Vivere, non sopravvivere

AGGIORNAMENTO 2016 – CON IL CAMBIO DI GOVERNO SONO CAMBIATE MOLTE COSE DESCRITTE IN QUESTO POST, E ANCHE MOLTI PREZZI. QUESTO POST RESTA VISIBILE COME TESTIMONIANZA MA NON CONTIENE INFORMAZIONI ATTENDIBILI.


Nelle ultime settimane ho cominciato a riflettere sulla condizione economica e sociale mia e del mondo. Venire in Argentina, un’isola economica, mi ha aperto gli occhi su molti aspetti legati al costo della vita.

L’Argentina ricorda molto una dittatura socialista: i servizi primari sono tutti sovvenzionati dallo stato e hanno un costo irrisorio. L’acqua, il gas, l’energia elettrica ci costano meno di €15 al mese, combinati.

Il governo, insieme con i supermercati, ha individuato una serie di prodotti alimentari essenziali da vendere a un prezzo concordato in modo che siano accessibili a tutti: quando un prodotto appartiene a questa categoria, il suo prezzo è indicato come precios cuidados (prezzi calmierati). Ci sono oltre 800 prodotti appartenenti a questa categoria in crescita.

precios_logo

Anche la carne ha un prezzo basso poiché il governo sovvenziona gli allevatori. Non sono molto informata su questo aspetto, ma le voci dalla strada mi dicono che la carne “è diventata cara”. A me sembra più economica della verdura e ho passato i primi mesi a mangiare carne, carne, carne,… finché non ne potevo più. In Italia compravo solo carne bianca (pollo) e solo al discount, perché €15 per due bistecche mi sembravano un’esagerazione.

Il capitolo sulla carne è un po’ più complesso: essendo il bene più prezioso del paese, in passato era esportatissimo poiché rendeva più venderla all’estero che in patria, così il governo ha introdotto altissimi dazi sull’esportazione di carne e ha incentivato il consumo locale. Sarà per quello che mangiare carne argentina in Italia costa così tanto?

Anche i trasporti sono sovvenzionati: una corsa in treno o in autobus costa al più €0,30, i voli aerei interni sono scontati del 30-40% per i residenti, una corsa in metropolitana costa €0,40, ecc. Ci sono precios cuidados anche per l’acquisto di auto o di merce all’ingrosso.

I musei sono gratuiti o hanno un costo irrisorio, al massimo €3. Quelli gestiti direttamente dallo stato (e non tramite fondazioni o associazioni) hanno tariffe differenziate per i residenti, i cittadini Mercosur non residenti in Argentina e tutti gli altri. Solitamente, i residenti pagano 1/3 della tariffa piena, i Mercosur 2/3 e gli altri il prezzo pieno. Questo vale anche per l’accesso ai parchi nazionali.

Tutte queste misure mi piacciono: la domenica ne approfitto per visitare i musei della Capitale deserta, per camminare con calma lungo l’Avenida de Mayo e ammirare i palazzi anziché dover stare attenta a schivare la gente. Vedere 2 o 3 musei in un giorno è una cosa normale ed economica, un buon passatempo!

in Italia andare in due al museo ci costava quanto mangiare, sempre che non ci fosse da prendere un treno o da pagare benzina+pedaggi+parcheggio, e a volte costava meno che prendere il treno in due!  Infatti le ultime vacanze che ho fatto mentre vivevo in Italia, le ho fatte all’estero: costava meno e i servizi erano migliori. Per dire, dormire in B&B in campagna in Italia costava più che dormire in albergo a Salisburgo.

Ieri ho scoperto una tessera del Governo della Città di Buenos Aires chiamata Tarjeta VOS – In todo estás vos, che dà accesso alle bici gratuite, a sconti in musei e negozi della capitale. La tessera è disponibile anche per i turisti. 

Saranno piccole cose, però mi fanno sentire che lo stato c’è. Se parlate con un locale, vi dirà che è tutto fumo negli occhi per celare le nefandezze che i politici compiono ad alti livelli e distogliere l’attenzione, ed è sicuramente vero; tuttavia, meglio così che niente (come avviene in Italia!).

Come europea, mi trovo molto più vicina a uno stato come questo, basato sul welfare, che a un governo come quello statunitense più dell’idea “che ognuno si arrangi, se può”. Questo è uno dei principali motivi per cui ho preferito l’Argentina agli Stati Uniti.

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