Lo zen e la vita in Argentina

Stupidamente, io pensavo che venendo a vivere in un paese latino mi sarei rilassata un po’, che avrei imparato l’arte dello zen. Invece non solo non ho imparato niente su quel versante, ma pure non cessa di irritarmi il lento andare dei locali.

Le attività più svnervanti sono: pagare, che comporta file di mezzora-un’ora, fare la spesa, con un tempo di checkout di 25 minuti ogni volta.

Pagare è una grande prova di pazienza: in Argentina si usa ancora pagare le bollette in contanti, e nei giorni di scadenze le file sono notevoli. Almeno gli argentini sanno fare la fila, la quale si curva in serpentoni ordinati e continua sul marciapiede nei momenti più intensi. E se ne stanno zitti, il che non è poco.

Anziché andare in posta, si va in negozi appositi appartenenti ai circuiti di pagamento locali. I più famosi sono PagoFácil e RapiPago, ma anche IPSA Pago, DineroMail, ecc.

Ci si reca lì con la bolletta cartacea o il codice di pagamento, la cassiera lo immette nel computer, le si comunica il totale, si paga e lei rilascia uno scontrino (comprobante de pago).

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Ovviamente quando viene il mio turno, in 2′ è tutto finito. L’argentino tipo invece fa 40 minuti di fila, e quando è il suo turno apre lo zaino, cerca i fogli, li tira fuori dalla busta, no è l’altra busta, li legge, decide quali passare alla cassiera, cerca il portafoglio, apre il portafoglio, conta quanti soldi ha, conta quanti soldi deve pagare, vede se ha tagli più piccoli per arrivare all’importo esatto… e alla fine ce la fa, PAGA!

A volte c’è lo sportello pago exacto (per chi paga in contanti esatti o con le carte), e il 90% della gente non legge il cartello, arriva allo sportello e vuole essere servita lo stesso. Ovviamente lo sportello pago exacto è quello con la fila più corta.


Fare la spesa è invece ancora più straziante, perché ci sono molti più argentini coinvolti nel processo di check out. Sarà per questo che è così popolare la consegna della spesa a domicilio? Si può andare in negozio, riempire il carrello, pagare e lasciare lì la spesa perché venga consegnata nel giro di un paio di ore, oppure si può ordinare la roba per telefono o su internet e farsela recapitare.

Nei supermercati, le casse aperte non sono mai tutte. Io sempre mi domando a che serve installare 20 casse se poi sono sempre aperte le solite 5?! Poi la cassa veloce (caja rápida) è un insulto all’intelligenza, perchè va lenta quanto le altre e nessuno controlla che i clienti abbiano davvero meno di 15 articoli. Il primo ostacolo è la gente che hai davanti alla cassa, che spostano la roba dal carrello al nastro trasportatore alla velocità di lumaca.

Il secondo, grande, ostacolo è la cassiera, che deve imbustare tutta la spesa… ed è argentina, per cui lo farà al ritmo di 3 prodotti al minuto. Il criterio di imbustamento è abbastanza semplice: siccome i sacchetti sono gratis e sottili come di velina, resistono poco e niente, per cui ci va messo un prodotto per volta.

Quindi:

  • due sacchetti di latte  > 1 borsa
  • due spazzolini da denti > 1 borsa
  • due dischi di sfoglia > 1 borsa
  • un olio > 1 borsa
  • un sacchetto di zucchero > 1 borsa
  • una bottiglia di birra > 2 borse una dentro l’altra
  • una confezione di candeggina > 1 borsa annodata
  • ….

Capirete che per chi viene da un paese dove ce la menano col riciclaggio dalla mattina alla sera, qui siamo proprio agli antipodi. Credo si capisca che sono straniera dal semplice fatto che mi porto i sacchetti da casa.

Una volta passata e imbustata la spesa, se avete una tessera fedeltà dovete consegnarla alla cassiera, assieme al vostro DNI (documento di identità) e lei striscerà il DNI e digiterà a mano il numero della vostra tessera. Mostrare il documento di identità è anche obbligatorio per acquisti superiori ai 1000 pesos (circa 70 euro). La prima volta che l’ho visto mi si sono rizzati i capelli, mi sembrava una scena da 1984. Poi ci ho fatto il callo e non mi scandalizzo più.

A quel punto potete prendere i vostri 35 sacchettini, metterli uno alla volta nel carrello (carro) e avviarvi verso l’auto. Oppure se avete il carrello della sporta (chango), infilateci la vostra spesa.

Nel supermercato Coto, per chi spende più di €50 c’è il taxi gratis fino a casa (entro 2 km). Comunque in ogni supermercato è possibile farsi chiamare un taxi, che è molto economico (3-4 euro).

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 Nella foto principale: l’unico Zen che ho trovato in Argentina: le tisane IntiZen

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6 pensieri su “Lo zen e la vita in Argentina

  1. Persevera, vedrai che prima o poi imparerai la pazienza.
    Comunque anche in Italia vai al supermercato e… mai che siano aperte tutte le casse! Anche io mi faccio la tua stesas domanda: a che serve avere 20 casse se poi, ad andar bene, ma proprio bene, ce ne sono aprte 3 o 4.

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  2. Ah ah, qui almeno è più veloce, il cassiere passa il prodotto sullo scanner e poi nella busta, che è a due centimetri dalla sua mano, aperta.
    In realtà QUI l’ho trovato molto rapido come sistema: nel momento in cui mi dice il conto totale, i prodotti sono tutti imbustati e me ne posso andare.
    Ma capisco che con la flemma locale lì non sia tutta questa rapidità 😀

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    1. Dal 1 luglio hanno messo i sacchetti a pagamento! Non vedo l’ora di vedere come evolverà la situazione: si porteranno i sacchetti da casa? Litigheranno perché le commesse usano troppi sacchetti? O pagheranno senza fiatare?!

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