Stiamo cambiando

L’11 dicembre si è insediato il nuovo Presidente, Mauricio Macri, da molti definito il Berlusconi argentino. Non so quanto sia un complimento, visto che in Argentina hanno persino deciso di intitolare a Silvio un night club (però forse lì ci sta!).

Mauricio Macri, el Berlusconi argentino

Alcalde de Buenos Aires, millonario, empresario y expresidente del club de fútbol Boca Juniors

[Sindaco di Buenos Aires, milionario, imprenditore ed ex-presidente della squadra di calcio del Boca Junior]

In effetti, da questo sintetico profilo ha molti punti in comune con Berlusconi, gli mancano solo qualche TV e qualche quartiere. E, per ora, anche qualche festino.


Basta con le malelingue. Riprendiamo il filo del discorso.

Macri è un liberale, frontiere aperte e scambi con l’estero; l’ex-presidente era populista, protezionismo e sussidi per tutti*. Come acqua e olio.

[*pagati da chi? dalla zecca di stato che stampava soldi secondo necessità.]

Macri, il cui partito si chiama Cambiemos (cambiamo!), in campagna elettorale promette la caduta del cepo (una sorta di embargo delle importazioni), un cambio unico (anziché un cambio ufficiale ridicolo e un mercato “blu” alternativo, illegale ma tollerato) e di rilanciare l’economia del paese.

Macri vince al ballottaggio, nonostante lo dessero per sfavorito.

  • L’11 dicembre Macri si insedia.
  • Il 17 dicembre annuncia un nuovo cambio ufficiale, ovvero una svalutazione del pesos (devaluación).
  • Il 18 dicembre il valore di un dollaro passa da 9.50 pesos a 13.50 pesos.

In-cre-di-bi-le!

Sono rimasta sorpresa. Stupita. Qui il Presidente è davvero qualcuno che decide e le cose si fanno in fretta!

Con la creatività e la simpatia che distingue gli argentini, il vecchio cambio parallelo si chiamava dólar blu (forse perchè “cambio negro” risultava razzista o decisamente illegale), questo nuovo è stato battezzato dólar Macri.

Cosa significa in pratica

Il cambio parallelo e non ufficiale perde importanza, ma non cessa di esistere: la differenza è di appena il 5%. Pagare con carte di credito straniere e prelevare soldi torna ad essere una scelta plausibile, così come trasferire con bonifico i soldi da un conto corrente straniero a uno locale.

Restano i limiti di prelievo bassi dei bancomat argentini (max 2000 pesos (~€140) agli ATM Citi, con un costo del prelievo di 87 pesos (~€6) e le limitazioni legate a banche specifiche – molte banche italiane considerano l’Argentina un paese da blacklist e limitano o impediscono del tutto alcune operazioni.

Per i turisti, cambiare i soldi nelle case di cambio ufficiali e nelle banche torna ad essere una buona opzione, anziché recarsi in qualche cueva nascosta chissà dove seguendo chissà chi.

Stiamo cambiando per davvero.

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