Cosa non si trova

Ho deciso di compilare un elenco di cose che in Argentina non si trovano. Alcune sono proprio curiose. Magari a chi pensa di venire qui in vacanza non importerà molto, ma tant’è…

È un lavoro in continuo aggiornamento.

  • Il caffè d’orzo: sono andata in un bar fighissimo, dizionario alla mano, e mi hanno guardato come se gli avessi chiesto il caffé di mais. Non era per me, sia chiaro: io bevo solo il caffè… di caffè.
  • La panna montata sul gelato: nonostante gli argentini abbiano una grande passione per il gelato, la panna montata non la contemplano. Piuttosto fanno il bagno di cioccolato al cono.
  • I distributori automatici di sigarette: però potete trovare dei kiosko (tabaccheria) aperti 24 ore su 24. Chiuderanno la saracinesca ma terranno la luce e l’insegna accese, tipo farmacia notturna.
  • L’Aulin: sebbene nel prontuario farmaceutico il nimesulide sia presente (in spagnolo: nimesulida), non sono mai riuscita a trovarlo. Al suo posto, i medici locali prescrivono il diclofenac (non richiede ricetta).
  • La carta da forno: in verità la vendono con il nome di papel manteca, ma si attacca e quindi non assolve la sua funzione. Ho provato più marche e tutte hanno lo stesso inconveniente. Qui cucinano sull’alluminio.
  • Il ferro da stiro con la caldaia a vapore: e poi vi voglio a trovare un asse da stiro abbastanza grande dove appoggiarcelo!
  • Le carte di debito prepagate: è un concetto completamente ignoto agli argentini, incredibilmente.
  • La colla di pesce: chiaramente non un prodotto indispensabile, ma stranamente introvabile.
  • La farina di manitoba: questa farina, ottima per i prodotti a lunga lievitazione come per la panificazione e originaria del Canada, non è mai arrivata a queste longitudini. Con il risultato che il pane non ha una bella alveolatura o una bella crosta, il panettone ha la densità dell’uranio, ecc. E io che pensavo bastasse imparare a prepararsi il cibo da soli!
  • La pasta di cioccolato: in Argentina potrete trovare solo la Nutella hecha in Brazil, e finalmente una alternativa, la crema de avellanas di Mamuschka. Stranamente, in questo paese il cioccolato e le nocciole non sono ritenute un nettare degli dei. Si accontentano dell’onnipresente dulce de leche, molto più calorico e povero di nutrienti.
  • Il grano cotto: anche se il mote (qualsiasi granaglia ammollata) è un piatto tipico della cucina andina, non lo troverete già pronto. Con un po’ di fatica potrete trovare il grano secco, armarvi di pazienza e ammollarlo per 3 giorni. A quel punto potrete fare la vostra pastiera.
  • L’aroma di fiori di arancio (o di arancio): altro ingrediente della pastiera che qui non esiste.
  • La ricotta di pecora: inesistente, qui i cannoli li farciscono di crema pasticcera. Un minuto di silenzio.
  • La granita: nonostante l’estate lunga e torrida, in Argentina la granita non esiste, e quindi neanche gli sciroppi. Per fortuna si possono fare in casa… basta trovare la menta.
  • I mandaranci: o comprate arance o comprate mandarini. Oppure comprate entrambi e li mangiate insieme.
  • La melapesca, la percocca e altri ibridi: impensabile anche solo spiegare il concetto.
  • Le erbe aromatiche congelate: in Argentina non ci sono ancora arrivati. In compenso vendono tutto secco, incluso il pesto. Eresia!
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