“Carro” amico

Quale maniera più rapida e diretta per conoscere un popolo, se non andando nei suoi supermercati?

Se nei supermercati tedeschi i carrelli colorati vanno restituiti al punto-carrelli del colore corrispondente e in quelli svedesi si infilano i vuoti e si ottiene un buono spesa (che volendo si può donare in beneficienza), nei supermercati argentini ci sono i piccioni, la muffa, pascoli di carrelli, prezzi illogici e file chilometriche alle casse.

I carrelli

Cominciamo con un colpo basso: il carrello (carro). Parafrasando Ghandi:

La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali i carrelli.

In Argentina il carrello non ha la monetina che ti obbliga a riportarlo al suo posto: potrebbe scattare un businesso oppure l’affarino in cui infilare la monetina non lo sanno produrre, non si può importare e quindi semplicemente non esiste.

Il carrello viene preso dentro al supermercato per svariati motivi: primo perché se fosse consentito portarli fuori verrebbero rubati e venduti come ferraglia. Secondo perché spesso i supermercati si svolgono su più piani, e il parcheggio è sotterraneo. Ricordate che qui a Buenos Aires si sta stretti che siamo oltre 10 milioni. Terzo, perché così diamo lavoro a una persona il cui incarico è spostare i carrelli tra i piani tutto il giorno, lasciandone il meno possibile dentro al locale così occupano poco spazio, ma sempre presenti.

Gli argentini stanno ben fissi al comando del loro carrello, non è come in Italia che a volte lo si parcheggia in una corsia tranquilla e poi si va a prendere la roba a piedi per fare prima. e questo perché gli argentini non hanno fretta. Al supermercato e nella vita (eccetto che al volante).

A spesa conclusa, gli argentini abbandonano il carrello alla distanza d dalla loro autovettura, dove d è definita come la distanza minima tra il loro veicolo e il carrello tale per cui il veicolo possa fare manovra per uscire dal parcheggio. Il che vuol dire che possono verificarsi i seguenti casi:

  1. il carrello è abbandonato nel posto auto libero a fianco, occupandolo.
  2. il carrello, non trovando un luogo prossimo per venire abbandonato, viene spostato dietro al bagagliaio dell’auto parcheggiata a lato: quando arriverà il proprietario dell’auto ci penserà lui/lei a spostare il carrello. Si potrà ricadere nel primo caso già illustrato (il carrello viene spostato nel posto liberato da voi) o potrebbe avvenire una seconda iterazione del caso 2 (il carrello finisce dietro all’auto del vicino).
  3. il carrello viene piazzato nella carreggiata perché il parcheggio è semi-deserto e tanto ci si può girare attorno.
  4. il carrello viene avvicinato al punto di raccolta carrelli, ma mai infilato. Così occupa il massimo spazio possibile, in barba al design del carrello pensato appositamente.

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Cari Argentini, siate amici dei vostri carrelli. Non abbandonateli.

I piccioni

Non è facile fare la foto a un piccione in un supermercato senza un teleobiettivo. Per fortuna internet viene in mio soccorso con questa foto, peraltro scattata proprio nello stesso supermercato Carrefour dove li ho avvistati anche io. Dalla mia breve osservazione ho notato che la parte tecnologia-elettronica la snobbano: volano direttamente alla corsia di pasta-riso-olio. E poi ci camminano in tutta tranquillità come se fossero clienti.

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La muffa

La muffa è quasi parte delle decorazioni della zona banchi frigo, perché è presente in un supermercato su due. Non è infrequente trovare banchi frigo che piangono acqua, e controsoffitti sfondati che giocciolano sul pavimento. La merce resta lì nel banco frigo, con o senza muffa/sgocciolamenti. In compenso, occhio ai secchielli che potreste trovarvi in corsia.

La matematica è un’opinione

Se in Europa e in USA ci hanno insegnato che più quantità compri, minore è il prezzo unitario, in Argentina questo concetto sembra essere opposto. Non è affatto detto che comprando la bottiglia di olio di semi da due litri il prezzo al litro sia inferiore a quello della bottiglia da un litro esatto. O che comprando una confezione di 12 assorbenti si paghi meno che a comprarne due da 6. Sarà una tecnica per scoraggiare il consumismo filo-statunitense?!

Non dimenticate di fare la matematica tra il prezzo unitario indicato nel cartellino, il prezzo della merce e la quantità di merce. Persino le moltiplicazioni più banali sono insidiose in questo paese!

E in più, per alcuni prodotti potrebbe esserci un limite alla quantità acquistabile (ad es. per l’olio di semi a volte c’è il limite di max. 2 litri per famiglia).

Portatevi gli occhiali

La cosa più difficile da mandare giù per un europeo è che lo stock del supermercato sia altamente variabile. Non è raro arrivare al supermercato e scoprire che non c’è un prodotto, anche banalissimo come il burro o la farina. Di nessuna marca e in nessun formato. Alla domanda “e quando tornerà?” rispondono sempre con un laconico “No se.” (Non lo so).

Al loro posto viene lasciato un inquietante buco (gli scaffali vuoti mettono ansia!), oppure si espone altra merce. Non chiedetemi come sia possibile finire tutte le farine, i tovaglioli o i burri. Qui è così.

Per questo che bisogna portarsi gli occhiali e leggere bene (ma bene davvero) i cartellini dei prezzi, perché il 50% delle volte non corrispondono alla merce mostrata. Ad esempio potrebbero riferirsi a una varietà che non è disponibile. Qui i prodotti esposti ruotano (involontariamente), non è come in Italia che uno va al supermercato sicuro di trovare ciò che cerca.

Sconti incredibili

Ogni giorno della settimana c’è uno sconto: per i clienti con la tessera del supermercato, per chi paga con carta di debito, per chi paga con carte di credito o con carte di credito di talune banche, per chi è pensionato, per chi ha la carta di credito del supermercato, ecc.

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A volte gli sconti sono così generosi che mi rendo conto del ricarico incredibile che fanno normalmente sui prezzi. Al Carrefour il mercoledì fanno il 10% di sconto a chi presenta la tessera della città di Buenos Aires Tarjeta VOS (richiedibile gratuitamente da tutti, residenti e turisti).

Si paga a rate

Come vi ho già detto in un altro post, qui pagare a rate è la normalità. Si può scegliere da 1 cuota (cioè pagando tutto subito) a 18 o anche 24 cuotas. In genere fino a 6 cuotas non ci sono interessi, ma dipende dal banco e dall’esercente. Nonostante per me sia inconcepibile tutto questo sistema, i locali fanno molta attenzione alle forme di pagamento offerte e le cuotas sono il principale parametro di valutazione. Magari optano per comprare a rate, anche con un ricarico, anziché pagare tutto in solido. Perché se non ce li hai, non ce li hai!

Alcol e bottiglie

In alcune zone del paese, tipo quella dove vivo io, esiste un’ordinanza che vieta la vendita di alcolici fuori dall’orario 10-21. Al supermercato è stato implementato nelle casse un controllo automatico per cui leggendo il codice a barre di un alcolico, il sistema avvisa la cassiera se l’orario non è quello consentito.

Ci sono alcuni argentini imbruttiti che calcolano tutto al minuto e fanno la fila alla cassa quando manca ancora qualche minuto alle 10. Non è raro vedere la gente in colonna che aspetta che scocchino le 10 sull’orologio della cassa.

Sempre in tema di birra (cerveza) qui i vuoti possono essere resi ai supermercati, dove riceverete uno sconto utilizzabile sull’acquisto di altre birre. Funziona solo con alcune birre sulla cui confezione c’è scritto envase retornable. Piccoli gesti pro-alcol e pro-ambiente.

Costa più caro che in negozio

Contrariamente a ciò che avviene in Italia, al supermercato in genere le merci sono più care che in negozio. Parlo sia di cibo fresco che di prodotti per l’igiene della casa e della persona. Come a dire: la praticità ha un prezzo. 

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