San Diego

El camino de San Diego è un film di Carlos Sorín, anno 2006, durata 98′

 

Ignacio ‘Tati’ Benítez è un giovane padre della provincia di Misiones, nell’estremo nord dell’Argentina (è la provincia delle famose cascate di Iguazú, per intenderci). È un fanatico di Maradona al punto che si fa tatuare non solo il volto del Diego sul braccio, ma pure il numero 10 di Maradona sulla schiena. E quando gli nasce il primo figlio, una femmina, all’anagrafe non gli lasciano mettere né il nome Diego, perché è maschile, né Diega, perché non esiste. Rassegnatosi, decide quindi di chiamarla Dalma, come la figlia di Maradona.

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Disoccupato e con ormai due figli a carico, camminando nella foresta riconosce Maradona nella radice di un albero di timbo. Chiama un ex collega per segarla e portarsi a casa il cimelio, sul cui retro fa incidere il numero 10 del “Diez” (un altro soprannome di Maradona, insieme a D10s – dios) convinto che possa diventare un cimelio per il museo del Boca Junior (in cui Maradona aveva giocato da giovane) che sta per aprire.

Ma in quegli stessi giorni arriva la notizia che Diego Maradona è stato ricoverato in terapia intensiva in una clinica di Buenos Aires per overdose. Tati decide di viaggiare fino a Buenos Aires, ma per consegnare la radice-effige direttamente al Diego, e il suo viaggio verso la Capital si trasforma in un voto affinché il suo idolo si recuperi.

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Squattrinato ma caparbio, si avventura fino a Buenos Aires viaggiando come può: prende l’autobus, strappa un passaggio su un camion insieme ad altri, viene rimorchiato da un simpatico camionista brasiliano che odia Maradona (“Vuoi mettere con Pelé?” – gli dice ovviamente) ma che sposa la causa perché Tati gli sta simpatico. Lungo il viaggio, ascoltando la radio,  scoprono che il Diego non solo si è ripreso ma è pure già tornato nella sua mega-villa nella periferia ovest di Buenos Aires, dove è stato paparazzato che giocava a golf. Tati decide quindi di portare la radice direttamente al suo idolo, nella speranza di incontrarlo.

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Alle porte della residenza di Maradona trova altri fanatici accampati, ma giunge la notizia che il Diego abbia ormai già lasciato la proprietà. Si riprende quindi la sua radice e se ne torna a casa, felice di avere potuto almeno avvicinarsi alla realtà del suo idolo e ad altri fanatici come lui, pur senza riuscire a incontrarlo.

Anche questo film di Sorín, come Historias Mínimas, si svolge lungo una ruta, che questa volta parte da nord e arriva fino a Buenos Aires, narrando con estremo realismo la vita delle persone umili dell’interior del Paese e la passione che unisce tutti gli argentini: Diego Armando Maradona.


Il DVD “Il cammino di San Diego” di Carlos Sorín è disponibile su IBS a €9,99 e su Amazon a €12,89.

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3 pensieri su “San Diego

    1. Tra l’altro il protagonista mi ricorda uno dei ragazzi dell’ortofrutta dove vado sempre. È sempre sfasato di mezzo secondo con il mondo reale ma buono come il pane! Proprio come Tati Benítez!

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