Dal medico

Il mio médico de cabecera, ossia il medico di base della mia obra social (assicurazione sanitaria), doveva fare il cabarettista ironico. Con questo non voglio dire che non sia un buon medico ma con il suo modo di fare molto ironico si rende troppo attraente per le visite “di compagnia”, cioè della gente che ci va solo per fare due chiacchiere anziché perché ha bisogno di un consulto. Alla peggio, i pazienti escono rallegrati solo nello spirito, alla meglio ne escono con una nuova ricetta, con cui guadagnano un giro in in farmacia (e sappiamo come agli anziani piaccia avere qualcosa da fare).

La prima cosa che mi ha detto, dopo la visita di accettazione fatta da un altro medico, è stata “Lei dovrebbe dimagrire“. Quell’esordio ha segnato il tono della nostra relazione per gli anni a venire.

Per non fare brutta figura, ho fatto finta di interessarmi a una possibile iscrizione in palestra e lui tutto zelante mi ha scritto il certificato medico senza neanche guardarmi in faccia (alla fine ci sono andata, solo due anni più tardi).

Ricordo che in quell’occasione il dialogo fu più o meno così:

Io: “…non è che muoio se non faccio palestra…”

Medico: “Stiamo tutti morendo. Chi prima, chi dopo.”

Così ieri ho affilato la lingua, preparandomi alle sue ironie… C’ero solo io in sala d’attesa, ultimo appuntamento del venerdì prima di un fine settimana lungo, mi chiama e mi domanda tutto pimpante:

Medico: “Allora, come va?”

Io: “Se sono qui, non bene.”

Medico: “Ma cos’è successo?!”

Io: “Pensavo fosse una domanda trabocchetto per mandarmi via. Se rispondo che sto bene, cosa vengo da Lei a fare?”

Medico (per una volta spiazzato): “Ma dicevo la vita in generale…”

Io: “Ah bene, grazie. Molto bene.”

Procediamo, spiego il problema e intanto aggiungo:

Io: “E questo problema ce l’ho con tutti gli alimenti. Però devo dire che è più impellente quando mangio latticini: gelato, formaggio della pizza, ecc. ma forse è un problema di conservazione e non di lattosio, giacché non mi capita SEMPRE e ne soffro indipendentemente da cosa mangi. È così da quando vivo qui.”

Medico: “Stai insinuando che noi argentini non sappiamo conservare il cibo?”

Io: “Giammai! Lo sto constatando.”

Per stemperare aggiungo…

Io: “Devo però dire che da un anno a questa parte mio marito è diventato vegano e quindi non consumiamo più formaggi. Magari è perché mi sto disabituando…”

Medico: “E tu sei vegana?”

Io: “No, io mangio di tutto, ma ovviamente in casa mangiamo le stesse cose, per cui ho ridotto molto anche io certi alimenti.”

Medico: “E così tuo marito è vegano! Poveretto!”

Io: “Perché?! È una scelta etica. Poveri animali, anche loro soffrono e non vogliono morire.”

Medico: “Ma va’!”

Io: “Perché, lei vuole morire prima del dovuto? Nessuno vorrebbe morire.”

Lui: “Però moriamo tutti…”

Io (ormai spazientita): “Senta, ne parli con lui. Sarà interessante.”

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6 pensieri su “Dal medico

    1. Giusto di recente su La Nación riportavano l’articolo del corrispondente locale della BBC (un colombiano) che non riesce a capire il perché. Comunque con il caldo che fa non giocherebbero comunque! 😉

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