Storie (non) ordinarie

Facendo colazione

Questa mattina, sorseggiando il caffé, leggevo su Facebook il post di un’amica argentina con la foto della sua ricca colazione al bar. Il bar era taggato, così ho potuto leggere dove si trovasse (a 3 isolati da casa sua) e anche i commenti. L’ultimo commento è di una tipa che dice che sono due volte che viene rapinata in quel bar, per mano di rapinatori armati che assaltano il locale si fanno consegnare tutto, e che il padrone dovrebbe decidersi a fare qualcosa per la sicurezza dei suoi clienti.

La mia amica mi ha invitato a passare da lei oggi pomeriggio, ma mi sa che declinerò. Sto ancora pensando a quando sono andata da lei l’ultima volta di sera, da sola e sotto la pioggia. Pura follia.

Potrebbe darsi benissimo che il proprietario del bar sia in realtà d’accordo con i rapinatori. O che il poliziotto che pattuglia quel marciapiede non percepisca la mazzetta dal barista, o magari non vuol dire niente e si tratta della cliente che porta sfiga.

Troppe domande per bersi un caffé in santa pace!

robo

Sopra: un tentativo di rapina famoso in Argentina a scapito di un turista canadese con la GoPro in testa: per un fraintendimento linguistico, il canadese non ha capito che si trattava di una rapina (e la pistola? hello?!) e se n’è andato. Il rapinatore è finito ospite dei salotti TV a difendersi. Il turista è tornato in patria deriso da tutti. C’est la vie argentine!


Camminando per l’Avenida

Ieri sera mi sono impuntata per andare a prendermi un pezzo di carne alla parrilla in un ristorante qui vicino. Ho aspettato le 20.30, orario di apertura, per evitare di camminare per 4 isolati a “tarda” ora. Il locale si trova sull’avenida e già a quell’ora era popolata di personaggi poco raccomandabili. Sembrava uno ci seguisse, o ci imitasse, o magari camminava nella nostra stessa direzione e basta.

Abbiamo accelerato il passo come milanesi il 24 dicembre, guardandoci le spalle di continuo e smettendo di parlare in italiano per sembrare meno stranieri. Io proprio sono ammutolita anche se basta la mia faccia a rovinarmi. O la mia giacca nuova, o gli scarponcini da trekking che qui non usa nessuno. O forse è la mia altezza in un paese dove le donne alte più di un metro e settanta sono considerate watusse.

Una volta rincasati, ci siamo chiusi alle spalle il portone e tirato un sospiro di sollievo. Salvo poi litigare perché “quando ti dico di correre, devi correre e non guardare le vetrine”. Solite cose. E anche oggi l’abbiamo scampata.

local


Le opere di bene

Da poco più di un anno abbiamo adottato una piccola colonia felina, e ogni sera passiamo a darle da mangiare. Poco dopo se n’è aggiunta un’altra lungo il tragitto, più un altro parcheggio dove passano altri 2-3 gattoni affamati. Non siamo gli unici a sfamarli, ma siamo sì gli unici a passare tutti i santi giorni.

Ieri avevo preparato tre coppette con crocchette e pappa umida, le ho avvolte nella pellicola perchè fossero pronte da scartare in loco. Assemblarle per strada non va bene perché bisognerebbe dare la schiena alla strada e non è sicuro, specie di sera. Camminavo per strada con le mie tre coppette ordinate in mano e mio marito mi ha fatto notare che era bene ritirarle onde che la gente capisse che siamo noi i fessi che sfamano tutti i gatti del quartiere. “Rischiamo che mettano fuori i gatti di casa perché se ne approfittino pure loro“, mi ha detto.

images (1)


La borsa

Delle mie molteplici borse, solo tre sono arrivate in Argentina: quella da cerimonia (mai usata), quella con zip ormai sfasciata che se anche me la scippano non m’importa (mai usata perchè non voglio che mi rubino i documenti) e la borsa a tracolla. Quest’ultima, dopo un uso di 365 giorni su 365, comincia a dare segni di cedimento, così ho deciso di comprarne un’altra in occasione delle mie vacanze in Italia.

Tuttavia, mentre ero in Italia ho potuto mettere di nuovo le mani sulla mia modesta collezione di borse, riscoprire il piacere dell’abbinamento e persino portare borse a mano. Fantascienza dopo un anno e rotti a Buenos Aires!

Presa dall’ebrezza della ritrovata velleità modaiola, ho voluto concludere il mio shopping per la tracolla in modo rapido indolore: su Amazon. Sono partita dalle borse di Mandarina Duck, stessa marca della mia tracolla consunta, ma erano troppo curate, dettagliate e realizzate bene. Saltavano subito all’occhio.

Sono passata ad altre marche, ma la tracolla in corda o sottile vuol dire che te la possono rompere o tagliare facilmente. O magari nel tentativo di farlo di buttano e terra e ti trascinano, che è pure peggio. Così sono andata sulle marche da Rosy Bindy per trovarne una che non avrebbe urlato “Rob me I’m rich!”. Ho avvistato un modello abbastanza piccolo (grande sembra dire: ho dentro l’iPad, il computer, l’iPhone e magari pure mille dollari cash). C’erano tanti colori allegri: c’era fucsia, c’era porpora, c’era pure il giallo elettrico, il celeste… ma io l’ho presa grigia per non dare nell’occhio.

Se mai tornerò in Italia, quella borsa non verrà con me. Resterà qui a percorrere le avenida mimetizzandosi con l’asfalto.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 30-01-2012 Roma Politica Camera ardente per Oscar Luigi Scalfaro Nella foto Rosy Bindi Photo Roberto Monaldo / LaPresse 30-01-2012 Rome Mortuary for Oscar Luigi Scalfaro In the photo Rosy Bindi
Rosy, sei una porteña ad honorem!

La borsa /2

Sono andata a pranzo con un’amica norvegese che vive qui da circa 4 anni. Lei, che viene da un paese considerato da tutti faro della civiltà, si trova benissimo in Argentina, cosa che mi ha lasciato incredula.

Le ho chiesto se non avesse paura a vivere da sola a Buenos Aires, essendo donna, straniera e con la faccia da straniera. “Per esempio, non hai paura che ti scippino?”, le ho chiesto, indicando la sua borsa. Lei mi ha risposto che tanto i soldi li aveva in tasca e che nella borsa aveva un portafoglio finto pieno di tagli piccoli per sembrare vero in caso di rapina. Ah beh.

resize_1397322040


La casa

Quando cercavamo casa, abbiamo visto un annuncio su internet di un appartamento ben tenuto. Il mio argentino ha chiamato l’agenzia immobiliare, il quale l’ha informato che la padrona, che abita al piano di sopra, non vuole animali. Né donne. Dice sono più rumorose degli uomini.

Io mi fiderei. Parola di donna!

wsj_1


La casa /2

Trovata la casa, restava da trovare il notaio. Compito che spetta al padrone e parcella che spetta all’inquilino. Arrivato il giorno dell’appuntamento, si è scoperto che il padrone aveva scritto l’indirizzo del notaio omettendo un piccolo dettaglio: la città. Infatti, si trovava a Buenos Aires centro, a 20 km da qui. E sì, curiosamente c’è una via dallo stesso nome proprio qui dietro.

La casa /3

Rimandato l’appuntamento dal notaio, andiamo a ritirare il contratto un altro giorno. Lo leggiamo, e alla voce “Rescissione anticipata” è scritto solo “Come da art. 1221 del Código Civil”. Chiedo alla tipa (assistente? segretaria?): “Sarebbe?”. Risponde: “Non ne ho la più pallida idea”. Annammo bene.

Però le riconosco che si è alzata e andata a prendermi il codice civile perché mi potessi leggere l’articolo da sola (in realtà già lo sapevo, visto che abbiamo appena rescisso il vecchio contratto). Mi sono morsicata la lingua e non le ho detto che il mese scorso è uscito il nuovo codice civile. Almeno ci ha provato.

download


La paglia

Preso da un post su un gruppo di Expat a Buenos Aires: “Hey ragazzi, volevo raccontarvi quello che mi è successo ieri sera. Stavo camminando verso piazza Dorrego (centro del barrio di Palermo, posto molto hip, pieno di locali notturni e molto popolare tra i giovani e gli expat) fumando una paglia e un poliziotto mi ha picchiettato sulla spalla. Immediatamente ho sbriciolato lo spinello, lui ha guardato per terra, mi ha chiesto i documenti e io non li avevo perché stavo andando in discoteca. Così mi ha detto “Ah bene, siamo già due infrazioni, contando che non hai neanche il documento!”.

Ho capito che voleva dei soldi, così gli ho allungato 100 pesos (circa €8) e lui mi ha fatto segno che era troppo poco. Così gliene ho allungato un altro e mi ha lasciato andare. Tempo di fare tre passi, il poliziotto chiama il collega all’angolo e gli fa dei cenni. Arrivato all’angolo l’altro poliziotto mi ferma e mi chiede anche lui i documenti…

Alla fine sono tornato a casa perché non avevo più soldi, li ho spesi tutti in mazzette.”

0


iPhuck

Preso da un post su un gruppo di Expat a Buenos Aires: “Volevo condividere con voi quanto mi è successo perché non voglio capiti a qualcun altro. Sono nuova a Buenos Aires e ieri sera sono uscita con un tipo conosciuto su Tinder (suppongo sia un sito di appuntamenti). La serata è andata bene e poi siamo andati al mio appartamento. Stamattina, mentre facevo la doccia lui mi ha rubato il Macbook e l’iPhone! Per cui volevo dirvi: prima di lasciar entrare qualcuno in casa vostra (e nella vostra vagina!) pensateci bene. Per fortuna non è successo di peggio: il computer e il telefono si possono rimpiazzare. Stay safe, girls!”

Nota: il commento sulla selezione all’ingresso è dell’autrice del post, non mio!


iSuck

In risposta al post di cui sopra, un altro expat ha scritto il seguente commento: “Beh, ti è andata bene, un mio amico è stato drogato, il tipo lo ha chiuso in casa lasciando il gas aperto. Per fortuna si è salvato”.

images (2)

Annunci

3 pensieri su “Storie (non) ordinarie

  1. E’ una vita sotto assedio. In effetti, in qualità di provenienti dal primo mondo, si è probabilmente visti come oggetti del desiderio dai rapinatori, galline dalle uova d’oro (o quasi)

    Mi piace

    1. La criminalità è abbastanza democratica, in Argentina. Per esempio, i sequestri lampo interessano più i locali che gli stranieri, le rapine a mano armata non fanno distinzione, i crimini d’opportunità neanche. Quelli contro i turisti sono invece… solo per turisti! Ne parlerò, come si dice “Better safe than sorry!”.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...