I moscerini

Durante l’adolescenza ho avuto quella che ora chiamo fase Mother Theresa in cui pensavo che con il dialogo si potesse cambiare il mondo (compatitemi, volevo studiare psicologia).

Con gli anni questa indole sadica (dai, siamo onesti!) è svanita, e non me ne frega molto di ciò che pensa la gente e cerco di evitare contrasti il più possibile. Se ho un’opinione la dico, ma se vedo che l’interlocutore ne ha una molto distante dalla mia, smorzo i toni, torno sui miei passi e spero di averla scampata. Peace & Love.

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Però a volte mi trovo davanti persone con cui le mie tecniche di svio sono inefficaci, le più insolenti sono:

  • Gli yes man (o yes woman): loro sono sempre d’accordo con te, anche quando non sanno ancora come la pensi. Sono così ansiosi di essere d’accordo con te che a volte neanche ascoltano la tua risposta perché hanno troppa urgenza di dirti che la pensano uguale a te e capiscono esattamente l’opposto, oppure ti fanno la domanda e rispondono per te, ma non c’azzeccano (momenti in cui sono a disagio per loro).
  • I giudici: sono sostanzialmente degli insicuri cronici che distolgono sempre l’attenzione da loro stessi cercando di screditare gli altri. Per farlo, si nutrono di informazioni, che chiedono alla gente come me. Ma la loro sete di giudizio li porta a formulare domande che già contengono non solo la risposta a qualcosa che non sanno (altrimenti, perché chiedere?) ma pure il giudizio. Ad esempio “Tizio ha di sicuro fatto così perché è un incapace, vero?”, quando magari Tizio ha fatto esattamente l’opposto, ma a questo punto è irrilevante.

 

Quando mi ritrovo a interagire con questi soggetti, è come cercare di schivare i moscerini in autostrada e tutto il mio autocontrollo va a picco. Mi serve un cocktail di Autan e Glassex.


Dal lato opposto della scala ci sono quelli da cui magari vorresti un consiglio e che invece ti schivano come la peste, oppure anziché rispondere ti liquidano con un “Bah” e attaccano a raccontare di tutt’altro.

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3 pensieri su “I moscerini

      1. Il fatto che tu non abbia studiato psicologia non ti preclude la possibilità di una carriera di serial killer psicopatica. Sei sempre in tempo 🙂

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