Il circo

Vi racconto questa notizia oggi, anche se risale all’epoca pre-Macri, perché da pochissimi mesi che gira ma merita di essere raccontata.

Se siete sbarcati su questo blog solo oggi e non sapete molto dell’Argentina, il 10 dicembre abbiamo cambiato presidente. L’ex-Presidenta Cristina Kirchner, avida populista, era solita lanciarsi in battaglie patriottiche, azzuffandosi con politici di mezzo mondo e facendo la maleducata agli incontri di stato (si presentava sempre per ultima, come fanno le regine).

Un altro dettaglio che dovete sapere è che l’Argentina negli anni ’90 si è messa in testa di conquistare/riappropriarsi di un insieme di isole al largo della Patagonia, note nel mondo occidentale come Isole Falklands e nel mondo sudamericano come Isole Malvinas. Le Isole Falkland appartenevano al Regno Unito già da 183 anni e l’Argentina è uscita miseramente sconfitta da quel tentativo di riappropriazione nel 1982, ma l’ex-Presidenta Cristina ne ha fatto un suo cavallo di battaglia personale, promuovendo in tutto il paese il motto Las Malvinas son argentinas, inaugurando monumenti ai caduti dell’82, riconoscendo lo status di veterani di guerra ai sopravvissuti, intitolandovi piazze e scuole, istituendo una giornata per ricordarne i caduti e i veterani (il 2 aprile) e persino stampandole su una banconota (quella da 50 pesos).

0012246372
Cristina alla presentazione della banconota da 50 pesos delle Malvinas

A sottolineare il concetto, l’Argentina ha anche deciso che chi vive sulle isole è automaticamente argentino, anche se a livello internazionale nessuno appoggia l’argentinità delle isole e il Regno Unito snobba i tentativi di dialogo dell’Argentina sul tema.

Viste le premesse, quando un cittadino delle Isole Falkland / Malvinas ha chiesto di ottenere la cittadinanza Argentina, Cristina ha colto la palla al balzo e lo ha trasformato in un caso mediatico, trascinando il richiedente, tale James Peck, al centro del suo circo pro-Malvinas, trasformando per sempre la sua vita.

eb7a1b42e

 

esc-islas20malvinas
La cartina cieca delle Malvinas per gli scolari argentini
escuela-malvinas
Una scuola intitolata alle Malvinas
2013092400055391270
Monumento alle Malvinas a Ushuaia

Vediamo la storia: James Peck è nato e cresciuto sulle Isole Falkland. Suo padre, un ex poliziotto, fu l’unico isolano a combattere a fianco delle truppe europee del Regno Unito intervenute nell’82 contro gli argentini. Un giorno conosce un’argentina, si innamorano e decidono di sposarsi.

Rimangono a vivere sulle isole ma lei, argentina, è oggetto di forti discriminazioni. (Anche gli inglesi erano oggetto di discriminazioni in Argentina ai tempi dello scontro dell’82.) Decidono quindi di spostarsi in Argentina e si trasferiscono a Buenos Aires. Lui deve immigrare in Argentina ma la legge argentina dice che non può immigrare (= chiedere la residenza) in Argentina perché per loro è già argentino. Quindi – gli dicono – deve presentare l’istanza di cittadinanza.

Come James presenta l’istanza di cittadinanza, il suo caso finisce subito al centro dell’attenzione del Governo, che lo invita a presentarsi alla Casa Rosada, sede del governo, per un’udienza con nientepopodimenoche Florencio Randazzo, l’allora ministro degli Interni. Insieme al ministro entra anche un fotografo che immortala l’evento, ma James gli chiede di smetterla di scattare foto.

È un caso senza precedenti e James si trova risucchiato in una spirale di eventi politici che lo vedono invitato a tutte le cerimonie pro-Malvinas che la Presidenta organizza, al punto che persino per la consegna del documento d’identità argentino viene organizzato un evento-circo con alti generali, funzionari di stato e – ovviamente – la Presidenta Cristina che gli consegna il documento lei stessa.

james
James con la Presidenta Cristina e i genitori di un caduto delle Malvinas nella cerimonia per il 29° anniversario della vittoria inglese. James è quello con il muso lungo, mi sembra chiaro. Quello che non è chiaro è perché l’Argentina festeggi la sconfitta.

Ma James non ha mai chiesto di avere tutta questa esposizione, che peraltro lo porta a incorrere in svariati problemi nella sua vita personale: le sue sorelle delle isole Falkland piangono davanti alla TV che trasmette la cerimonia, gli rinfacciano che sta tradendo la sua famiglia (ricordate che il padre combatté contro l’Argentina nell’82), e i colleghi e gli amici non lo ritengono tuttavia argentino.

Insomma: risentito dai suoi connazionali delle Falkland, non veramente argentino per i bonaerensi. Infine, il suo matrimonio si spacca.  James, esasperato e sull’orlo di una crisi di nervi, scappa in Inghilterra da una sorella. Ma gli mancano le sue figlie e dopo qualche mese torna a Buenos Aires, dove un’accesa discussione con l’ex-moglie lo spinge a distruggere i suoi documenti argentini e a rendere nota al mondo la sua storia pubblicando la foto del documento distrutto su Facebook.

Adesso pare che sia ancora qui.

2133404h765


 

Leggi in inglese sul Guardian il servizio di Uki Goñi.

Leggi in inglese sul Financial Times l’intervista a James Peck.

Leggi in spagnolo su La Nación l’articolo di Nicolás Cassese.

Annunci

3 pensieri su “Il circo

    1. Ci ha messo anni a venire a galla pure qui. I vari articoli che ho linkato riportano alcuni dettagli contrastanti tra loro, ma la foto di gruppo è del 2011, per cui sono già 5 anni che ha ottenuto la cittadinanza.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...