9 de Julio: locro

L’aria è fresca e frizzante: è un giorno di festa (stavolta per davvero). 9 luglio, festa dell’indipendenza argentina dalla Spagna. La dichiarazione d’indipendenza fu redatta dal Congreso de Tucumán a Tucumán, nella Casa de la Independencia, nel 1816 e ricalca quella statunitense (1776). La casa è monumento storico dal 1941 ed è visitabile. La dichiarazione d’indipendenza fu redatta in spagnolo e quechua (una lingua nativa), le prime due pagine le potete leggere qui sotto (fare clic sulla foto per ingrandire).

quechua_1_2

Forse più famosa sarà per voi l’Avenida 9 de Julio, la strada più larga dell’Argentina (e all’epoca in cui fu realizzata, la più larga del mondo). Per costruirla hanno raso al suolo varie case, eccetto per il palazzo del Ministerio de Desarrollo Social dove qualche anno fa la presidenta Cristina Kirchner ha voluto mettere due installazioni luminose giganti (31 m x 24 x) dedicate a Evita (che lei vorrebbe imitare). Per gli interessati, anche se è difficile non vederlo: 9 de Julio y Belgrano, CABA.

post_display_cropped_open-uri20130224-16573-jrhqrk avenida-9-de-julio

Le strade sono deserte, è tutto chiuso. Solo le panetterie e alcuni bar e tabacchi sono aperti. (Inutile dire che io stavo andando a prendermi delle facturas appena sfornate.)

Come in tutti i giorni festivi, il menù è solo uno: locro. Il locro è una zuppa (guiso) a base di mais e carni varie che è un must di ogni giorno festivo argentino, inclusi quelli in estate con temperature intorno ai 35°C. Oggi però è una tipica giornata d’inverno, minima 3°C e massima 19°C, per cui ci sta dentro. In verità io non sono una grande fan del locro perché preferisco la carbonada, ma ne parleremo altrove.

Il locro ha circa 20 ingredienti, tra cui zampa di maiale, salamella, trippa, pancetta, porro, affini alla cipolla vari, zucca, fagioli e mais… (una cosina leggera!) e quindi mi adeguo al trend locale e lo compro già pronto. Se però volete provare a farlo, qui c’è la ricetta con il video passo-passo. Si serve in terrine di terracotta ben bollente.

locroSopra: il locro, la zuppa che accompagna tutte le festività

Se invece capitate da queste parti e volete assaggiarlo, fa parte del menù fisso dei ristoranti 1810 Cocina Regional (Belgrano, Palermo e Centro), dove potrete trovare anche la carbonada (il mio guiso preferito, con la pesca!) e il mondongo (la trippa), oltre che buone empanadas e dolci tipici della cucina regionale argentina che difficilmente si trovano nei ristoranti normali, come la ambrosía (tuorlo, latte e sciroppo), la isla flotante (sorta di angel cake coperta di dulce de leche) e l’arroz con leche (riso con latte e zucchero, spolverato con cannella).

ambrosia

Sopra. l’ambrosía, dolce della provincia di San Juan

arroz-con-lecheSopra: l’arroz con leche, il tipico “dolce della nonna” argentino

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...