La goccia

Penso a quanto sia ridicolo che certi incontri ti facciano cambiare strada nella vita, incontri del tutto casuali e poco importanti, incontri che potrebbero avere preso tutt’altra piega se solo fossero avvenuti prima o dopo nel tempo, o se fossero toccati a un altro anziché a me, o se…

La goccia che fece traboccare il mio vaso italiano fu un presunto ispettore della RAI, che mi si presentò sotto casa senza uno straccio di cartellino di identificazione o altro, dicendomi che risultava che io non avessi pagato il canone.

Pare che l’Agenzia delle Entrate avesse gentilmente passato il mio codice fiscale alla RAI (?!) quando ho registrato il contratto d’affitto, e dai loro archivi non risultava alcun canone a mio nome. Ma io non ho mai avuto la televisione né la radio, tant’è che il cavo dell’antenna penzolava visibilmente dal tetto.

Il tecnico non era convinto e voleva entrare in casa. Io ero sola, in campagna, e questo qui era pure arrogante, aveva già un bollettino con su il mio nome e l’importo da pagare per il resto dell’anno. Si è messo a sbraitare dicendo che sarebbero venuti i carabinieri, e io gli ho detto “E che vengano pure, anzi li chiamo io adesso!”. Il tipo se n’è andato incazzato. Io mi sentivo in un film dell’assurdo.


Il vaso argentino si sta riempiendo a velocità impressionante, sarà che sono arrivata qui che già ne avevo le palle piene del genere umano o che invecchiando la soglia di tolleranza si abbassa drasticamente. Non c’è ancora stata la goccia fatidica, ma tra le tante gocce posso annoverare di sicuro la storia del padrone di casa argentino.

Un mese dopo esserci insediati ci siamo accorti che il riscaldamento non funzionava (quando ha cominciato a fare freddo). Il padrone ha detto di arrangiarci prenderci quei riscaldatori elettrici che si usano tanto qui. A me sono girate le scatole perché non avevo intenzione di fare quella spesa, visto che avevo affittato la casa con i servizi funzionanti. Sembrava scontato ma non lo era.

Per caso fortuito, la costruzione era ancora in garanzia e il rifacimento dell’intero impianto sarebbe stato fatto a costo 0 per il padrone. Peccato nessuno ci avesse avvertito che avremmo vissuto in un cantiere per un mese, senza acqua calda perché la caldaia era stata staccata per via dei lavori, con le nostre cose impacchettate sotto a pesanti teli di plastica e scotch, spaccando e sporcando tutto quello che neanche un mese prima avevamo pulito, imbiancato e sistemato. Non abbiamo pagato quel mese di affitto e il padrone si è risentito. Sembrava scontato che se uno compra un’auto si aspetta che abbia i finestrini che si abbassano, o che se uno affitta una casa i termosifoni questi si scaldino. Sembrava scontato ma non lo era.

E… niente. Solo +1 goccia.

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2 pensieri su “La goccia

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