Andiamo al bar

Oggi andiamo al bar! I bar (cafè o bar) di Buenos Aires sanno essere molto suggestivi, specie quelli più antichi tutti in legno, con le vetrine dipinte a mano di scritte colorate risalenti al 1800. Alcuni bar storici sono così popolari da essere meta di turisti e li troverete indicati nelle guide, come per esempio questa dell’ente del turismo comunale.

Adesso prepariamoci ad andare al bar insieme!


In Argentina, al bar si va in qualsiasi ora della giornata: per fare colazione, per pranzare e per fare merenda. Alcuni bar sono dotati di cucina e sono aperti anche la sera poiché sono un’alternativa più economica ai ristoranti.

Colazione (desayuno)

Cominciamo con una bella colazione! Per prima cosa, accomodatevi a un tavolo: qui il bancone è dove il barista prepara il vassoio alla cameriera, al massimo potete chiedere un caffè da asporto (al paso o para llevar) e ve lo daranno in un bicchiere di carta tipo Starbuck. Se vi piantate al bancone per berlo, si insospettiranno (in compenso nelle pizzerie c’è il bancone per mangiare le fette di pizza in piedi, ma questa è un’altra storia).

Come si fa colazione in Argentina? Più o meno come in Italia: è una colazione dolce accompagnata da caffè, latte o tè. E dall’immancabile quotidiano: in genere troverete a disposizione La Nación e Clarín.

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La classica colazione porteña: cafè con leche, medialunas, vasito de agua con gas, dolcino di cortesia e giornale

“¿Para tomar?”

Quando si avvicina il cameriere, vi chiederà cosa desiderate bere (¿Para tomar?).

Gli Argentini amano il caffè quanto gli italiani, e hanno una sfilza di varianti che differiscono parecchio dalle nostrane: cercherò di spiegarvele a grandi linee, sperando di non spaventarvi.

La bevanda più frequentemente ordinata è il cafè con leche, che non deve trarvi in inganno: non si tratta di un caffè macchiato bensì di un caffellatte. Lo vedete nella foto sopra.

Se volete un caffè macchiato, ordinate un cortado che letteralmente significa “tagliato”. Se invece volete un latte macchiato, chiedete una lagrima (lett. una lacrima).

 

Si usa bere anche il caffè soltanto, ma è raro: in tal caso specificatelo (un cafè solo) perché rischiate che a dire solo un cafè vi portino il caffellatte.

Il cappuccino qui si usa berlo a merenda e ne parlerò più avanti. Chi beve il ha vita facile: può ordinarlo in italiano!

Tazze, tazzine, tazzone

La dimensione normale della tazza di cafè con leche è quella nell’immagine, ovvero suppergiù quella del nostro cappuccino. Se volete la metà chiedete un jarrito, e se volete ancora meno chiedete un pocillo (la nostra tazzina di espresso, ma colma). Il cappuccino argentino è più piccolo di quello italiano ed è servito in una tazza alta e stretta.

In questo blog ho trovato un reportage completo che sviscera in dettaglio l’argomento caffè a Buenos Aires. [Hello, fellow bloggers! I lent a picture from your blog – I hope you don’t mind!]

Qui sotto la foto presa in prestito da quel blog. Da sinistra a destra:

  • pocillo o chico
  • jarrito
  • doble
  • cafè con leche (tazza dedicata)
  • cappuccino a colazione

I bicchieri in vetro dietro sono per il cappuccino a merenda e per il submarino (v. merenda).

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A casa: a casa si usa più di frequente bere il tè a colazione, oppure i cereali con il latte.

Cosa si mangia

La colazione argentina al bar è sempre da seduti per cui si mangia in abbondanza e ci vuole tempo! A colazione si hanno praticamente due possibilità:

  • Medialunas (o più raramente altra factura), da un minimo di due a un massimo di tre
  • Tostadas con queso crema y dulce de leche (o con queso crema mermelada)

Nel primo caso si tratta di brioche vuote o di altre briochine dolci (facturas) che possono essere guarnite con dulce de leche, crema pasticcera o dulce de membrillo. Nel secondo caso si tratta del pane del giorno prima tostato, su cui spalmare un formaggio blando tipo Philadelphia e dulce de leche oppure marmellata. Le dosi sono abbondanti e vi terranno sazi a lungo!

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Tostadas con queso crema y mermelada

 

Pranzo (almuerzo)

Scordatevi i tristi panini alla piastra dei bar italiani: in Argentina la maggior parte dei bar ha la cucina e servirà piatti caldi a pranzo. In genere il menù è abbastanza vario, specie nei bar più grandi che hanno una cucina vera e propria con tanto di cuoco. Pasta, pasta ripiena, bistecche impanate, patatine fritte, insalate, panini, dessert,…

Di solito a pranzo c’è un menù a prezzo fisso detto Menú Ejecutivo che è particolarmente conveniente e offre 2-3 platos del día (specialità del giorno).

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Merenda (merienda)

Gli argentini adorano la vita sociale e la merenda è un ritrovo molto popolare specie tra le signore e le mamme. Ma qui la merenda è molto abbondante, non è il semplice spuntino all’italiana: caffè, torte, toast… la tavola sarà imbandita di nuovo!

La merienda argentina è identica alla colazione, solo che viene introdotta una variante salata: il tostado (il toast prosciutto e formaggio) che non va confuso con la tostada (il pane tostato) servita a colazione. Attenzione che il tostado è costituito da uno strato di pane di circa 30 cm x 30 cm, tagliato in due, farcito con prosciutto e formaggio (jamón y queso, o semplicemente JyQ) e poi ancora tagliato in due, tostato e serviti in 4 triangoli. Se volete solo due triangoli dovete chiedere medio tostado (che quindi non si riferisce a quanto lo volete cotto ma alla quantità).

I caffè si fanno più dolci e compaiono le opzioni con meno caffeina:

Il cappuccino (capuchino, ma esistono anche altre scritture più o meno storpiate) è diverso dal cappuccino italiano: viene servito in una tazza alta di vetro e sulla schiuma viene messa… la cannella!

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Capuchino con medio tostado

Il submarino è un latte caldo in cui viene sciolta una barretta di cioccolato, molto apprezzato dai bambini. Ovviamente il risultato è molto dolce.

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Cena (cena)

In genere la cena è una ripetizione del pranzo, senza l’opzione a prezzo fisso. Non tutti i bar sono aperti anche alla sera, ma quelli che lo sono in genere cambiano aspetto per la cena: mettono le tovaglie, usano luci soffuse, rendono più elegante il locale, insomma!


 

Curiosità

  • In Argentina pochi bar sono attrezzati con servizi igienici per i disabili. In genere il bagno è nella cantina (!) o al primo piano. Quando il bagno si trova nella cantina potreste trovarvi di fronte al cartello “No arrojar papeles al inodoro” (non gettare carta nel water). Ci ho messo mesi a capire che si riferivano proprio alla carta igienica: va buttata in un cestino a lato del WC. Bleah!
  • I bagni dei locali sono in genere in condizioni peggiori che in Italia. Peggio ancora, spesso non c’è neanche l’asse del water. E il copriasse di carta usa e getta devono ancora scoprirlo.
  • Esistono bagni separati per uomini (caballeros) e donne (damas), esattamente come in Italia. I fasciatoi per i bebè sono ancora un miraggio.
  • In alcuni autogrill potrebbero chiedervi una donazione oppure vendervi la carta igienica a pagamento. Immagino la vergogna di farsi dare il rotolo intero quando non si deve andare a fare solo pipì!
  • I bagni pubblici per strada non esistono praticamente più. In alcune zone, tipo nei parchi, con un po’ di fortuna potete trovare delle toilette chimiche.

 

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6 pensieri su “Andiamo al bar

  1. in spagna ho sofferto con violenza la mancanza della colazione come la intendo io: latte e cereali, caffè e brioche, latte e fette biscottate. In Andalusia ci vanno di salato, che male non è, ma accidenti… qualche dolcetto l’ho trovato, ma secondo me gli spagnoli con la colazione hanno poco a che fare.
    In catalunya forse meglio, ci sono tantissimi forn de pa, panetterie con servizio bar, e che quindi sfornano torte, pasticcini, biscotti e cornetti a volontà.
    Per il caffè, arrivata a un certo punto, mi sono arresa e ho smesso di chiedere il cortado, che fa proprio schifo.
    Buono per colazione il cafè con leche, ma l’ho sempre evitato nel pomeriggio 🙂

    prima o poi l’argentina la vedrò

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    1. La colazione al bar qui è abbastanza limitata: non capisco perché nelle medialunas non mettano qualcosa, per aggiungere un po’ di varietà. Le medialunas della colazione sono sempre vuote (nei bar più piccoli ci sono solo quelle vuote, in quelli più grandi con un reparto pasticceria/panetteria si trovano anche le altre facturas). Quando ho detto alla gente “ma perché non mettete la marmellata nelle medialunas?” mi hanno guardato come se gli avessi suggerito la marmellata nei ravioli. Qui l’originalità non è mai premiata 😦 Se penso ai cornetti con la crema di pistacchio che ho visto a Milano sento un abisso gastro-culturale… Tutte le volte che propongo combinazioni che qui non esistono (panna cotta, medialunas farcite con cioccolato o marmellata, peperonata, ecc.) mi guardano con disgusto. Un Europeo almeno direbbe “Beh, interessante…. da provare”, qui invece le scartano a priori. Ci sono un sacco di baretti ma propongono tutti le stesse cose!

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      1. che palle! guarda, la colazione al bar la faccio raramente perchè sono una fogna e non mi riempio con un cornetto e un caffè (cappuccino non posso), quindi preferisco sfondarmi di latte e cereali a casa, ma quando ci vuole, una bella sfogliatina calda, risolve tutto! quanto mi è mancato tutto questo in spagna… invece in francia ho avuto grosse e grasse soddisfazioni. Dipende da dove si è e dalla passione che il Paese ha per i dolci, per la tradizione legata alla pasticceria (che, effettivamente, in spagna è un po’ carente)

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  2. Anche per me la colazione è cornetto/croissant, e un buonissimo cappuccino. E magari bis con altro cornetto e un caffè.
    In Spagna vanno di salato… sia a Nord che a Sud ho trovato spesso nei bar o negli hotel offrirti per colazione la loro untuosissima tortilla: una frittata di patata. Sorvoliamo poi sul cibo in Spagna (tutto ampiamente fritto il loro repertorio)… e poi sempre a scassare l’anima con: “Por que vosotros los italianos comeis siempre pasta?”. In Argentina molto più tolleranti verso le altrui cucine, anche se il loro abuso di carne lo trovo eccessivo… ma non mi permetto mai di romper loro le scatole con: perchè mangiate tutta ‘sta carne.

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    1. Di recente ho visto un documentario su Netflix che si intitolava qualcosa come “in search of the perfect steak” e passava in rassegna i dieci ristoranti migliori al mondo dove mangiare una bistecca. Dicevano che in argentina il consumo medio di carne è pari a 60 kg all’anno per persona, più che negli Stati Uniti! Io all’inizio ho dovuto mio malgrado seguire una dieta locale perché ero ospite della famiglia di mio marito e avevo la carne che mi usciva dalle orecchie. Sebbene in Italia non ne mangiassi molta perché molto cara (specie la carne rossa), qui dopo 10 giorni ho alzato bandiera bianca. Era sempre carne e pane (panino, pizza, fugazzeta o empanadas), alternata da acqua e zucchero (dal mate con facturas alla terribile agua saborizada a tavola). Ma non gli partono le coronarie a 40 anni?! W la pasta, almeno è più sana.

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