En movimiento

Mi sono iscritta in palestra.

Nella mia testa avevo iniziato questo post mille volte con l’incipit “Volevo iscrivermi in palestra, poi ho scoperto che dovevo fare due piani di scale a piedi per arrivarci e ho desistito“.

La palestra si trova a fianco a casa mia: quando apro Facebook mi chiede sempre “Forse ti trovi in palestra?” e ogni volta che esco di casa passo davanti ai cartelli con le donne con il ventre piatto, gli uomini con gli addominali scolpiti e abbronzati. C’è sempre un brulichìo di gente che entra e che esce da questa palestra disposta su tre piani: al piano terra c’è la sala per le lezioni, al primo piano i tapis roulant per il riscaldamento e al secondo gli attrezzi. Senso di colpa, esci da questo corpo!

Di solito tiravo dritto e approdavo alla pasticceria dell’isolato successivo: lì sì che mi sentivo nel mio ambiente! Poi esasperata dalle continue lagne del marito, dai messaggi non molto subliminali di Facebook e dalla scarsità di pantaloni in cui ancora entro rimasti nell’armadio, mi sono decisa a iscrivermi.

soffice
il richiamo delle sirene è a un solo isolato

Ovviamente non potevo iscrivermi quando costava €14 al mese, ho dovuto aspettare due anni d’inflazione al 40%, così adesso pago €30 al mese. Non ho idea di quanto costi un abbonamento in Italia, ma mi sembra comunque un prezzo ragionevole, specie considerato che è come se fosse una dependance di casa mia. Per questa cifra posso accedere a tutte le lezioni (60 lezioni alla settimana) e all’area pesi, 17 ore al giorno.

Senza contare che sono motivata ad andarci tutti i giorni, fosse anche solo per sfruttare l’abbonamento al massimo! Se vado tutti e 24 i giorni di apertura (da lunedì a sabato), mi costa solo un euro e qualcosa al giorno. Cosa non si fa per motivarsi!

La palestra qui funziona un po’ diversamente che in Italia: la gente arriva già vestita. Non c’è obbligo di cambiarsi le scarpe. Ci sono cartelli che invitano a usare il proprio asciugamano per coprire gli attrezzi ma nessuno lo fa. So che ci sono dei bagni-spogliatoio ma non credo siano molto grandi. Non ci sono mai entrata perché, come ho detto, vivo così vicino che posso tornare a casa per qualsiasi urgenza.

Nella palestra si possono avvistare un sacco di personaggi, ma i frequentatori di questa palestra sono meno esibizionisti che in Italia e quindi meno folklorici. In genere la gente si fa gli affari suoi e non fissa gli altri. Non ci sono capannelli di chiacchieroni. C’è una TV a cui volgere lo sguardo tra un esercizio e l’altro, che inevitabilmente catalizza l’attenzione di tutto il pubblico maschile quando passano le notizie di calcio relative alla Selección albiceleste.

A parte questo, sono di solito i maschi ad andare in palestra insieme, a fare branco. C’è questo gruppetto composto da un wannabe culturista e da Cochi e Renato. Cochi e Renato sono panciuti, imbaranati e copiosamente sudati anche per il più banale esercizio. Come se non bastasse, sono pure vestiti come due rugbisti. Qui il rugby è molto popolare, ma mi sa che Cochi e Renato lo hanno abbandonato qualche decade fa a giudicare da come entrano nella divisa del club.

Tuttavia, a Cochi e Renato sono grata perché conferiscono una dimensione più umana alla palestra. Il primo giorno ero pronta a uccidere, specie quando durante la prima corsa degli ultimi 15 anni qualcuno nei paraggi ha deciso di sfornare il pollo arrosto. Volevo morire! Ma poi ho pensato a loro due, che sono come i miei patroni della palestra, e ho continuato a correre.

7-chili

 

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4 pensieri su “En movimiento

    1. È uno che era cicciottello ed è dimagrito tanti anni fa. Un tempo ero dimagrita anche io, però poi la pigrizia e le cattive abitudini mi hanno riportato daccapo. La prima cosa che mi ha detto il medico di base dell’assicurazione sanitaria privata argentina è che dovevo dimagrire e che sarebbe stato felice di farmi il certificato di buona salute per andare in palestra. Non credo che qui il premio dipenda dal peso e dallo stato di tabagismo, però non si può dargli torto se ti dicono di correggere una situazione.

      Comunque i chili di troppo stavano cominciando a pesarmi: facevo fatica a chinarmi, avevo sempre dolori alla schiena, mi sentivo una vecchia!

      Mi piace

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