Appropriazione culturale

Fa furore tra i miei contatti argentini questo video che parla di appropriazione culturale. Ma cosa significa? Significa che se vi fate i rasta, vi state appropriando di una cultura che non è la vostra. E il tatuaggio geometrico per fare gli originali? A meno che non siate Maori, non dovreste! Cosa dire delle vostre mosse di ballo? Probabilmente state emulando una tribù senza saperlo.

È un tema controverso di cui anche Netflix sta pagando lo scotto dopo aver reso disponibile sulla propria piattaforma il documentario The Rachel Divide che parla della storia di Rachel Dolezal, una donna bianca che si è fatta portavoce degli afroamericani. Il suo crimine? Avere adottato le pettinature afro, i vestiti afro, essersi messa creme abbronzanti e avere rivestito incarichi politici grazie alla sua posizione di spicco come rappresentante dei diritti degli afroamericani. Lei ha dichiarato di sentirsi trans-razziale.

main-rachel-dolezal

Probabilmente la mia opinione è influenzata dal fatto che noi ricchi occidentali possiamo venire a contatto con una miriade di informazioni culturali, al punto che non ne facciamo distinzione. Mentre chi ha conosciuto solo una cultura (la propria) si offende se qualcuno estraneo a tale cultura ne usa certi elementi a sproposito.

Una mia conoscente d’infanzia s’è messa con un ragazzo africano, sono andati a convivere a Roma e frequentano gli amici di lui, anche loro africani. Lei si è fatta le treccine afro. È appropriazione culturale? Per me no, vuole solo inserirsi meglio in un ambiente in cui si trova bene. O magari lo fa solo per moda. Al massimo sembrerà un po’ pirla con le treccine afro a Roma, lei che è pallida come una mozzarella. Ma chi sono io per dirle come deve pettinarsi? Se sei felice con le treccine, fatti ‘ste treccine!

Nessuno si scandalizza quando le donne afroamericane si lisciano i capelli: perché dovremmo farlo quando una donna caucasica se li arriccia o se li intreccia?

Qui sopra: Kerry Washington e Reese Witherspoon con la stessa pettinatura.

Qualche mese fa sono andata in una piccola moschea a Mar del Plata. Non ero mai entrata in una moschea e all’inizio mi hanno fatto entrare così come ero (jeans lunghi e giacca a maniche lunghe, niente scolli e niente gioielli né smalti). Poi dopo una decina di minuti si è avvicinata una donna e mi ha chiesto, molto gentilmente, se volevo mettermi una tunica nera e coprirmi la testa con uno scialle. Le ho detto che non c’erano problemi e me li sono messi, anche se ovviamente non ne vedevo la necessità. Sarà stata appropriazione culturale forzosa? Io volevo solo essere cortese, dopo tutto ero nella loro moschea.

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