Nera

Oggi sono proprio arrabbiata nera.

Di solito non seguo la politica. Non leggo più i giornali italiani. Non lo faccio per disinteresse, direi più per disincanto e per la mia pace d’animo.

L’Italia è allo sbando. Praticamente senza controllo alcuno dacché Berlusconi è uscito di scena. È stato tutto un susseguirsi di governi tecnici, governi caduti, governi rattoppati, gente accusata, gente arrestata, gente processata. I personaggi di questi governi, poi, sfiorano il ridicolo. Non c’è  n’è uno che prima o poi non se ne esca con una castronata di proporzioni cosmiche.

Forse io non capisco lo stile del fare politica in Italia perché mi sembra il mercato delle bestie da fattoria, dove tutti urlano e non si capisce niente, volano piume, merda, alcuni finiscono schiacciati e ogni giorno la scena si ripete.

Io pensavo – e penso tuttora – che un politico dovrebbe cercare il consenso.

Come sperano i politici di ottenere l’appoggio del popolo se insultano tutti? Hanno risolto rendendo inutile l’appoggio del popolo, ormai la politica è una ruota mostruosa e demolitrice che distrugge indiscriminatamente quel poco di buono che ci rimaneva.

Non mi spiego la vittoria di Trump che ne ha dette contro i negri, i messicani, gli immigrati, le donne, i musulmani, ecc. Vuol dire che qualche negro, messicano, immigrato, donna o musulmano lo ha votato. E in Italia abbiamo preso questa piega già da anni, con leghisti che danno aria alla bocca dicendo di quelle cose, che adesso sono avallata dalla vittoria di Trump per cui il delirio di impropri e di scurrilità non potrà che amplificarsi.

I politici italiani, età media 70+ anni (pensionati), mantenuti da una vita e chiamati a decidere per il futuro (che loro vedranno per 10-15 anni soltanto), sono sempre lì pronti a insultare i giovani: bamboccioni (Monti), choosy (Fornero) e ora pistola (Poletti).

I primi erano quelli che non si schiodavano dalla casa paterna per non sobbarcarsi le incombenze della vita adulta (o forse perché pagati così poco e con contratti precari che non avrebbero potuto mantenersi né mantenere un affitto per 4 anni,); i secondi erano quelli che, secondo la signora F., rifiutavano i lavori troppo “bassi” per il loro status sociale e titolo di studio. Adesso ci sono quelli che emigrano e che, a detta di Poletti, non sono tutti cervelloni in fuga – anzi! – alcuni sono dei pistola!

[Per chi non lo sapesse, a Milano un pistola è uno stupidotto.]

Il giorno dopo la sua frase, sui giornali cercano una ragazza italiana scomparsa dopo l’attentato a Berlino. Una pistola choosy che era andata a cercarsela a casa d’altri?

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Vedo che non sono l’unica incazzata. Leggi anche:

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6 pensieri su “Nera

  1. Forse vale la pena ricordare che i politici italiani, i partiti che li rappresentano, sono stati eletti. Quando leggo articoli come questo mi sembra che chi governa sia stato calato li da una astronave e che i cittadini non abbiano alcuna responsabilità. Perché non fai un bell’articolo sui giovani che non votano? Per quanto riguarda Berlusconi…forse dovresti aggiungere che il suo entrare in politica è anche legato ad avere l’immunità oltre che certi vantaggi per le sue aziende. Ti suggerisco di vedere un ottimo documentario di Alan Fridman a questo proposito.

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    1. Non ho scritto nulla riguardo il governo attuale, su come sia arrivato lì, su quali siano le regole elettorali in Italia. Ho solo detto che Poletti (e come lui tanti altri politici che hanno rivestito ruoli di primo rilievo negli ultimi 0 anni), non sono di certo degli esempi virtuosi di moderazione, intelligenza e cultura e che non capisco come possano dire certe cose senza preoccuparsi dello scarso consenso che otterranno tra la popolazione. Evidentemente, il consenso della popolazione non è più necessario ai politici italiani.

      È conseguenza ovvia e diretta che gli italiani non si identifichino con i politici attualmente in carica – è ormai assodato. Sì, sono stati eletti (svariati anni fa, svariate legislature fa); sì, è previsto che se cade il governo se ne fa un altro senza doverlo ri-votare; sì, questo può succedere per più volte consecutive. Mi piace? No. È la legge? Sì. Si può ridiscutere? Si dovrebbe.

      Riguardo l’astensione al voto, non parlo di politica con i miei coetanei e non ti so dire quanti votino. Però non mi viene difficile pensare che lo scollamento tra politica e giovani sia anche dovuto alle sortite dei politici degli ultimi anni (molte rivolte verso di loro). Vorrei proprio vedere un politico che se ne esce contro “la generazione poco dotata dei neopensionati che si è avvantaggiata di un sistema ipersindacalizzato e di una società dove il nero e le amicizie hanno governato impunite (anzi, incoraggiate!) per 40 anni e che ora si trovano ad avere depredato il sistema e a lasciare una vacca ormai smunta e vecchia ai loro figli”. Però queste parole non si sentono perché i politici alle cariche alte hanno tutti dai 60 anni in su.

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