P come…

Primavera. Quest’anno la primavera è arrivata ufficialmente ed effettivamente il 21 settembre. Una giornata improvvisamente caldissima, afosa e con poco sole. Via il piumino e largo al lenzuolo e basta.

Paro (sciopero). Domani 25 settembre il paese si ferma: trasporti, banche, ospedali, bar, negozi. Nessuno dovrà lavorare / lavorerà. Appuntamenti cancellati non solo per l’indisponibilità di autobus, metro e taxi, ma anche per il timore di episodi violenti in giro per la città.

Presidente. Macri è negli Stati Uniti a cercare di negoziare i tempi di rilascio del prestito che ha ottenuto qualche mese fa dal FMI e che in teoria ci dovrebbe salvare dal default. A seconda del giornale che uno legge, il default c’è già stato o sta per esserci e finiremo come il Venezuela o, ottimisticamente, come la Grecia.

pesos. La missione del presidente argentino in terra statunitense per convincere gli investitori a fidarsi (ancora una volta) dell’economia Argentina ha fatto riacquistare un 2% al pesos rispetto al dollaro. In altre parole, il cambio dollaro/pesos è sceso da 40 a 38. Tuttavia in giro ho visto fare tanti cambi diversi che è difficile sapere quale verrà applicato finché non avviene la transazione. Solita aleatorietà.

Ciononostante, il cambio improvvisamente alto da fine agosto ha dato un attimo di respiro agli expat e ai turisti, che ora possono spendere e spandere grazie al dollaro/euro forte. Ora che il caffè che è tornato a costare poco più di un euro, riesco a godermelo come non succedeva dal 2014.

pizza. Dopo anni di tentativi e lotte con i forni a gas delle case argentine, ho finalmente trovato il modo di fare una pizza decente in casa. Ho seguito questa ricetta di Viva La Focaccia e ho scoperto il trucco per una cottura che la renda croccante sul bordo: prima la cuocio sulla pietra refrattaria a metà forno e poi, quando è cotta bene la base, la passo due minuti nella asadera (cassetto alla base del forno a gas argentino) per un effetto grill. Finalmente posso dire che la pizza più buona di Buenos Aires si mangia a casa mia!

palestra. Una pizza perfetta è costata un mese di prove su prove per trovare la quantità di impasto, di salsa di pomodoro e di minuti in forno per un risultato ottimale. Il girovita ne ha risentito e siccome è iniziata la primavera si vede anche. Servirebbe proprio un periodo di palestra intensivo. Qui vicino c’è una palestra di cross fit dove fanno un programma di tonificazione intensivo, a cui è possibile abbinare anche la consulenza di un dietista per dimagrire. Consta di otto settimane di palestra, ma andandoci tre volte alla settimana o alle otto del mattino o alle otto di sera. Se salti due lezioni sei fuori. La cosa che non mi piace è che per fare riscaldamento fanno correre lungo l’Avenida nell’ora di punta tra autobus, pedoni, marciapiedi rotti e cacche di cane non mi ispira per nulla.

panico. Sono due settimane che la mia casella di posta elettronica langue e non sono entrata in panico. Anzi, non ci penso proprio e mi godo il tempo libero. Ho sentimenti ambigui verso questa mia indifferenza: mi sono localizzata al punto da sfuggire volentieri al lavoro oppure ho finalmente accettato uno dei vantaggi della mia condizione di freelance? Dopo quanto tempo è lecito o doveroso entrare in panico?

peanuts. C’è questo movimento, se così si può dire, di traduttori freelance che non vogliono essere pagati bruscolini per io loro lavoro. Curiosamente questa iniziativa è stata lanciata anni fa da un gruppo di italiani. Le stesse considerazioni valgono per tutti i freelancer, non solo per i traduttori. Più colloqui da freelancer faccio, più complimenti ricevo per il mio percorso… ma l’offerta è sempre per meno di 10 dollari all’ora. E chi li offre non vede il problema di pagare un lavoro qualificato come uno non qualificato. Anzi, cerca di vendertelo dicendoti che “lo fai comodamente da casa” e “la disponibilità la dai tu”. Vero, ma comunque anche se lo facessi full time non ci potrei campare. Di fronte a questo commento (che lo faccio, perché non ho niente da perderci) ti rispondono che puoi anche fare altro perché questo lavoro te lo permette. Insomma, il lavoro qualificato, quello per cui fai corsi su corsi e partecipi ad associazioni professionali ed eventi di aggiornamento, lo puoi fare nel tempo libero che ti lascia il tuo altro lavoro, quello che ti paga le bollette. Non ne usciamo più.

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