A come “elastico”

Ci sono Paesi da apprezzare, come la Germania, l’Austria, tutto il gruppo scandinavo, gli USA. Paesi dove tutto funziona, le strade sono pulite, la burocrazia efficiente, gli autobus e i treni puntuali, le scuole moderne.

E ci sono Paesi da amare, come l’Argentina, la Spagna… e anche l’Italia. Paesi dove qualcosa di buono c’è, ma inevitabilmente passa in secondo piano per via delle inefficienze, confusioni, assurdità, barbarie, follie.

Paesi che stranamente nonostante tutto questo ti attraggono, magari a piccole dosi, solo per qualche giorno di vacanza ogni tanto, ma se ci hai messo piede una volta, come un elastico ti richiamano.

[post ispirato da quest’altro post di Virginiamanda]

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2 pensieri su “A come “elastico”

    1. Condivido. Paesi in cui viverci il quotidiano è un piacere, e paesi in cui il quotidiano è un incubo a seppur diverse gradazioni. Nella prima categoria però, una certa noia ha uno sfondo più o meno continuo, nella secondo caso, un pò di imprevedibilità, rende il quotidiano un pò meno monotono.

      Per me gli USA (ci ho vissuto 6 mesi) non rientrano né nella prima né nella seconda categoria. Opinione personale.

      Nella seconda categoria, per grado di vivibilità del quotidano, la mia classifica è: Italia, Spagna, Argentina, per grado di imprevedibilità: Argentina, Italia e Spagna.

      Spero di non essermi incartato nello spiegare.

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