Non si può avere tutto. O forse sì.

“Non si può avere tutto”, quante volte lo abbiamo sentito dire? Però in un’altra epoca forse sì!

Prendete il caso di Rafael Díaz. Il signor Díaz, immigrato di valenciano, nel 1890 arriva a Buenos Aires appena quindicenne. Come molti immigrati, fa la gavetta dal basso: lavora in una merceria ma è così povero che è costretto a dormire sul bancone la notte. Quindi trova lavoro come cameriere e successivamente si mette in affari con altri spagnoli. Nel 1927, appena ventenne, apre il suo negozio di mobili Muebles Díaz al primo piano di un nuovo edificio di nove piani nella calle Sarmiento al 1113.

In un viaggio a Mar del Plata, si innamora delle villette in stile normando che sono popolari lungo la costa marplatense e sogna di averne una. La sua fortuna a Buenos Aires esplode con l’introduzione della vendita a credito, al punto che il suo negozio arriva a occupare tutti i 9 piani dell’edificio, con mobili in diverso stile per ogni piano; sul tetto, oculatamente adornato con ampie fioriere, c’è l’esposizione di mobili da giardino.

Il successo non lo impigrisce, anzi: Rafael Díaz è presente tutti i giorni nel suo negozio di mobili, tutto il giorno. Dopo il pranzo si concede una siesta. Peccato che la sua casa di famiglia sia a Banfield, e quindi tornare a mezzogiorno gli risulti troppo lungo. Decide quindi di costruirsi una casa in cima al negozio, per fare pranzo e siesta “come a casa” senza doversi allontanare dal lavoro e continua a rincasare a Banfield la sera dalla famiglia.

E la ruota della fortuna non smette di girare per Díaz: nel 1936 inaugurano l’Avenida 9 de Julio, la più larga al mondo, e comincia la costruzione dell’Obelisco, che diverrà il simbolo il Buenos Aires. Il suo chalet finisce in tutte le cartoline classiche di Buenos Aires e con questa inaspettata pubblicità il suo negozio di mobili raggiunge l’apice della fama, diventando uno dei più importanti del Sud America.

Schermata 2016-08-06 alle 17.39.14

Díaz muore nel 1968. Negli anni che seguono il suo business continuerà a calare, schiacciato dalla concorrenza dei grandi magazzini. Negli anni ’90 i tabelloni pubblicitari luminosi coprono l’Avenida 9 de Julio, ed anche il suo chalet, che verrà affittato ad un’agenzia di moda e poi a un fotografo.

Di recente però sono stati tolti e Buenos Aires ha potuto riscoprire l’eccentrico chalet con vista all’Obelisco. La città lo ha dichiarato patrimonio della città.

Altre foto qui.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...