccola (storicamente e per circoscrizione geografica di provenienza) Italia, per essere andati nel “lato triste” dell’America, per dirla con una canzone. Il sogno per loro non si è mai avverato, se non per dei periodi brevissim, e in epoche lontane (molti di coloro che lì sono arrivati nei ’50, ne hanno appena sentito il profumo). Di qui a volte anche il loro “mal” celato senso di ostilità verso l’Italia, che tanto si accomuna a quello dei meridionali a Torino, fatte le seppur debite proporzioni (di certo non si può equiparare Torino all’Argentina, ma allo stesso tempo il 90% dei meridionali a Torino non è andata a vivere in collina lavorando come quadri tecnici della FIAT, ma a sgobbare in fabbrica, a vivere in casermoni, e a sentirsi per diversi decenni mal sopportati dagli indigeni)… motivi di malcontento diversi, stesso risultato finale… senso di superiorità verso le terre di origine, un certo “rencorismo” di fondo.

    E’ anche vero che ho incontrato pochissimi italo argentini che studiano l’italiano, e sono interessati alla nostra cultura e letteratura… purtroppo una ristretta minoranza. Manco dal 2007, mi par di capire dal tuo post che le cose non sono cambiate più di tanto.

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    1. Grazie per la tua testimonianza. Ti confermo che: 1) gli italo-argentini cercano di ottenere il passaporto italiano a tutti i costi (molto più facile da ottenere del passaporto spagnolo, ma questo merita un post a parte) per voler venire in Europa, non necessariamente in Italia e non necessariamente per viverci, a volte è solo per studiarci o turismo; 2) i loro sentimenti verso l’Italia io li ho sempre visti positivi e d’invidia (“ma tu vieni dall’Europa/dagli Stati Uniti” è una frase che sento troppo!), mai negativi. 3) I discendenti di piemontesi, lombardi e veneti ci sono, ma io non li incontro mai. Sarà anche che sono meno gregari dei meridionali e dei loro discendenti, forse anche meno “orgogliosi” o bisognosi di ricordare a se stessi e al mondo da dove venivano i loro avi. 4) Della lingua e della cultura italiana non gli interessa conoscere molto, sono convinti di sapere già tutto. Quando dico loro che i sorrentinos o la salsa filetto in Italia non esistono, rimangono molto delusi, ma di sicuro non vanno a fare ricerche in merito per approfondire. Quello che conta è l’italianità nei loro cuori, non l’Italia o gli italiani del 2015 e questo mi amareggia parecchio!

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      1. Io vivo in Spagna e sono Italiana di Torino, qui vivono molti argentini tutti con passaporto italiano, alcuni mai entrati in Italia altri vissuti poco tempo e venuti in Spagna perche
        l’Italia no piace o forse a noi non piacciono gli argentini. Comunque di Italiano hanno ben poco, sono invidiosi, di una cultura retrograda e credo che dovremmo smetterla di dare cittadinanze a gente che non parla no e stato mai in Italia e se ne parla ne parla male

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      2. Pensa quanti elettori incapaci ci ritroviamo grazie a questi passaporti concessi a gente che li usa come tessere del Club Med (=per viaggiare comodi, giacché non serve il visto per visitare o vivere in certi paesi)

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    2. Hola, soy del sur de Mendoza – Argentina.

      Quería dar mi opinión sobre varios aspectos:

      En primer lugar aclarar que sí, envidiamos a los italianos, como al resto de ciudadanos de países Europeos y de Primer Mundo aunque disimulemos, pero es una envidia sana disfrazada de admiración hacia los demás que nos permite esforzarnos y luchar para perseguir un futuro más próspero. Esto mismo ocurre en todos los países del mundo. Actualmente se ha politizado la mayoría de programas de televisión de Argentina, y se dice y se repite mucho que “Deberíamos estar muchos mejor”, “Que hay 30% de pobres”, “Que hay que seguir esforzándose”, y bueno eso genera una envidia hacia los que están mejores que nosotros.

      Sobre el desinterés de la cultura italiana o de su idioma en Argentina, pienso que se priorizan otros idiomas como el inglés o portugués debido a la cercanía, pero también sucede que sentimos por parte de Italia un grado de superioridad o de desinterés y de que nos han olvidado. Además, aunque les parezca una tontera, vivimos en Estados Modernos ideados en la mal estudiada “Revolución Francesa” en donde se priorizó un solo idioma, se proclamó una República creando un Himno Nacional, suprimiendo parlamentos regionales para concentrar las decisiones en París y concebir así una “Idea Nacionalista”. Todo esto se copió en todos los Estados del mundo e influye.

      Esto puede verse en la historia de la “Guerra de la Independencia contra España”, que varían un poco las versiones de acuerdo si estas en Chile, Venezuela, Argentina o en algún otro país Latinoamericano. Y lo mismo ocurre con toda la historia.

      Últimamente aparte de la histórica influencia inglesa, ha crecido la influencia de España y de el resto de países vecinos, estoy seguro que muchos adolescentes de Latinoamérica conocen a muchos youtubers de España u otros países vecinos. No solo en Argentina sino en el resto de Latinoamérica se ha facilitado gracias al idioma muchos programas de televisión (Late Motiv, La Resistencia), Youtubers (ElRubius, TheGrefg, AuronPlay, Wismichu millones más), Series (La Casa de Papel, El Ministerio del Tiempo), Películas. Y gracias al idioma se permite mucho la comunicación recíproca, algo que no sucede con ningún otro país del Primer Mundo.

      Estoy convencido que los nacidos en Buenos Aires tienen un mayor grado de arrogancia que en el resto de Provincias o países vecinos y se prioriza mucho nuestra música, nuestros escritores, nuestra cultura. Ningún Latinoamericano promedio conoce artistas europeos, asiáticos, africanos, salvo algunos músicos españoles quizás.

      Personalmente soy de leer mucho y escuchar mucha música, y salvo por lo que todos aprendemos en la Escuela, sobre algunos filósofos, pensadores o historia de la “Primera y Segunda Guerra Mundial”, nunca leí libros ni escuche música de Italia, Francia, Alemania, Rusia, solo se conoce de oído a un autor llamado Dante y la “Divina Comedia”, y que en Italia se encuentra el Vaticano y nada más.

      Obvio que la información geográfica, económica, climática, deportista y un poco cultural se conoce y se aprende un poco de todo el mundo, algo común.

      Y para terminar, podría decirles millones de cosas en mente, pero solo les diré 1 cosa. Les recomiendo (u obligo) que escriban en Google: “Leendanik.pdf” y guarden ese libro. Descárguenlo y guárdenlo, y si pueden algún día con mente abierta traducirlo y leerlo de a poco, “de a poco”. Y que lo lean como una histórica fantástica.
      Bueno, saludos.
      ————————————————————————————-
      Vi lascio una brutta traduzione in italiano:

      Ciao, vengo dal sud di Mendoza – Argentina.

      Volevo dare la mia opinione su diversi aspetti:

      In primo luogo chiarire che sì, noi invidiamo gli italiani, come gli altri cittadini dei paesi europei e primo mondo, ma copriamo sopra, ma si tratta di una sana invidia ammirazione camuffato per gli altri che ci permette di lottare e lottare per perseguire un futuro più prospero . Lo stesso accade in tutti i paesi del mondo. Ora è stato politicizzato maggior parte dei programmi televisivi in Argentina, ed è detto e ripetuto un sacco che “Dobbiamo essere molto meglio”, “Qual è il 30% poveri”, “deve continuare i suoi sforzi” e che genera un bene invidia verso coloro che sono migliori di noi.

      Per la mancanza di cultura italiana o la lingua in Argentina, credo che le altre lingue come l’inglese o portoghese a causa della vicinanza di priorità, ma succede anche che si sentiva l’Italia un grado di superiorità o di disinteresse e noi Hanno dimenticato. Inoltre, anche se sembrano una sciocchezza, viviamo in Stati moderni ideati dalla parte del torto studiato “Rivoluzione francese”, in cui la priorità una lingua, ha ucciso il re e la repubblica fu proclamata la creazione di un inno nazionale, eliminando i parlamenti regionali a concentrarsi decisioni a Parigi e quindi essere in grado di concepire una “idea nazionalista”. Tutto questo è stato copiato in tutte le Nazioni del mondo e le influenze.

      Questo può essere visto nella storia della “Guerra di indipendenza contro la Spagna”, che varia un po ‘a seconda che tu sia in Cile, Venezuela, Argentina o in qualsiasi altro paese dell’America Latina. E la stessa cosa succede con tutta la storia.

      Ultimamente, a parte l’influenza storica inglese, è cresciuta l’influenza della Spagna e del resto dei paesi limitrofi, sono sicuro che molti adolescenti in America Latina conoscono molti youtuber dalla Spagna o altri paesi limitrofi. Non solo in Argentina, ma nel resto dell’America Latina è stato facilitato dal linguaggio molti spettacoli televisivi (Late Motiv, resistenza), YouTube che (ElRubius, TheGrefg, AuronPlay, Wismichu milioni in più), Serie (La Casa de Papel, il Ministero del tempo), film. E grazie alla lingua, è consentita la comunicazione reciproca, cosa che non succede con nessun altro paese del Primo Mondo.

      Sono convinto che coloro che sono nati a Buenos Aires abbiano un grado di arroganza maggiore rispetto alle altre province o paesi limitrofi e che la nostra musica, i nostri scrittori, la nostra cultura abbiano molta priorità. Nessun latino americano medio conosce artisti europei, asiatici, africani, tranne forse alcuni musicisti spagnoli.

      Personalmente sto leggendo molto e sentito un sacco di musica e suono in modo che tutti imparare a scuola, su alcuni filosofi, pensatori o la storia della “Prima e Seconda Guerra Mondiale,” Non ho mai letto libri o ascoltare musica da Italia, Francia, Germania , Russia, conosci solo a orecchio un autore di nome Dante e la “Divina Commedia”, e che in Italia puoi trovare il Vaticano e nient’altro.

      Ovvio che geografico, economico, climatico, sportivo e un po ‘di informazione culturale è noto e imparato un po’ da tutto il mondo, qualcosa di comune.

      E per finire, potrei dirti milioni di cose in mente, ma ti dirò solo una cosa. Raccomando (o costringo) a scrivere su Google: “Leendanik.pdf” e salvare quel libro. Scaricalo e salvalo, e se puoi un giorno, con la mente aperta, tradurlo e leggerlo a poco a poco “a poco a poco”. E che lo leggono come uno storico fantastico.

      Bene, saluti.

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      1. Hola Galiano, gracias por tu comentario, muy completo, con lo cual coincido en todo. Lo que me resulta molesto es cuando me introduzco como italiana y me siento contestar que también ellos son italianos, pero no pueden ni hablar el idioma ni saben nada acerca de Italia de hoy, quizá tampoco hayan viajado a Italia. Es como si viajando por el mundo, alguien te dijera que es romano solo por que ha escuchado hablar de Julio César a la escuela y por qué muchos inventos romanos son la base de ‘su’ cultura. Bueno, pero no es así. :-]

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    1. Ho conosciuto vari di famiglia comasca e valtellinese. Mi ha sorpreso perché non le ho mai considerate zone particolarmente povere né predisposte geograficamente all’emigrazione (non essendo affacciate sul mare). Tu sai perché se ne andarono molti dal nord della Lombardia? A questo punto mi é venuta la curiosità.

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      1. Il mio bisnonno fuggì da Como perché non voleva andare in guerra. Ha viaggiato come passeggero clandestino su una nave che ha lasciato Genova. Quando il mio bisnonno ascoltò alla radio che Mussolini era stato catturato a Dongo, disse a mio nonno che viveva accanto a quel posto. Tra quattro mesi andrò in Italia per tre settimane. Voglio visitare il Lago di Como. Saluti.

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      2. Buon viaggio! Il modo migliore è affittare un’auto e percorrere tutto il lungolago. Si fa in mezza giornata. Però si può anche andare a visitare il lago maggiore che secondo me è più bello e ci sono ville da visitare (ad es. Villa Taranto). Non conosco bene il Lago di Como, magari anche lì c’è qualche villa storica in cui si può entrare.

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  2. Ho trascorso sei mesi in Argentina circa 4 anni fa e ricordo ancora la mia perplessità nello scoprire con quanta facilità persone con bisnonni o addirittura trisavoli emigrati in Argentina nel 1860 (Italia preunitaria) riuscissero ad ottenere la cittadinanza italiana. Non è richiesta alcuna conoscenza della lingua, aver risieduto in Italia per tot anni…nada de nada! Stavo insieme ad un ragazzo che ha ottenuto così la cittadinanza, grazie al padre che fece richiesta, certo, l’istruttoria era lunga e sono stati necessari 5 anni, ma ne è valsa la pena dato che attualmente lui e la sorella abitano in UE I genitori intanto possono farsi i viaggi negli USA senza richiedere il tanto oneroso visto. Di casi simili ne conosco a bizzeffe. Se il mio ex sa l’italiano è solo perché ha vissuto poi alcuni anni in Italia, gliel’ho insegnato io. Gli altri parenti sanno solo dire “ciao e buongiorno”.

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    1. Infatti. È incredibile concedere la cittadinanza a persone che non hanno alcuna relazione con il Paese (se non per ascendenza) e non ai bambini nati e cresciuti in Italia da genitori stranieri.

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      1. Más increíble es que millones de italianos hayan conseguido la ciudadanía argentina sin tener un antepasados argentinos.

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      2. Los que se fueron a vivir a Argentina tienen todo el derecho a llamarse argentinos, cual que sea su país de procedencia o la ciudadanía de sus antepasados. Difícil aceptar que gente que no habla italiano y nunca vivió en italia pueda votar en las elecciones. Cuando lo cuento en Italia, no lo pueden creer.

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      3. Più incredibile è che milioni di italiani abbiano raggiunto la cittadinanza argentina senza avere antenati argentini.

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