Fair play

Quando vivevo in Italia, mi inalberavo per come i politici italiani si esprimevano senza vergogna o remora, per i reati di cui erano accusati e imputati senza per questo perdere l’incarico mentre in Scandinavia i politici si dimettono al minimo sospetto.

Adesso che sono in Argentina non mi arrabbio neanche a sentire/vedere Razzi e Salvini, perché qui le cose sono peggiori: sono violente, sia nelle parole che con i fatti. Nessuno fa dichiarazioni esplicitamente razziste come i politici italiani, ma lo scambio di accuse tra le fazioni politiche (peronisti vs. non-peronisti) assume toni molto più pesanti. È normalissimo per i peronisti dare del figlio di gran buona donna al Presidente della Repubblica, augurargli la morte, ecc.

Esistono poi gli attori materiali di cotanto odio, che per ovvi motivi non possono essere famosi politici bensì seguaci o semplicemente criminali di professione. Ad esempio quelli che mandano al Presidente Macri messaggi minatori anonimi del tipo “che riposi in pace!. Non so quanto siano iniziative autonome, ma ci vogliono soldi per fare certe cose e non credo che un privato cittadino ne abbia di sua tasca abbastanza da pagare manifestini, corrompere guardie, portare gente dalle campagne in plaza de Mayo per fare casino.


Il “suicidio” comodo

Non so se ricordate qualche anno fa del caso Nisman. Nel 1994 in Argentina c’è stato un attacco terroristico con un’auto bomba presso la sede dell’AMIA, una associazione argentino-israeliana. Venti anni dopo, nel 2015, il PM Alberto Nisman convoca in tribunale la allora presidenta Cristina Fernandez de Kirchner con l’accusa di avere firmato un negoziato con l’Iran per il quale se l’autore del crimine è iraniano, va processato in Iran e non in Argentina – Nisman sostiene che è un crimine di lesa umanità e che è imprescrittibile. Casualmente, quattro giorni dopo aver presentato la richiesta e la notte prima dell’udienza, il PM Nisman viene trovato morto “suicida” con un colpo di pistola non compatibile con uno sparo autoinferto. Adesso un nuovo PM ripresenta le accuse, Gerardo Pollicita, ma la notizia passa quasi in sordina.


Il pacco bomba

Due settimane fa c’è stata la PASO, una elezione mid-term senza alcun valore politico pratico, era solo per decidere quali sarebbero stati i candidati a senatori nell’elezione di ottobre. Ecco, due giorni prima delle elezioni viene inviato un pacco bomba nella sede della società che gestisce gli scrutini: la segretaria che lo ha aperto è ricoverata in condizioni gravi, ma non se ne è più saputo nulla. Il caso è stato dismesso come non legato con la politica bensì a una querelle tra colleghi (?!).


Caso Maldonado

Le proteste per la sparizione di Santiago Maldonado sono continuate, culminando venerdì 1 settembre (anniversario di un mese di scomparsa del giovane) in una marcia lungo l’Avenida de Mayo fino a Plaza de Mayo e alla Casa Rosada. Ci sono stati 20 arresti perché la manifestazione non è stata affatto pacifica e 5.8 milioni di pesos (circa 280.000 euro) di danni perché questi “manifestanti” hanno deciso di vandalizzare il Cabildo (edificio storico sede del primo governo argentino di fronte alla Casa Rosada), di incendiare cassonetti e di rompere vetrine di un centinaio di banche e negozi nei dintorni.

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Ad oggi, non risulta ancora certo che Maldonado fosse presente il 1°agosto negli scontri tra RAM, che stavano bloccando la Ruta 40 nella provincia di Chubut, e la Gendarmeria che lo avrebbe arrestato e “fatto sparire”.

Una coppia riferisce di avergli dato un passaggio a Rio Grande il 22 di agosto, e che era vestito di stracci, taciturno, provato e quando gli hanno chiesto cosa gli fosse successo ha risposto che erano stati “gli uomini cattivi” a ridurlo così. [So che è difficile credere a una risposta così vacua quando siete in 3 in un abitacolo, ma qui la gente spesso lascia cadere le cose nel vuoto]

Nel frattempo la BBC va a intervistare i Mapuche della RAM, la Resistencia Ancestral Mapuche, in Patagonia e loro si presentano così (sono sempre incappucciati… avranno qualcosa da nascondere?). Forse la gente che va a manifestare per Maldonado è convinta di supportare un pacifico popolo di nativos e non un gruppo di guerrilleros sudamericani incappucciato. C’è una bella differenza, ma qui i giornali non li legge nessuno, è tutto un passaparola e sappiamo bene come funzionano i passaparola…

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Video qui: http://www.bbc.com/mundo/media-41130585

Per mia sfortuna venerdì 1 settembre dovevo andare in centro, non molto distante dal luogo della protesta. Ero nervosa in stazione quando sono arrivata, c’era qualcuno con gli striscioni e altri (in genere studenti universitari) che camminavano come persi tenendo in mano cartelli “¿Dónde está Santiago Maldonado?“.

Stavo proprio andando in una università pubblica per un incontro: entro ed è tutta (ma proprio tutta) tappezzata di cartelloni tipografici e cartelli con scritte contro il presidente, a favore dei peronisti e su questo Santiago Maldonado. Ero molto a disagio. Volevo dirgli: non chiedetevi dove sta adesso Santiago Maldonado, chiedetevi dove stava il giorno dell’arresto mentre aveva fermato la Ruta 40 con i suoi compagni del RAM. Chiedetevi perché un giovane di La Plata (Maldonado non è un Mapuche) prende e va vivere a El Bolsón e sposa la causa Mapuche unendosi ai RAM.

Chiedetevi se è giusto che i RAM assaltino l’estancia Benetton o i paesi della provincia di Chubut seminando il terrore tra la gente. Chiedetevi qual è il nesso tra le queste azioni e le loro rivendicazioni, chiedetevi perché i RAM girano incappucciati vandalizzando tutto (loro che vivono nelle baracche e di sussistenza nelle steppe patagoniche), perché il Cabildo è stato ancora una volta devastato, perché non sanno fare una protesta pacifica…

Volete davvero che questo genere di persone abbia carta libera nel vostro paese? 

L’opinione è divisa: (1) Maldonado è stato sequestrato e ucciso dalla Gendarmeria perché questo governo è cattivo OPPURE (2) Maldonado è stato nascosto dai peronisti/dai RAM per poter sostenere la (1)?

Maldonado è vivo? Maldonado stava manifestando con i RAM il 1° agosto? Maldonado è stato arrestato?


Antonia

Oggi hanno arrestato la figlia di un attore che aveva minacciato la bambina del presidente, Antonia, via Twitter, con un messaggio che non lasciava dubbi:

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La figlia di Antonio Macri e Juliana Awada ha 4 anni. Come si può scrivere queste cose a una bambina? Che colpa ne ha lei? E non crediate che sia solo un caso isolato di una persona squilibrata… qui la politica è fanatismo e non avete idea di quanto siano fondamentalisti i peronisti. Hanno letteralmente le fette di salame sugli occhi e non c’è prova o discorso che possa anche solo scalfire le loro idee.

La politica argentina non ha niente a che vedere con il modo di fare politica in Italia, è più simile al conflitto arabo-israeliano.

Per cui, se vi trovate di passaggio in Argentina o se decidete di trasferirvi qui, ascoltate un buon consiglio: fatevi i cavoli vostri. Statevene tappati in casa quando ci sono le manifestazioni. Correte dall’altra parte se incappate in una marcia.


Le donne della politica con palle di cannone

Bisogna riconoscere una cosa: le donne nella politica Argentina hanno una maggior voce che in Italia. Peccato che a volte è la voce di un camionista.

Se Sgarbi e la Mussolini facessero un figlio, sarebbe probabilmente più pacato di queste tre figure della politica argentina: Cristina Fernandez de Kirchner (ex presidenta, peronista), Hebe de Bonafini (presidente dell’associazione Madres de Plaza de Mayo, fervente peronista) e Milagro Sala (presidente dell’associazione Tupac Amaru, populista).

In generale, queste tre donne hanno tutte in comune quattro elementi:

  1. dicono di stare dalla parte dei deboli (classe bassa, indigeni, madri dei desaparecidos)
  2. sono accusate di aver rubato i fondi statali destinati a tali categorie
  3. parlano come camionisti
  4. sono nate povere e ora sono ricche.

 

2 pensieri su “Fair play

  1. Accidenti, hai ragione quando dici che forse è meglio tenerci i nostri politici ladri; non fanno nulla, il che forse potrebbe essere positivo, nel senso che almeno non fanno male. però il rischio è che dietro l’angolo ci sia qualcuno pronto a riempire quel nulla… comunque, la situazione argentina mi fa paura, non so come fai a decidere di rimanere..

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