Aliens!

Ovvero: la formazione scolastica in Argentina

Queste ve le devo raccontare perché ancora non ci credo neppure io. È successo che ho una alunna con un figlio adolescente che frequenta un collegio bilingue privato e ogni tanto mi racconta di cosa succede nelle classi delle superiori argentine. Un’altra mia alunna è un ex professoressa di matematica della scuola media pubblica, per cui mi riferisce come funziona negli istituti statali. Ecco cosa ho scoperto!


 

Prima differenza: si può prendere 10 e il 7 è considerato un cattivo voto. Ai miei tempi (che vecchia che sono se parlo così!) il 10 era come il sole; ciò a cui tutti dovevano aspirare ma nessuno poteva raggiungere. In cinque anni di liceo scientifico ho visto un solo 9,5 e me lo ricordo ancora adesso (e i miei compagni anche). In più, il 10 significava che ne sapevi quanto il professore, per cui era semplicemente impossibile e inconcepibile.

Ho spiegato questo fatto alla mia alunna col figlio adolescente e lei mi ha detto: ma se uno fa tutto il compito giusto, come fai a non dargli 10? Ho tre risposte:

  1. se uno dà tutte le risposte giuste, forse il compito è troppo facile. Un test a crocette non è un vero compito in classe, dai!
  2. se dai 10, l’alunno non è motivato a fare ancora meglio.
  3. nel mondo lavorativo il 10 non esiste, quindi non dovrebbe esistere neanche in quello scolastico.

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Seconda differenza: c’è una festa di maturità extra-scolastica. Le scuole organizzano tutte i viajes de egresados (anche alle medie), una sorta di gita di fine anno per celebrare la fine di un ciclo scolastico. Mi risulta difficile comprendere come sia possibile sapere in anticipo che saranno tutti promossi, dovrò indagare…

Chi frequenta le scuole private ha inoltre una seconda festa, organizzata dagli alunni e dai genitori (senza il coinvolgimento della scuola) che consiste in un viaggio in una meta turistica (meglio se all’estero) della durata inferiore alla settimana. La classe della mia alunna andrà in Brasile e a ogni partecipante è richiesto di pagare quasi 2000 USD tra volo, albergo, tendone per le feste (!), cibi, bevande. Alcuni genitori andranno con i ragazzi per supervisionare la festa e hanno creato un gruppo WhatsApp in quarta superiore per organizzare il viaggio che faranno i figli in quinta!

E la follia non finisce qui: gli egresados avranno anche un outfit creato per l’occasione, che può andare da una semplice felpa con su scritto il nome (più di frequente il soprannome), egresados, l’anno della maturità e lo stemma della scuola, a interi completi da sci (se la vacanza sarà in montagna).

Io dopo la maturità feci il primo viaggio all’estero da sola (ero con un amico della mia età, ma niente genitori): andammo in Scozia e a Londra e fu drammatico. Senza un soldo, senza capire la lingua e senza aver mai viaggiato non vedevamo l’ora di tornare a casa, al punto che abbiamo anticipato il volo di rientro in Italia.

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Terza differenza: i voti sono considerati diseducativi. Questo punto è proprio dolente: dare i voti è considerato controproducente, avvilente e discriminatorio. Insomma, pedagogicamente parlando, la cosa peggiore che un insegnante possa fare è dare un voto! La filosofia dietro a tale affermazione è che bisogna premiare l’impegno, indipendentemente dal risultato, e che non bisogna creare differenze tra gli alunni. In pratica, l’insegnante fa un segno di visto (una V tipo il simbolo della Nike) senza segnare le correzioni: sarebbe troppo avvilente.

Mi aspetto a breve l’introduzione delle faccine al posto del segno “vistato”. Sono più allegre, no?

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Quarta differenza: la penna rossa? È considerata aggressiva. A questa non ci volevo credere: pare che gli insegnanti argentini abbiano abbandonato la penna rossa da almeno due decadi: una circolare ministeriale giudicava il rosso un colore troppo aggressivo. È stata sostituita dalla penna verde! Ma il verde non è il colore associato alle risposte corrette? Va bene anche se è sbagliato…

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7 pensieri su “Aliens!

  1. Quando andavo al liceo il voto massimo era 8, se lo prendevi eri un mito.
    Una volta l’ho conseguito in un tema di italiano, mi pareva di aver vinto il premio Strega.
    Un’altra volta la prof di inglese mi ha dato 9 in non mi ricordo nemmeno che prova… i miei compagni mi hanno esclusa dal giro per il resto dei miei giorni.
    Il 10 l’ho preso in pagella in educazione fisica per essermi classificata alle finali nazionali di corsa campestre ma la prof me lo ha rinfacciato per il resto dei miei giorni perché totalmente incapace a giocare a pallavolo….

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    1. Anche da noi, il 6 era “sufficiente”, il 7 “buono” e l’8 “ottimo”. Qualsiasi voto al di sopra era da considerarsi eccezionale, irripetibile, leggendario. Però osservando il tabellone dei voti di fine anno di tutta la scuola si vedeva che in altre sezioni, in genere quelle “giovani”, con le lettere basse dell’alfabeto (dalla F in giù), i voti erano più alti e gli studenti meno stressati rispetto a noi (inutile dire che io ero nella sezione A).

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