Purmamarca

Il viaggio da Salta attraverso la Quebrada del Toro e la Salinas Grandes arriva a Purmamarca: un paesello pittoresco in provincia di Jujuy la cui foto compare su ogni guida turistica e volantino relativo alle bellezze dell’Argentina (e in particolare modo del NOA) che si rispetti. Con appena 500 anime (anche se a me sembravano molto meno), Purmamarca ha ricevuto negli ultimi 10-15 anni una forte attenzione turistica, riempiendosi di negozi di souvenir, B&B, hotel e ristoranti, in parte per la pittoresca montagna di 7 colori alle spalle, in parte per l’ottima ubicazione che permette di effettuare tante gite in giornata.

Purmamarca è un paesino proprio piccolo, interamente dedito al turismo, e per questo molto ben tenuto e con strutture ricettive moderne e curate. Ovviamente basta andare in un paese a fianco perché il tenore ritorni ad essere quello di sempre: caldo, polvere, povertà.

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La sua piazza è la tipica piazzetta dei paesini del NOA: una chiesa (rigorosamente bianca), il cabildo (edificio del comune, a volte riconvertito a museo), almeno un bar e bambini e cani di nessuno. Quella di Purmamarca è affollata di bancarelle dove vendono “artigianato” – virgolettato perché in realtà sono prodotti industriali, visto che i prodotti veramente artigianali costano di più e sono meno appetibili per i turisti, a cui interessa solo comprare in quantità e non in qualità.

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Iglesia de Santa Rosa da Lima, Purmamarca

All’esterno del paese si trova il punto dove scattare la foto classica al Cerro de los Siete Colores (lett. collina dai sette colori), ma è d’obbligo visitare questo paesino fuori dal tempo, passeggiare per le sue stradine di terra battuta con l’aria rarefatta (siamo a 2.300 m.s.l.m.) e, se avete tempo e fiato, dedicare un’ora a passeggiare lungo il Paseo de los Colorados.

Se posso darvi un consiglio: non fatelo dopo pranzo perché l’alta quota contribuisce di suo a farvi stancare il doppio, facendovi venire mal di testa e costringendovi a ricorrere alla coca a tutto spiano.

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Mangiare: il nostro B&B (Pumahuasi, circa €70/notte da listino) ha consigliato il ristorante El Churqui de Altura, dove ho mangiato molto bene e piatti originali, tra cui il mote con huevo revuelto (mais andino a chicco grossissimo bollito con uovo uovo sbattuto), un risotto di quinoa delizioso, i quaresmillos (sorta di piccolissime pesche sciroppate delle dimensioni di un’oliva tipico del NOA, il cui nome è dovuto al fatto che nascono in epoca di Quaresima), gli immancabili  secondi a base di cabrito (capretto) e llama (lama), il locro (minestra tipica argentina a base di mais e carne) . Servono anche piatti tradizionali della cucina criolla (sorrentinos, milanesa, etc.)

Va detto che sono capitata in bassa stagione (maggio) e molti locali erano chiusi, per cui la scelta per mangiare era limitata. In due abbiamo speso meno di €25 bevendo acqua, ed è un ristorante vero e proprio. Ci chiedevano lo stesso in un bar con musica dal vivo per piatti molto meno raffinati, ma abbiamo alzato i tacchi.

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Da Purmamarca parte l’esplorazione della Quebrada de Humahuaca, dichiarata patrimonio mondiale dall’UNESCO nel 2003.

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