Historias Mínimas

un film diretto da Carlos Sorín, anno 2002, durata 92′

Ambientato nella provincia di Santa Cruz, in Patagonia, il film narra tre storie indipendenti le cui trame si incrociano lungo la narrazione. Hanno per protagonisti Don Justo, Roberto e María Flores e partono tutte da Fitz Roy, un paesello come tanti en el medio de la nada (in mezzo al nulla) della steppa patagonica lungo la ruta.

La pellicola parte raccontando la storia di Don Justo, l’anziano proprietario dell’unico negozio di Fitz Roy, a cui un cliente abituale (Roberto, un commesso viaggiatore) racconta di aver visto il suo cane sparito tre anni prima a un centinaio di km di distanza.

Don Justo decide quindi di andare a riprendesi Malacara (il cane), che non è stato rubato – spiega – bensì ha deciso di andarsene per ripicca nei suoi confronti, facendo l’autostop lungo ruta, di nascosto dal figlio e dalla nuora che lo vorrebbero seduto tranquillo a bere mate tutto il tempo.

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Malacara e Don Julio

Ed è la ruta il filo portante di tutta la storia. Don Justo trova un passaggio, ma un contrattempo lo obbliga a trovarsi un secondo aiuto… Ed è in quell’occasione che incontra di nuovo Roberto, assai sorpreso di ritrovarsi davanti Don Justo lontano da Fitz Roy. Roberto decide di accompagnare Don Julio fino alla sua meta, ossia dove aveva visto Malacara. Don Julio ritrova in cane, il quale dà una magistrale performance di recitazione. (La sola scena del ricontro tra cane e padrone merita la visione dell’intero film. Il registra riesce davvero “a far parlare” Malacara con la cinepresa senza neanche una battuta pronunciata e non è una scena melensa – tutt’altro!)

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Scaricato Don Julio, Roberto, il commesso viaggiatore, prosegue nel suo viaggio. Lo accompagnamo lungo il suo abituale percorso e scopriamo che ha amanti qua e là, ma per una cliente nutre qualcosa di tenero e vorrebbe far colpo su di lei. Sapendo che il compleanno del figlio di questa sta per avvicinarsi, Roberto decide di sorprenderla con un gesto oltremodo gentile: un’enorme torta di compleanno a forma di palla da calcio dedicata al piccolo René. Durante il suo viaggio, però, gli sorge il dubbio che René sia femmina… Arriva a destinazione, pronto a sfoggiare la torta “corretta” in modo da essere gender-neutral, ma vede la donna rincasare accompagnata dal figlio (alla fine era maschio!) e da un uomo. Roberto perde tutto l’entusiasmo e la sicurezza di sé e distrugge la torta, mangiandone i resti fino a star male.

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La torta per René, che compare anche sulla locandina del film

María Flores è una giovane madre molto umile che è estratta per partecipare a un programma TV nella città “vicina” (100 km), San Julián. Glielo annuncia la signora dell’unico negozio del suo paesello, Fitz Roy, dove arriva l’elettricità e c’è una TV, ossia la nuora di Don Julio. Completamente impreparata per un avventura lontano da Fitz Roy, María Flores arriva negli studi TV e riesce insapettatamente a vincere il primo premio, un robot da cucina offerto dal negozio di casalinghi locale. Ma un’altra concorrente navigata e agguerrita, che ha vinto solo un set di trucchi in regalo, la convince a fare scambio perché – le fa giustamente notare – a Fitz Roy María Flores non ha neanche l’elettricità per far funzionare il robot.

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María Flores, mentre vince il primo premio nel programma TV

Non dirò come terminano le tre vicende, ma spero che avrete modo di guardare questo film perché è un classico argentino che offre uno spaccato molto realista della vita in Patagonia, nonché una lezione importante: la semplicità sta nelle piccole cose, dove meno te lo aspetti.


Il DVD di “Piccole Storie” di Carlos Sorín è disponibile su IBS a €7,99 e su Amazon a €5,99.

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8 pensieri su “Historias Mínimas

  1. Un amico mi ha raccontato che pure a Santiago, o meglio a La Banda, si era rifugiato un capitano nazista. Erano quasi vicini di casa, se n’è reso conto poi crescendo di chi era, ma al tempo quando era piccolo frequentava la sua casa e i suoi figli…erano così gentili diceva!!

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