Cercasi Fulvia

C’é un primo periodo in cui il rifiuto dell’Italia é così forte che ti riprometti di tagliare i ponti completamente con la madre patria e di assorbire la tua nuova cultura il più possibile.

Subito segue un periodo di frustrazione poiché non parlando la lingua, cominci a romperti di sentirti un bambino che non capisce bene cosa gli succede intorno, così continui a frequentare la tua cultura, almeno online.

Poi capisci che il tuo nuovo mondo è un po’ limitato, e cominci a chiederti come fa la tua nuova gente a vivere felice con le sue limitazioni, se non gli manca qualcosa.

Quindi giri il naso altrove e speri di trovare tuoi consimili in persone di altre nazioni che come te hanno deciso di venire/si ritrovano qui come te, ma l’idillio dura ben poco perché non riesci a empatizzare con la loro nostalgia per la Dr. Pepper che è una porcheria finta e malsana che vendono solo nel loro paese deviato.

Quindi rivolgi di nuovo lo sguardo ai tuoi connazionali, stavolta a quelli che sono venuti qui come te, sperando di ritrovarci qualcosa in comune e scopri che fanno tutti la loro vita, son bene ambientati, hanno il loro lavoro e le loro famiglie…

Mentre tu parleresti coi muri, anche quelli virtuali!

fulvia08a

sopra: Fulvia di Pericoli & Pirella, ospite milanese su Repubblica


Foto principale: la Floralis Genérica una scultura di Eduardo Catalano in Plaza de las Naciones Unidas a Buenos Aires. È la prima scultura “mobile” che insegue il sole come un vero fiore.

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