Il lato nero del Sud America

Ci sono alcune cose del Sud America che esercitano un forte fascino sulle persone del primo mondo: una di queste è la “flessibilità” delle regole.

Ed è vero: qui ci sono meno regole, meno controlli e ad ogni problema c’è una soluzione personalizzata (leggi “mazzetta” o soborno). In Argentina, chi finisce a lavorare per la polizia è spesso un delinquente mancato. E non di rado capita di leggere, negli articoli di cronaca nera, che il colpevole è un ex poliziotto. Tutto ciò significa che è pressoché impossibile ottenere giustizia.

Io credo che più della sicurezza, sia la giustizia il grande problema di questo Paese. Non ci può essere sicurezza se c’è impunità.

I desaparecidos

È forse la più eclatante ingiustizia argentina nota fuori dai confini nazionali. Nel periodo tra il 1976 e il 1983, durante gli anni della Dittatura Militare, in Argentina sono sparite oltre 40.000 persone – parliamo dell’intera popolazione di Pordenone. Si trattava di militanti politici, attivisti e anche semplici persone che li conoscevano e per questo considerate sovversive. Avere anche solo annotato nell’agenda telefonica il nome di una persona sospetta poteva comportare una perlustrazione in casa, l’esproprio e la vendita di tutti i beni. La polizia si presentava alla porta e costringeva i proprietari della casa a firmare una cessione dell’immobile a favore dei militari e loro amici e familiari. I loro beni erano portati nei nascondigli dove tenevano prigionieri di desaparecidos, e parte delle cose venivano vendute, regalate o utilizzate per i prigionieri stessi (ad es. vestiti).

I desaparecidos erano poi drogati e gettati in alto mare o nel Rio de la Plata.

Sequestravano le fidanzate e le mogli degli attivisti: se erano incinte, dopo aver partorito prendevano i loro figli e li affidavano a chi gli pareva, senza neanche averglieli mai fatti vedere. Per questo, dopo le madri di Plaza de Mayo (Madres de Plaza de Mayo), ora ci sono le nonne di Plaza de Mayo (Abuelas de Plaza de Mayo) che hanno avviato di recente un progetto per l’analisi del DNA nella speranza di ricongiungersi coi loro nipoti.

Per i processi agli autori di questi crimini ci sono voluti oltre 10 anni per avviarli e alcuni li hanno conclusi solo pochi mesi fa. Molti persecutori sono morti prima del processo.

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Il foulard, simbolo delle Madres de Plaza de Mayo, si vede spesso in Argentina

La tratta delle persone

La tratta delle persone riguarda principalmente bambini di tutte le età e ragazze. È un fenomeno spesso transfrontaliero, per questo alla frontiera Argentina c’è sempre un muro tappezzato di foto e di descrizioni degli ultimi scomparsi. Qualche famiglia si attiva anche privatamente e riempie il paese di appelli, promettendo anche somme importanti di denaro a chi aiuta a ritrovare il parente scomparso.

In genere sono bambini venduti come schiavi, spesso sessuali, e costretti a prostituirsi. Più di rado sono venduti a famiglie che non possono avere figli.

Attualmente mancano un centinaio bambini, ma la cosa che più mi impressiona è che spesso nelle schede dei bambini scomparsi non c’è neanche una foto. Chi diamine non ha la foto del proprio figlio di 5 anni?

Per questo motivo, gli argentini che viaggiano all’estero insieme a minorenni devono sempre presentare in aeroporto la documentazione comprovante che sono loro figli (libreta de familia, certificato di nascita e simili). Se viaggiano con un solo genitore, devono inoltre presentare un consenso all’espatrio dell’altro genitore, che deve essere legalizzato da un notaio. Questo requisito si applica anche se solo il minore ha la cittadinanza argentina (qui esiste lo ius solis, per cui i bambini nati in territorio argentino sono argentini di nascita) e ho sentito di vari expats presi in contropiede da questi requisiti in aeroporto.

Link: Missing Children Argentina

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La prostituzione

Nel giro della prostituzione finiscono molte adolescenti e ragazze argentine. Spesso sono tenute drogate e torturate affinché non possano scappare. La cosa eclatante è che sono i parenti stessi a venderle; altre volte si tratta di rapimenti casuali. Sospetto ci siano anche molti bambini la cui nascita non sia neanche registrata.

Cedo la parola a questo esaustivo articolo di Omero Ciai.

Altre volte capita che la prostituzione e la criminalità si associno per derubare i turisti e gli stranieri. È il caso di quelle che qui si chiama viuda negra (vedova nera): una seducente ragazza abborda uno straniero in un locale, si fa invitare a bere qualcosa nella sua stanza o appartamento, droga la vittima e quando quello è addormentato chiama un complice e lo deruba di tutto (soldi, computer, cellulare, documenti).

Ciò capita anche alle donne straniere, abbordate da maschi locali su Internet su quei siti per incontrare persone a scopo appuntamento galante o nei locali più frequentati dagli stranieri.

Altre volte ancora, la droga viene messa nei drink direttamente nel locale e poi il delinquente si allontana con la vittima. A quel punto può succedere di tutto: un rapimento, uno stupro, un furto.

La giustizia disfunzionale

C’è un episodio del film argentino Relatos Salvajes che lo spiega molto bene. Un giovane figlio di un ricco imprenditore di Buenos Aires investe e uccide al volante una persona mentre guida in stato d’ebbrezza. Il padre si offre di pagare il fido giardiniere di famiglia affinché si assuma tutta la colpa: il giardiniere potrebbe sistemare la famiglia con la cifra offertagli, ma poi ci ripensa. L’avvocato di famiglia a quel punto interviene e cerca di convincere il giardiniere, facendo da intermediario, ma cerca di farci la cresta dicendo all’imprenditore che ora il giardiniere vuole molto di più per mentire… Qui è così: se hai i soldi puoi davvero comprarti l’impunità.

Spesso molti crimini quotidiani, anche perpetrati dalla Polizia (tipo pattuglia in contromano fa un frontale e uccide due passanti) sono giustificati in modo ridicolo e insabbiati il giorno seguente. Non c’è  mai un epilogo.

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Un altro fatto che mi ha colpito è che in Argentina la violenza di genere può essere solo femminile. Così capita che i figli siano sempre affidati alla madre e che la madre possa decidere di sottrarre i figli al padre senza apparente motivo. Il tribunale dà ragione d’ufficio alla madre e tutti gli operatori coinvolti, dalle strutture di consulenza per la violenza di genere, alla polizia, ai tribunali, non vogliono muovere un dito per cambiare il sistema e garantire equità e giustizia.

Questa vicenda è spiegata bene nel documentario Borrando a papà (Erasing dad in inglese, in italiano non esiste ancora ma la traduzione del titolo sarebbe Cancellando papà) uscito nel 2014 e ovviamente censurato dal tribunale argentino. La versione integrale è però disponibile su YouTube con sottotitoli sia in spagnolo che in inglese.

In Sud America non sai mai quale assurda cosa potrebbe capitarti. E se non sei nessuno, nessuno lo saprà mai.

 

Lo sfruttamento

Ho già scritto in un’altra occasione dei crimini ambientali perpetrati dalle multinazionali straniere in Argentina con il benestare del governo locale che stanno mietendo vittime tra le fasce della popolazione rurale più povera, esposta a pesticidi dannosi in modo incontrollato.

A un livello più in grande scala, c’è anche l’impoverimento della qualità e dei controlli sulla produzione alimentare industriale, con un matrimonio malato tra governo che offre sussidi alle aziende affinché vendano a un determinato prezzo (precios cuidados) non per garantire a tutti l’accesso ai beni primari, se non per finanziare il giro di imprenditori legato al governo in carica.

E lo sfruttamento non è solo del suolo, impoverito dalla coltivazione intensiva a scopo esportazione, ma anche dell’economia locale (di recente è stato detto che l’Argentina non produce abbastanza cibo per tutti e che addirittura importa carne dall’Uruguay… certo, esporta troppo perché gli conviene!).

E anche su queste cose cala il silenzio delle autorità.

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3 pensieri su “Il lato nero del Sud America

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