Wildly unpredictable

Non saprei che altre parole utilizzare per descrivere l’economia argentina. In questo periodo tumultuoso, nessuno già parla più del come siamo arrivati a questa situazione e tutti si concentrano sul predire quanto durerà / quando scoppierà.

Il balzo nel cambio pesos/dollaro (e di riflesso pesos/euro) sta mettendo a dura prova l’economia locale. Per ora non ho visto cambi drammatici e faccio la stessa vita di sempre: ci sono ancora gli stessi prodotti al supermercato, inclusi quelli importati. Le merci hanno continuato a salire di prezzo, ma questo è sempre avvenuto anche con il cambio stabile, solo che i balzi sono diventati più importanti, sebbene, come al solito, sono disomogenei. Io credo che nessuno si metta a ritoccare i prezzi con la calcolatrice alla mano, lo fanno a sentimento. Certi prodotti sono aumentati di più, altri di meno.

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Ecco, a me questo aspetto “emotivo” dell’economia me la fa declassare a una non-scienza: finché si tratta di numeri, tutto bene. Ma quando poi entra in gioco la psicologia del consumatore, il pessimismo del produttore, le strategie di mercato, gli interventi della politica per calmierare i prezzi e controllare il cambio…

Se ci fosse una formula comprovata per tenere a bada l’inflazione, forse saremmo salvi. Ma nonostante ci siano economie che, pur non essendo perfette, funzionano, in Argentina non si riescono a implementare. Perché? La mia personalissima opinione è che il motivo sia meramente umano: le persone non si fidano del sistema bancario, le persone non si fidano dei politici, le persone non credono nella giustizia. E hanno ragione perché qui è storicamente provato che banche, governi e giudici hanno fregato e abbandonato i cittadini in più occasioni: per esempio hanno impedito alla gente di prelevare denaro dai conti correnti, hanno convertito i saldi in dollari in pesos, hanno impedito di risparmiare in dollari, hanno rubato nelle cassette di sicurezza, hanno rimesso in libertà ladri e assassini, hanno persino lasciato morire di vecchiaia i gerarchi della dittatura militare da tanto hanno allungato i tempi dei processi per i desaparecidos.


Per chi guadagna in dollari questo salto nel cambio gioca a favore – infatti anche tra i lettori del blog diversi commenti parlavano di quanto fosse cara l’Argentina rispetto all’Europa, a fronte di una qualità dei prodotti e dei servizi alquanto inferiore. Ma per chi guadagna in pesos, è un dramma.

I soldi che non bastano, le rate dei mutui che salgono vertiginosamente (una rata di 500 euro al mese a luglio equivaleva a 18.500 pesos, mentre adesso a 23.500 pesos) e tutte le uscite di una famiglia tipo che a loro volta salgono in modo imprevedibile: l’assicurazione sanitaria, le spese di condominio, la scuola privata, le attività sportive, le bollette. E addio vacanze all’estero. Gli effetti della crisi del pesos si sono visti anche nel settore del turismo: i turisti cileni hanno invaso Mendoza e in Uruguay, invece, se la passeranno male perché quest’anno i turisti argentini non sbarcheranno a fiotti sulle spiagge al di là del Rio de la Plata.

Per chi guadagna in valuta straniera questo è un buon momento per spendere: i prezzi in pesos non hanno ancora tenuto il passo con l’aumento del cambio, per cui si risparmia. Siamo a primavera e la stagione turistica è appena iniziata: se avevate in mente di visitare l’Argentina, fateci un pensiero.

Anche se visti i tumulti degli ultimi giorni nel cambio, non aspettatevi di vedere applicato esattamente il cambio pubblicizzato sui giornali. Quando cambiate i soldi vi faranno il cambio che vogliono, sempre a sentimento. Per esempio con il cambio col dollaro ufficialmente a 40 (questo martedì), sul circuito informale lo davano a 38,9 ma nella cueva cambiavano di fatto a 36,8 e sui circuiti di pagamento delle carte di credito hanno applicato un cambio del 37,2-38,7 a seconda dell’ora della giornata.

Quale che sia il cambio, non toglie che le poche attività che svolgo localmente sono diventate così di poco conto rispetto al lavoro online, che non vedo l’ora di portarle a termine. Stupidamente avevo fissato un prezzo mensile quando il cambio era stabile (come lo è stato negli ultimi tre anni), peraltro un prezzo bassino per allinearmi al mercato locale, e adesso mi ritrovo a lavorare per due soldi e ad avere un impegno fisso sul calendario. Questo mi porta su una strada di pensiero negativo: se guadagno meno, abbasso la qualità (e ci aggiungo anche: eccheccazzo!). E mi scopro argentina al 100%!

Anche ad aumentare le mie tariffe in pesos, non posso tenere il passo con l’inflazione: se un’ora del mio lavoro vale X euro, quando converto questo importo in pesos non posso aumentarlo così tanto da un giorno all’altro per tenere il passo con il cambio: a chi ti chiede un preventivo per la prima volta puoi sparare la cifra che vuoi, ma il cliente ricorrente si rende conto dell’aumento e ti dice, anche solo per un aumento di 100 pesos (poco più di 2 euro al cambio corrente) “Ma come, non era 1000 pesos?” e tu devi fare la faccia di bronzo e dire “Sì, pero éste es el precio actualizado“. Quell’attimo di silenzio della faccia di bronzo non sapete come mi costi: poi lo rivivo per giorni e giorni. A me sembra una ladrata e non importa quanto mi ripeta che è culturale e che qui la gente se lo aspetta (ma ti fa sempre la domanda di rito per farti sentire in colpa), e che essere professionali significa anche non svendersi e lavorare per un onorario che si ritiene giusto per il servizio offerto.

Dopo una parentesi di due anni in cui ho accettato qualche progetto locale pagato in pesos, è già ora di ritrarsi e tornare nella bolla dell’expat a tempo pieno e di comprare a rate: una rata di 450 pesos che oggi equivale a 10 euro, mi costerà sempre meno euro.

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Foto esposta nella 29a Muestra anual de fotoperiodismo argentino de ARGRA

 

2 pensieri su “Wildly unpredictable

    1. Sto odiando in silenzio i clienti argentini con cui ho pattuito un prezzo in pesos mesi fa. O così o aggiorno i prezzi, ma con un aggiornamento comunque insoddisfacente rispetto all’equivalente in euro iniziale. Oppure aggiorno come mi sento sia giusto (secondo il cambio) e al 99% mi sfanculano.

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