¿Buenos Aires? ¡No más!

E alla fine successe. Lo aspettavo, ma lo stesso non è gradevole.

Ieri, alle 17 e in pieno centro della mia “sicura” e fighetta municipalidad son stati arrestati due rapinatori armati. Si trattava di due ragazzini di una villa (favelas), probabilmente della stessa “sicura” e fighetta municipalidad, che hanno tentato di rapinare un negozio di vestiti qui dietro l’angolo.

Io ero in casa al momento del fatto, ma il mio argentino stava rientrando proprio in quel momento e ha visto la scena dell’arresto, proprio sotto casa nostra. E la pistola.

Roba che se passava un minuto prima incrociava i rapinatori in fuga. Facile dire “se lo avessi beccato io…” o immaginarsi come reagire, però… Esci di casa e placchi un rapinatore che uscirà di galera il giorno dopo e che sa dove abiti? Siamo realisti: neanche per l’anticamera del cervello!

Il nostro tratto di strada è stato chiuso per qualche ora, e ieri sera due auto della polizia stazionavano di fronte al nostro condominio. Oggi due poliziotti della Policia Federal Argentina (PFA), di quelli tosti, pattugliavano l’angolo della via con giubbetti antiproiettile e radio. All’altro capo della strada, la Gendarmeria di stanza alla stazione teneva d’occhio l’altro incrocio.

L’atmosfera è abbastanza tesa, anche se nel caos del giorno feriale poteva passare inosservata ai lavoratori e agli studenti di passaggio. Ma non ai residenti.

Per mesi, anche prima di partire, ho letto di storie di violenza e criminalità a Buenos Aires, ma mai ho avuto un’esperienza diretta. Al massimo ho beccato due balordi sull’autobus per La Boca che squadravano tutti i passeggeri per valutarne l’appetibilità. È stato sufficiente saltare giù dall’autobus e infilarsi in un taxi, noi e i nostri ospiti, unici stranieri di tutto il trasporto.

Sulla testata nazionale principale, La Nación, il fatto neanche è menzionato. Perché chissà quanti ne succedono così ogni giorno, meglio non parlarne.

Qualche mese fa ho letto di un’altra rapina in un bar dove solevo andare tutte le mattine a fare colazione quando mi sono trasferita in Argentina. Si tratta di un grande bar d’angolo, con grandi vetrate. A 100 metri da una Comisaría di polizia. Quattro rapinatori si sono finti clienti e si sono accomodati; hanno ordinato e hanno aspettato di essere serviti, quindi hanno tirato fuori le armi intimando a tutto il personale e ai clienti di salire al piano superiore, dove c’è il deposito.

Al piano di sotto sono rimasti solo il cassiere e due rapinatori per farsi dare il malloppo, mentre altri due stavano con gli ostaggi al piano di sopra. Un ostaggio è riuscito a chiamare il 911 e sono arrivati due poliziotti. I rapinatori si sono quindi fatti dare i vestiti dai camerieri in ostaggio per fingersi del personale, scendere e cercare di convincere i poliziotto che andava tutto bene. I poliziotti non ci hanno creduto e i rapinatori si sono dati alla fuga. Due sono stati acciuffati, ma gli altri sono riusciti a fuggire.

Lì ho capito che sarebbe potuto succedere anche a me, e alla fine è più o meno successo, visto che alle 17 di un mercoledì sarei potuta benissimo trovarmi sotto casa mia.

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9 pensieri su “¿Buenos Aires? ¡No más!

  1. Non sapevo che Buenos Aires avesse un tasso di criminalità elevato. Certo, non deve essere piacevole sapere che camminare per strada non è un’esperienza così tranquilla. Non è una consolazione, ma ormai in qualunque città di Italia credo si provi la stessa sensazione. E non è piacevole.

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    1. Non è come il Brasile, ma la direzione è quella. Purtroppo qui dagli anni ’70 in poi è andato tutto a rotoli. Prima con il regime militare, poi con l’anarchia. Adesso la polizia è più corrotta dei politici, ne ho sentite di tutti i colori!

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      1. Un’amica assistente di volo mi ha detto che nessuno vuole fare la tratta per l’Argentina anche se paga bene (perché è un volo a lungo raggio) a causa del rischio di rapina. Ti immagini girare per Buenos Aires con la divisa di una compagnia aerea del primo mondo?! Gli mancano solo i LED Rossi lampeggianti!!!

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  2. Sono stato in Argentina 12 e 9 anni fa. Ho girato parecchi quartieri di Baires, In centro e nella zona semicentrale non era così.

    I miei amici mi dicono che la situazione è precipitata negli ultimi 5 anni. Le cose che tu dici, purtroppo mi addolorano. Anche loro convivono (vivendo nella capitale) con questi “episodi”.

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    1. In centro è molto peggio, anche se va non solo a quartieri ma anche a strade. Un po’ come a Napoli, in certe zone non ci si deve mettere piede mai, altre hanno alcune strade sicure di giorno, etc. Per esempio il quartiere storico La Boca, dove c’è Caballito (la via con le case in lamiera colorata) è pattugliata durante il giorno dalla polizia perché ci vanno i turisti, ma in generale La Boca non è un quartiere dove avventurarsi da soli, né di giorno né di notte. Altri quartieri più ricchi, tipo Recoleta, sono molto presi di mira perché ci vivono le persone più benestanti. Quartieri come Microcentro, zona di uffici, dopo le 19 diventa luogo di spaccio e prostituzione, etc.

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