Di foglia in voglia

Grazie a Facebook mantengo tutti i contatti con amici e parenti in Italia. Sempre grazie a Facebook, mi arrivano anche le notizie locali, sia tramite i giornali della zona sia attraverso i gruppi di Facebook dedicati a questo o quel paese. Non so se anche per il vostro è stato creato un gruppo Sei di Vattelapesca se…

Anche in Argentina sono popolarissimi questi gruppi, dove la gente posta fotografie degli scorci più belli e ringraziamenti pubblici verso la città per i bei momenti e ricordi che regala. In Italia, invece, la gente usa le pagine di Facebook come muro del pianto su cui appiccicare cicche virtuali, scrivere graffiti e in generale lamentarsi delle persone che abitano nel posto in questione o dell’amministrazione.

Sia chiaro, ogni tanto anche nei gruppi argentini capitano i post di lamentele o che avvisano di crimini, ma l’atteggiamento si può riassumere come segue:

Post di avviso crimine a Buenos Aires: Vicini, attenzione! Ieri sera alle 2 di notte due persone sono entrate in una casa nei pressi di… e hanno svaligiato tutto. La polizia è stata avvisata, ma per favore avvisatela anche voi se vedete dei movimenti sospetti.

Post di avviso crimine a Vattelapesca (Italia): Ieri sera due persone che non dico altre che sono un signore sono entrati nella casa dei miei genitori. Si sono portati via i gioielli di mia madre e altri cimeli di famiglia che erano della nostra famiglia da tre generazioni. Tre generazioni, capito? Mai capitato che li rubassero, invece adesso con gli immigrati e i comunisti che li difendono… Dove sono i Carabinieri? Sono pagati con le nostre tasse e non fanno niente! Abbiamo sporto regolare denuncia e ci hanno detto che erano stati segnalati altri furti nella zona. Dovrebbero avvisare i cittadini perché queste cose non succedano. Dove è l’amministrazione? Sanno solo prendere i soldi delle tasse. Auguro a questi figli di buona donna di soffrire e morire di cancro! Gli amministratori di questa pagina ci pensino bene prima di tirare via questo post… Chi sa capire capisce. 

Ho quindi scoperto che i miei vicini argentini saranno babbi, ma almeno sono pacifici e solidali. Invece i miei ex-vicini italiani sono rancorosi e pronti a sputare veleno, salvo poi fare i benpensanti di persona.

Gli esempi di post velenosi dei gruppi Sei di Vattelapesca se… (sì, plurale, perché ne hanno fatto pure un altro dopo che qualcuno si è risentito con l’amministratore del primo) sono molteplici: dai post velenosi contro chi abbandona le cacche di cane, a quelli contro l’amministrazione comunale che non ripara le buche, non sparge il sale, non ha l’area di sgambamento per cani (anche se in 10′ a piedi si arriva in campagna), non svuota i cestini, non organizza mai niente, organizza qualcosa e c’è rumore fino a tardi, organizza qualcosa ma finisce alle 22 e allora che senso ha…

C’è stato un post, di recente, che per me ha espresso tutta l’abissale distanza tra i paesani di Vattelapesca e gli abitanti di Buenos Aires.

A Vattelapesca ci sono gli alberi, che in autunno perdono le foglie. Siccome Vattelapesca è in Italia, le foglie non competono agli spazzini bensì alla squadra dell’ufficio tecnico comunale (o altra definizione burocratica cangiante). Il cittadino zelante di Vattelapesca, che chiameremo Ciccadino scrive un post al veleno per “denunciare” (cito) che in via Italia non sono state raccolte le foglie, mentre nella via vicina sì. Tolto che sarebbe più utile che Ciccadino telefonasse in Comune anziché scrivere fantomatiche “denunce” su Facebook, come peraltro gli viene suggerito da altri membri della pagina, Ciccadino non si limita a segnalare la cosa. No, lui la denuncia e chiede, insinuando con i modali paesanotti che lo caratterizzano, se nell’altra via le foglie sono state raccolte perché ci abita qualcuno “con amicizie”… forse un assessore?, il sindaco? Del resto, conosciamo tutti il detto “Non si muova foglia che dio non voglia”.

Insomma, robe di alto livello…

Ne segue un’accesa diatriba. Siccome Vattelapesca ha diecimila abitanti, tutti sanno chi è la persona che si occupa dei lavori sul campo per l’ufficio tecnico del Comune. Qualcuno ne fa nome e cognome elogiandone l’operato. Ma Ciccadino, un po’ piccato per essere stato deriso per il suo post, rincara la dose dicendo di non conoscere il signore in questione (come se fosse una vicenda personale) e che comunque è pagato con le sue tasse e non sta facendo il suo lavoro. Punto. Non importa se magari il signor Foglia è l’unico addetto a questo e altri compiti. Non importa se il signor Foglia sta facendo del suo meglio per cercare di accontentare tutti, mica che gli si rimproveri di dare precedenza alle foglie anziché alle giostre dei bambini che devono essere ridipinte.

Il giorno seguente, qualcuno, convinto di mettere a tacere la questione, fotografa il signor Foglia mentre raccoglie le famigerate foglie nella via di Ciccadino e le carica sul furgoncino dell’Ufficio Tecnico comunale. Le foto vengono pubblicate nel post della discordia, con buone intenzioni: mettere a tacere Ciccadino e fargli vedere che basta avvisare la gente giusta e il Comune provvede.

Ciccadino, che – diciamocelo – è proprio stronzo, replica che non dovrebbe neanche essere necessario avvisare il Comune, altrimenti cosa devono fare i cittadini? Il lavoro del Comune?! Il Comune deve controllare queste cose, non i ciccadini come lui (poveri…)

Interviene un altro zelante cittadino, che chiameremo Cittaddito, che denuncia la violazione della privacy del signor Foglia: sciorina articoli del codice civile e dà del Lei con la maiuscola per sembrare un luminare del diritto… L’autrice della foto lo placa dicendo che il signor Foglia aveva acconsentito alla foto e alla sua pubblicazione.

Cittaddito pretende di vedere il modulo di consenso firmato dal signor Foglia e si perde in altre disquisizioni giuridiche circa il valore di un’autorizzazione verbale.

Ciccadino si riappropria della discussione e torna all’attacco giudicando “improprio” il farsi fare una foto durante l’espletamento delle sue normali mansioni e pretendere gli applausi.

Nessuno pensa a come possa sentirsi il signor Foglia, che magari è pure nel gruppo, sapendo che i cittadini di Vattelapesca hanno una così bassa considerazione di lui e del suo lavoro.

Ciccadino ha il profilo pubblico e ha scritto in che via abita. Ho visto le sue foto, sua moglie e le sue figlie. So dove è andato in vacanza, dove è nato e che è a Vattelapesca da due anni. Se io fossi il signor Foglia, a Ciccadino gli farei una sorpresa…

Ciccadino, Cittadito e tutti gli altri sono personaggi veri, per fortuna ormai lontani dalla mia vita.

6 pensieri su “Di foglia in voglia

  1. Ahahahahah verità assoluta!!! Sulla pagina del paese dove vivo c’è in atto una diatriba sulla poca efficienza nella pulizia delle strade dalla neve. Io avrei più da ridire sul modo di guidare delle persone (incivili anche in questo) ma è sempre troppo facile puntare il dito verso gli altri 😉

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    1. Nel gruppo di Vattelapesca si lamentano della velocità, ma anche dei dossi (rallentano le ambulanze, le auto fanno più casino quando passano). Non c’è scampo!

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  2. In Italia siamo stressati e ci stiamo incattivendo con tutti… O meglio fanno di tutto per farci incattivire, a partire dai media! Ti racconto questo aneddoto: nel palazzo dove lavoro ci sono diversi uffici pubblici, tra cui l’ufficio immigrati del comune. Quando è aperto ci trovi famiglie con bambini piccoli, coppie giovani e altre persone di decine di nazionalità differenti, alcuni mi immagino anche con problemi gravi. Sono (quasi) tutti educati, gentili, sorridenti, direi perfino…sereni! Al piano di sotto invece c’è l’ufficio INPS frequentato quasi esclusivamente da pensionati italiani… Indovina in quale ufficio imprecano, si lamentano, urlano e sono sempre arrabbiati?

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    1. Questa aggressività è stato uno dei motivi per cui me ne sono andata. Ogni cosa, anche minima, andava affrontata sul piede di guerra. Qui l’atteggiamento è molto diverso. Dopo 4 anni ancora mi sorprendo per la gentilezza. Siccome voglio che perduri, sempre ringrazio e faccio capire che apprezzo il trattamento gentile che ho ricevuto (dico sempre “muy amable”)

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  3. Non c’è nulla da dire, uno dei piacevoli ricordi che ho dell’ Argentina è proprio il calore e la gentilezza della gente, mi sentivo quasi a disagio essendo abituato nel nord Italia.

    C’è da dire che pero’, dico forse, alcuni dei problemi “strutturali” dell Argentina e dei suoi abitanti, siano proprio dovuti al fatto, che piuttosto che vivere in modo un pelo “stressato”, preferiscono affrontare tutto con leggerezza, senza prendersela mai, Senza entrare a fondo nei problemi,

    Preferiscono vivere leggeri, e da un lato li comprendo pure.

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