Medici e medicinali in Argentina

C’è un piccolo riquadro di WordPress che mi dice con quali parole chiave sono arrivati sul mio blog i lettori di oggi. La maggior parte cerca informazioni sulla carne, qualcuno sullo spagnolo e altri sul turismo.

Oggi è arrivato qualcuno che cercava il prontuario farmaceutico argentino. Una domanda lecita, per cui ho deciso di scrivere un post per rispondere!

Farmaci

Ci sono diversi prontuari farmaceutici online, tra cui il prontuario ufficiale di ANMAT, che si chiama Vademecum Nacional de Medicamentos (VNM) dove è indicato anche il prezzo dei farmaci.

Su quest’altro sito, invece, ci sono informazioni più complete sul produttore del farmaco (indirizzo e sito web).

Sul sito ufficiale di ANMAT potete consultare, a destra, l’elenco dei farmaci attualmente non disponibili (faltante de medicamentos).

Come in Italia, alcuni farmaci sono venduti solo dietro ricetta. Per sapere quando è necessaria la prescrizione medica, consultate il VNM linkato sopra e fate clic sulla lente d’ingrandimento alla destra della riga del farmaco che vi interessa: si aprirà una scheda completa dove troverete questa voce qualora sia necessaria la ricetta:

Condición de Expendio:
BAJO RECETA (USO EXCLUSIVO PROFESIONAL)

Oppure questa riga se è un farmaco da banco:

Condición de Expendio:
VENTA LIBRE

NOTA BENE: sono accettate solo le ricette dei medici argentini. Se avete bisogno di farvi prescrivere dei farmaci regolarmente, potete chiedere al vostro medico italiano di scrivere una lettera al collega argentino spiegando cosa vi serve, la dose e perché. Il consiglio è sempre quello di portarsi tutto da casa.

Infine, in Argentina le droghe leggere (oppiacei) e pesanti sono illegali, sebbene non sia raro sentire l’odore di spinello (porro) per strada.

Piccola nota linguistica: la parola droga si usa sia per indicare un principio farmacologico che una sostanza illegale, mentre la parola falopa è l’equivalente della nostra “roba” usata per alludere a sostanze illegali esclusivamente.

drmario

Medici

Il servizio sanitario argentino funziona un po’ come quello italiano: in caso di emergenza/urgenza le cure sono gratuite e garantite a tutti nelle strutture pubbliche, ma le condizioni degli ospedali pubblici argentini possono variare enormemente tra ospedale e ospedale e, in generale, sono molto carenti.

Se volete andare in un ospedale o uno studio privato, potete tranquillamente farlo: dovrete solo pagare il conto. Se per una visita medica qualsiasi (ad esempio per un otite) potreste cavarvela con €50, in caso di ricovero, operazioni chirurgiche o molti esami, preparatevi ad aprire il portafoglio. Non costa caro come negli Stati Uniti, ma non sono cure regalate. A occhio e croce, costeranno poco meno che in Italia (mi riferisco al settore privato esclusivamente).

In alternativa, se avete in programma di restare a lungo in Argentina potrebbe convenirvi stipulare un’assicurazione medica con una obra social locale. Pagando una quota mensile riceverete alcune visite di base gratuite e la copertura quasi totale in caso di ricovero. Esistono vari piani il cui costo varia a seconda dell’età dell’assicurato e della copertura scelta. Non è necessario essere residenti in Argentina per stipulare un’assicurazione privata. All’obra social non gliene può fregare di meno del vostro status legale o illegale nel paese: basta che paghiate.

Va detto che l’iter per sottoscrivere un’assicurazione medica è abbastanza lunghino (3-4 settimane), per cui ne vale la pena solo se resterete qui per qualche mese: si parte con un colloquio con l’agente commerciale, se venite preliminarmente accettati dovrete sottoporvi a una visita medica generica e quindi scegliere un medico di base (medico de cabecera). Una volta arruolati dovrete pagare mensilmente una quota, più gli eventuali extra non coperti o solo parzialmente coperti dal vostro piano assicurativo. Se viaggiate all’estero questa copertura non è valida, ma potete sottoscrivere una polizza assicurativa di viaggio tramite l’obra social (pagando). In caso di prolungata assenza dall’Argentina potrebbe esservi consentito sospendere l’assicurazione: continuerete a pagare la quota mensile, ma decurtata di circa il 50%. In alternativa potete disdire (dar de baja) del tutto la vostra copertura, ma se tornate nel Paese e volete sottoscriverne una nuova, dovrete ripercorrere tutto l’iter di accettazione con l’obra social.

Sulla convenienza economica dell’obra social è difficile pronunciarsi per via dell’inflazione e del cambio molto variabili. Nel 2014 pagavo circa €40 al mese, adesso (2017) oltre €100 al mese.

 

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