Il mondo è la mia casa

…per questo mi ci devo trovare bene.

Ho riscritto questo post almeno tre volte e ancora non ho trovato la maniera giusta. Vorrei parlare dell’argomento “quanto è importante condividere i valori della società in cui si vive“. Mi piace curiosare nei blog di altri italiani all’estero e viaggiare in altri paesi con i loro occhi perché ci sono dettagli della vita all’estero che solo chi ci abita può cogliere.

Senza troppi giri di parole, io mi chiedo come possano resistere negli Stati Uniti. Il mio tentativo di vita in USA è stato breve, dopo anni di innamoramento e di viaggi e di soldi per rincorrere il mito della terra dello zio Sam. Più ci andavo, meno mi piaceva. Era divertente per una vacanza, comodo ed efficiente per la burocrazia, ma terrorizzante per l’aspetto sociale che era più finto di una televendita di Wanna Marchi.

Impossibile scalfire la superficie delle persone, approfondire il contatto umano. Tutto viene svolto in punta di calendario, le parole misurate nel recinto della politically correctness, il cibo artificiale a prezzi spicci, le medicine per qualsiasi cosa (inclusi psicofarmaci per bambini e animali), la finta gentilezza della gente che ti sorride o ti dice have a nice day! solo perché sono obbligati a farlo. Un mondo di plastica.

Quando leggo dei preparativi a scuola in caso di attentato terroristico, delle sparatorie, del razzismo rampante (salvo poi cercare di tappare gli occhi al mondo dicendo che sono la personificazione della società multirazziale più avanzata del mondo)… Quando vedo i documentari indipendenti che spiegano come vengono manipolate l’agricoltura e l’allevamenti, come i consulenti del Congresso sono gli ex membri del consiglio direttivo delle stesse corporation su cui devono esprimersi per fornire orientamento ai legislatori, quando imparo la storia del capitalismo americano, delle banche, della bolla immobiliare, dei crolli di Wall Street… mi chiedo: cosa vi ispira della società più individualista del mondo?

Una delle cose che più apprezzo dell’Argentina sono gli argentini: la loro spontaneità, immediatezza, assenza di peli sulla lingua, la capacità di sorridere anche nelle situazioni in cui uno si dovrebbe arrabbiare, la loro pacificità, semplicità e genuinità. La totale assenza di pretese di sfoggio di marche famose o accessori costosi, l’ignoranza per qualsiasi vezzo modaiolo, la solidarietà e iniziativa privata, la loro inclusività, la loro innocenza a volte sorprendente (vivono su un altro pianeta rispetto agli italiani!).

Non è difficile sentirsi un po’ argentini.

Per questo mi chiedo come sia possibile vivere in una società così lontana dai nostri valori europei, come ci si possa identificarsi. I ghetti e gli estremisti autoctoni sono tutte conseguenze di questa mancata integrazione. Chiariamoci: molti di loro non hanno un altro posto dove andare tornare, ma noi italiani sì.

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