Una sfiga, due sfighe

Le sfighe non arrivano mai sole e con l’inverno piovoso porteño non tardano a presentarsi. L’anno che ne ho avute meno, nella prima casa argentina, c’era il riscaldamento che non funzionava. La caldaia andava, i termosifoni c’erano ma i tubi si erano tappati: da progetto dovevano fare il riscaldamento a pavimento, utilizzando tubi di plastica per acqua a temperature sotto i 30°C, ma poi hanno deciso di mettere i termosifoni utilizzando l’acqua a 60°C. Risultato: la plastica dei tubi si è deformata e non scorreva più acqua, tubi da cambiare e casa sottosopra. Avevamo imbiancato un mese prima ed eravamo in Argentina da neanche tre mesi. ¡Bienvenidos!

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La prima casa argentina era più o meno in queste condizioni…

Appaiata con questa sfida c’era l’umidità negli armadi, che qui sono solitamente a muro: il nostro piumino si è coperto di muffa. Per fortuna era dentro a una borsa di stoffa e l’umidità se l’è presa la borsa e non il piumino.

Nella casa numero due, nell’edificio gemello della casa numero uno, avevamo il riscaldamento che funzionava ma un problema di muffa ben più grave. A parte nell’armadio (sempre a muro), anche dietro al letto e dietro alla tenda blackout. Di notte il vetro semplice della finestra della camera si bagnava tutto e ogni mattina lo asciugavo religiosamente. Però per asciugarlo dovevo riavvolgere la tenda bagnata e quindi si formava la muffa mentre stava arrotolata di giorno. Se avete amici latinoamericani saprete che non c’è solo lo spagnolo a unirci dal Messico alla Terra del fuoco: la lavandina (candeggina) è l’alleata della vita latina. Per pulire la casa, per togliere la muffa, per disinfettare la verdura.

lavaymp1lLa lavandina ha un solo difetto: macchia impietosamente qualsiasi cosa. Anche se qualcuno è diventato creativo e ha deciso di recuperare i vestiti rovinati dalla candeggina dipingendoci su fiori, resta una gran rottura. Ho macchie ovunque: sul copriletto, sulle magliette, sui pantaloni… e persino sulle mutande (perché quando ti incazzi per le macchie ovunque, prendi la decisione drastica di usare la lavandina solo quando sei in mutande)!

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Nella casa numero tre, l’attuale, le sfighe sembrano essersi moltiplicate. Non abbiamo la muffa, ma quando piove si infiltra l’acqua e il muro è umido e il gesso si gonfia. E perde lo scaldabagno (termotanque), che era murato nel carton gesso perché tanto “ti dura dieci anni“. Ma non se non esegui la manutenzione annuale. E quindi è da cambiare. Ci sono voluti due idraulici per capire che era bucato, il primo diceva che il carton gesso si era bagnato per via della condensa (!) che faceva nel box di carton gesso. Ottimista come solo un argentino sa essere.

Il secondo ci ha detto di comprarne uno uguale, dimenticandosi di dirci che ne esistono di due tipi: da appendere, con manutenzione dal basso, e da appoggiare, con manutenzione dall’alto. Tenuto conto che il nostro scaldabagno è contro il soffitto, non era un dettaglio da poco! Tzé, bazzecole!

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Il problema della condensa sui vetri semplici (mai visti i doppi vetri in Argentina!) ce l’abbiamo anche nella terza casa, dove abbiamo un tetto di vetro sul terrazzo, in parte chiuso per ricavarne una stanza in più, per cui la condensa cade per terra. In pratica: piove dentro.

Alcuni problemi sono facilmente risolvibili: entrava acqua dalla finestra del soggiorno perché non avevano siliconato il vetro al telaio della finestra, un colpo di silicone e problema risolto. Altri problemi li abbiamo ereditati troppo tardi: non hanno siliconato il marmo della cucina e quindi ogni volta che si lavavano i piatti colava acqua nel mobile inferiore (sotto al lavandino) che ora è marcio e sta in piedi per miracolo.

Nella casa attuale, il riscaldamento è con le stufe a gas (tiro balanceado). A me sembra che la maggior parte del calore finisca fuori dalla casa (v. salida gas de combustión nell’immagine sotto) anziché nell’ambiente. Sono pericolose (non per gli argentini) e sono sottodimensionate per gli ambienti di casa nostra. Sembrano siano state installate giusto per dire che il riscaldamento c’è — il che sarebbe molto argentino, una vera gauchada. Per fortuna in questa casa ci sono anche le pompe di calore!

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Da quando sono in Argentina non sopporto più l’inverno e non è per il clima freddo e il cielo grigio e la pioggia, ma per gli inconvenienti nelle case argentine che sono fatte con il c…

Mancano 54 giorni all’inizio ufficiale della primavera.

 

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