Iguazú

Destinazione n. 2 in Argentina dopo la capitale Buenos Aires, Iguazú è un paesino nella remota provincia di Misiones, nell’estremo nord dell’Argentina, famoso per le cascate (cataratas del Iguazú).

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Misiones è un lembo di terra argentina che penetra nel Brasile e confina a sinistra con il Paraguay, mentre a nord il confine con il Brasile segue il fiume omonimo, il río Iguazú. Paraguay e Brasile sono invece separati dal río Paraná, che scende percorrendo l’Argentina per 4000 km e sfocia nell’Oceano Atlantico poco sopra Buenos Aires.

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Lì, dove il río Paraná si ramifica dando origine al río Iguazú, c’è il triplice confine Brasile-Paraguay-Argentina.

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Un ponte unisce il Paraguay con il Brasile, ed a metà ponte è segnato il confine di stato.

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Questo contesto particolarissimo, una volta tutta terra dei Guaraní, indigeni la cui lingua è ancora vivissima, tant’è che le scuole paraguaiane sono bilingui e insegnano sia lo spagnolo che il Guaraní, si trovano le famose cascate di Iguazú, in spagnolo cataratas.

Le cascate si trovano lungo il río Iguazú, non molto lontano dal triplice confine, e sono parte in territorio brasiliano e parte in territorio argentino. Pertanto, troverete due parchi nazionali: il parco Cataratas do Iguaçu dal lato brasiliano, più piccolo, e il Parque Nacional Iguazú dal lato argentino, più esteso.

La visita classica e il mio consiglio personale sono di visitare entrambi: il parco brasiliano per avere una visione generale delle cascate (mezza giornata è più che sufficiente) e il parco argentino per girare in lungo e in largo le cascate, camminare fino a sotto la famosa Garganta del diablo, prendere una barca e farvi inzuppare fradici sotto alla cascata, fare escursioni, ecc.

Per visitare il parco argentino ci vuole circa un giorno: portatevi protezione solare (anche se siete scuri di pelle, che il sole picchia), repellente per gli insetti e un costume da bagno, che quando si va sotto alla cascata è come stare sotto a 10.000 docce aperte.

Non mi risultano convenzioni tra il parco argentino e il parco brasiliano.

In breve:

  • Comprando il biglietto per il parco argentino, è possibile ottenere uno sconto del 50% sull’entrata il giorno successivo.
  • Esistono tariffe agevolate per i locali e per i nazionali argentini, nonché per i cittadini del Mercosur. Tutti gli altri pagano la tariffa intera (circa €20).
  • Se volete prendere la barchetta e andare sotto alla cascata, dovrete prenotare e pagare l’escursione all’ingresso del parco. Fatelo appena entrate, perché i posti sono limitati. Mettetevi il costume per la gita in barca, ne uscirete fradici. È obbligatorio indossare calzature in barca (anche solo infradito). A bordo è presente un serbatoio ermetico dove riporre tutti i vostri oggetti che non volete di bagnino. Approfittatene perché starete alcuni secondi sotto l’acqua, completamente, e non riuscirete neanche a tenere gli occhi aperti. Io ho avuto paura per un istante e non lo consiglierei ai deboli di cuore e ai bambini.
  • Quando c’è la luna piena è possibile fare una visita notturna alle cascate. Consultate il calendario e i dettagli nella pagina dedicata al paseo de la luna llena. La visita notturna non sostituisce la visita diurna, in quanto è limitata a una porzione del percorso e ha durata breve, circa un’ora e mezza.
  • Il trenino all’interno del parco argentino è gratuito: approfittatene!
  • Nel parco sono presenti i terribili coatí, sorta di scimmiette dispettose che tenteranno di rubarvi il cibo dalle mani. NON cercate di toccarli perché mordono, e soprattutto non gettate rifiuti fuori dai cestini perché li rubano e muoiono soffocati 😦

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Infine, un consiglio personale: il parco non è grandissimo, ma lo scopo della vostra visita è quello di assaporare la natura. Prendetevi il tempo di sedervi e osservare le piante, le cascate e i numerosi animali: tartarughe d’acqua, farfalle, uccellini colorati, coatí, iguane sono nascosti ovunque.


 

Alloggio: c’è un solo alloggio all’interno del parco argentino, ed è l’Hotel Sheraton (da €300/notte). Nel parco brasiliano c’è l’altrettanto famoso e costoso Hotel Belmond. Fate come i cristiani e alloggiate in uno dei tanti hotel/hostel presenti nel paese di Iguazú (da €15/notte).

Trasporti: si può arrivare ai parchi con gli autobus, ma le fermate sono mezze nascoste e gli orari un mistero. Se siete in gruppo, conviene sicuramente contrattare con un taxi locale al momento del vostro arrivo in aeroporto: in genere per una modica cifra (circa €50) vi seguiranno per tutto il vostro soggiorno, scorazzandovi ai parchi, riportandovi in hotel e accompagnandovi in aeroporto.

Come arrivare: in aereo da Buenos Aires, sia dall’aeroporto internazionale di Ezeiza (EZE) che dall’aeroporto cittadino Jorge Newbery (Aeroparque, AEP) con Aerolinea Argentinas e LAN. Circa €150 A/R, durata meno di 2 ore. Info voli e aeroporti qui.

In pullman da Buenos Aires, circa 16-19 ore, costo €70 a tratta (€140 A/R). Info pullman qui.

Se invece arrivate dal Brasile, potete atterrare all’aeroporto locale dal lato brasiliano: Aeroporto Internacional de Foz do Iguaçu/Cataratas (IGU).

*NOTA: i cittadini italiani non hanno bisogno del visto per visitare Argentina, Brasile e Paraguay. Turisti di altri paesi potrebbero avere bisogno del visto (ad es. i cittadini statunitensi hanno bisogno del visto per visitare Brasile e Paraguay).

Clima: molto caldo e umido, zanzare la notte, sole forte di giorno.

Terreno: in piano per la maggior parte. Nel parco sono presenti solide e moderne passerelle di metallo, per cui potete andare anche in infradito o scarpe da ginnastica. Se invece optate per qualche escursione nella foresta, vestitevi adeguatamente.

Cose da vedere:

  1. Parco lato brasiliano (½ giornata)
  2. Parque da aves (½ giornata) – una riserva di uccelli brasiliani spettacolare, con tucani, pappagalli, fenicotteri, ecc.
  3. Parco lato argentino (1 giornata)
  4. Rovine della missione gesuitica (1 giornata, sono a circa 300 km dalle cascate, andate solo se proprio avete tempo)

Consiglio del locale: cercate di combinare il volo per Iguazú con il volo intercontinentale che vi porta in Argentina, dovreste riuscire a risparmiare qualche euro e vi risparmierete due viaggi da/per l’aeroporto.

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18 pensieri su “Iguazú

    1. È un posto curioso dove finire, qual è la storia della tua amica? Da che lato del confine si trova? A me aveva colpito la fauna della foresta, animali strani e coloratissimi che non riuscivo neanche a immaginarmi. E le piante… Alcune sono la versione gigante delle nostre piantine da salotto e sembrava di stare nel paese delle Meraviglie di Alice quando mangia il fungo e lei diventa piccolissima e tutto le sembra enorme.

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      1. Lei è nella zona brasiliana, viveva a Curitiba prima, fa l’insegnante e si è voluta allontanare dalla sua famiglia per un po’. Da come lo descrivi deve essere un posto magico…. Bello bello… 😊😊

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    1. Io non ho la TV per cui non dirti per i notiziari, ma in genere per quel poco che ho visto non sono molto di spessore e qui conservano un orgoglio nazionalistico spesso miope. Riguardo i giornali, non dico che non ne abbiano parlato, ma ovviamente la risonanza è molto minore. Tieni anche conto che l’Argentina è alleata (commercialmente) con tutta la feccia del mondo, per cui non teme attentati. Avevo visto su la Nación alcuni articoli tradotti (uno anche di un giornalista del Corriere della Sera che avevo già letto in italiano). Io frequento poco i locali e la sera dell’attentato ho parlato con uno che mi sembrava empatizzare come potrebbe empatizzare un italiano quando gli dici che hanno bombardato una scuola in Nigeria.

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      1. Immaginavo questa cosa, ne volevo una conferma. In Europa è sentita la cosa perché a Parigi ci sono andati tutti in viaggio. Sono morte decine di innocenti a Beirut ma nessuno si è strappato i capelli qua. Lo stesso per i massacri quotidiani in Iraq. Grazie!

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  1. Che bei ricordi, uno dei posti più belli in cui sia mai stata finora… Giusto il consiglio di prendersela con comodo, inutile affrettarsi quando c’è tanta natura da ammirare e colori così nuovi! Io avevo fatto giornata e mezza nella parte argentina (vale la pena addentrarsi anche nella selva e seguire il sendero Macuco, dove è più facile avvistare gli animali) e poco più di mezza giornata in quella brasiliana. 🙂

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    1. L’ho specificato perché delle amiche sono andate e hanno detto che in 2-3 ore avevano finito tutto, peraltro facendosi persino a piedi la parte che si poteva fare con il trenino. Va bene che avevano un hotel di superlusso in cui sollazzare, ma ci sono rimasta di sasso perché il programma “standard” è almeno due giorni pieni a Iguazú. Quando sono andata ero pivella e non ho organizzato io, per cui non sapevo cosa dire… Ma mi sembrava davvero troppo veloce 3 ore per tutto il parco!
      Io purtroppo non ho potuto fare il sentiero Macuco perché c’era il temporale 😦

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