I mostri

L’Argentina ha la capacità di colpirmi al cuore come neanche l’Italia riesce. Credo sia dovuto al profondo divario sociale della società argentina.

Un bambino su quattro vive in condizioni di estrema povertà e non ha intorno un ambiente in grado di soddisfarne le necessità di base: nutrizione, sicurezza, salute, istruzione. Su 40 milioni di abitanti, un terzo vive in condizioni di povertà e il 6% in condizioni di indigenza.

I bambini sono i più colpiti dalla povertà e dall’indigenza: quasi 5 milioni di bambini (0-17 anni) sono poveri e oltre un milione sono indigenti, vale a dire il 40% e il 9%, rispettivamente.

Le zone con maggiore povertà sono in nord-est (NEA) e il nord-ovest (NOA) dell’Argentina, e il Cuyo (province di La Rioja, San Juan, Mendoza) – vale a dire zone dell’interno del paese.

Qui sotto un infografica dell’Indec, l’istituto di statistica argentino, illustra sinteticamente la situazione.

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Non è raro incontrare i bambini portati per strada a chiedere soldi o a girare per negozi chiedendo cibo, mentr accompagnano i genitori che rovistano tra i cassonetti nei quartieri più ricchi, oppure messi a lavare i vetri al semaforo o a lavorare come parcheggiatori abusivi sotto il sole cocente oltre i 30 gradi.

Le famiglie povere e indigenti hanno una cosa in comune: moltissimi figli. Il che spiega i numeri di cui sopra. Leggendo l’articolo “La povertà raggiunge 5 milioni di bambini” su La Nación, già dal primo paragrafo è chiara la situazione:

Mamma, ho fame“, racconta Marcela che spesso sua figlia Valentina le diceva questo. “Adesso vado a cercare da mangiare, aspettami“, le rispondeva la madre, la quale rivela di essere arrivata a vendere il suo corpo affinché “non le mancasse” il cibo. Non è l’unico caso. Anche Gloria, madre di dieci figli, parla della fame: “Ci sono stati momenti in cui non avevamo niente da mangiare e sono dovuta andare a chiedere cibo in giro“. Sonia, che vive circondata d’insicurezza, dice del futuro: “Molti bambini moriranno in una favela. È il loro destino“.

Sul sito del Ministero della Giustizia e dei Diritti umani ho visto questa serie di video che parlano di Acceso a la Justicia, un servizio per portare i diritti ai più bisognosi. Intervistano alcune persone che hanno beneficiato dell’iniziativa, e il secondo video (spagnolo con sottotitoli in spagnolo attivabili) mostra una donna di Córdoba che parla di come abbia potuto ottenere la pensione di invalidità per lei e per i suoi 3-4 figli, anch’essi invalidi. Nella prima parte del video spiega che per molti anni non ha mai avuto documenti – “Appena avevo dei soldi li spendevo in droga”.

Ho continuato a navigare nel sito del Ministero della Giustizia e dei Diritti umani, nello specifico la pagina dei bambini in cerca di una famiglia. È una pagina lunghissima con descrizioni di bambini o gruppi di bambini in adozione. Se capite un poco lo spagnolo, vi verrà la pelle d’oca.

Sono tutti bambini con quadri clinici molto complicati, più complicati di come la natura da sola riuscirebbe a fare. Quasi tutti hanno deficit cognitivi, alcuni hanno disturbi della condotta. Molti soffrono di problemi respiratori o cardiaci, malformazioni, incontinenza. Alcuni sono ciechi e/o sordi, costretti a letto, incapaci di muoversi, alimentati con sondino. Per loro si cerca una famiglia “disposta ad adottarli e a fornirgli un contesto familiare“.

Molte delle adozioni riguardano gruppi di tre o più fratelli, con 2-3 anni di differenza. Spesso soffrono tutti di deficit cognitivi e sono in psicoterapia/musicoterapia/fisioterapia. Alcuni prendono anche psicofarmaci. Per alcuni viene richiesta l’adozione in zona perché vogliono mantenersi in contatto con altri tre fratelli e con la famiglia di origine.

Tra tutti – sì, me li sono letta tutti – solo un paio riguardano adozioni singole o di coppia, ma è sempre per ragazzi ormai prossimi alla maggiore età (dai 13 anni in su). Sarà davvero possibile cambiare il corso della loro vita, dopo 13 anni nella povertà e in istituto?

Leggendo questi annunci di adozione, al terzo annuncio viene in mente una sola parola: DROGA. Madri e padri drogati che hanno messo al mondo questi bambini malati, destinati a una vita di sofferenza, e di ospedali. Non uno, ben due, tre, quattro, cinque, SEI! La droga spiega anche moltissimi delitti che avvengono in Argentina, la violenza contro le donne e la tratta delle persone. La droga agisce sul lobo frontale e inibisce l’empatia e la sensibilità verso gli altri. La droga genera violenza, omicidi, delitti, barbarità. La droga trasforma le persone in mostri.

 

 

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3 pensieri su “I mostri

    1. la mancanza della possibilità di abortire in modo legale e gratuito insieme a una società spesso insensibile e passiva davanti la violenza crea queste bombe sociali impossibile da disinnescare. Per di più i discorsi che fanno gli argentini sulla violenza sono totalmente inneficaci e generici. Poche volte ho sentito una storia finita bene in cui la legge è stata applicata.

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      1. Questo paese a volte ha delle leggi avanzatissime ma non è in grado di garantire l’applicazione neanche di altre molto più basilari ed essenziali. Leggi senza polizia = anarchia. ¡Y así está!

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