Cafayate e i suoi vigneti

Cafayate è la seconda città dell’Argentina per fama vitivinicola, dopo Mendoza: i suoi vigneti sono i più alti del mondo e producono Torrontés, Malbec, Cabenet Sauvignon, Tannat e Pinot, tra gli altri. Cafayate si trova tra le montagne quasi desertiche, in una piccola valle, ed è impressionante osservare i filari di viti che si estendono tra una pendice e l’altra – mi chiedo come sia venuto in mente di coltivare la vite con un terreno arido. L’escursione termica è elevatissima, in genere intorno ai 30°C tutto l’anno. L’ultimo strato di terra è in realtà sabbia. La condensa che si forma la notte serve a irrigare la radice della vite di giorno. Ora che la produzione è a livello industriale usano dei tubi di acqua, forati strategicamente in modo che cada una goccia ogni tanto proprio sulle radici della pianta.

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Cafayate è una cittadina ricca nella provincia di Salta, ha solo 5.000 abitanti ma un giro turistico in vertiginosa crescita. Oltre che visitare vigneti, è possibile rilassarsi all’aria aperta facendo escursioni in bici, a cavallo e in auto. Il centro storico di Cafayate trasmette la ricchezza di questo piccolo pueblo che è in condizioni decisamente migliori rispetto agli altri paeselli circostanti dove ci siamo fermati.

Ho soggiornato solo una notte a Cafayate ma è un bellissimo paese, molto ben attrezzato per il turismo, con alloggi per tutti i gusti e ubicato strategicamente per esplorare tutto il NOA. Mi ha sorpreso con la sua atmosfera magica e vorrei tornarci per una mini-vacanza. Decisamente un posto per riconnettersi con la natura!

Imperdibile il Museo Arqueológico Rodolfo Bravo (Colón 191, Cafayate) dove sono raccolti oltre 2.000 resti archeologici raccolti entro un’area di 30 km dall’archeologo a cui è intitolato il museo. Ora è gestito dalla nuora, ormai anziana, che si divertirà a raccontarvi aneddoti e storie sulle ricerche archeologiche e le civiltà preispaniche. Essendo un museo privato, è offerta libera (siate generosi, non riceve alcun aiuto statale!). Mancano tuttavia didascalie e pannelli illustrativi, per cui studiate prima o ammirate i vasi esposti senza capirci molto. Nell’ultima sala sono raccolti oggetti post-colonizzazione che raccontano la vita nella zona dal 1800 in poi, inclusa la vendemmia. Ma lo stato perché non fa musei così?!

Consiglio anche di provare la specialità locale: la carne di lama in riduzione di cabenet sauvignon o di malbec. Io l’ho provata Macacha (Güemes Norte 28, Cafayate), insieme ad altre specialità a base di quinoa (o quinua), cereale tipico locale. Per finire, in piazza potrete gustare il gelato al vino (Malbec o Torrontés).

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All’indomani, viaggio verso Salta passando per la Quebrada de las Conchas.

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