Tornare in Argentina

Sebbene la maggior parte degli argentini che incontro non vedano l’ora di andarsene dal Paese (ma farlo è un altro paio di maniche), ne ho conosciuti anche alcuni che sognano di tornare a viverci. Ho pensato di mettere nero su bianco qualche consiglio pratico. Come sempre, le informazioni possono variare nel tempo, per cui verificate tutto quando siete decisi a compiere il grande passo.

Ritornare in Argentina

Tornare in Argentina è facilissimo se siete cittadini argentini. In più, se vi fate ritorno dopo almeno due anni di assenza dal Paese, potete portarvi dietro i vostri beni personali senza pagare imposte sull’importazione. Contattate il vostro consolato argentino per sapere i dettagli, iniziate leggendo qui. La pratica costa, nel complesso, un centinaio di euro e bisogna portare una distinta dei colli con indicato il contenuto di ciascuna scatola e vari certificati. I beni devono essere personali e avere almeno 6 mesi. Niente cibo e niente consumabili. È possibile portarsi anche un veicolo ma è così costoso che è sconsigliato persino dal consolato.

Documenti argentini

I documenti argentini (patente, DNI, passaporto) si possono fare sia all’estero tramite il consolato argentino, sia in Argentina. Se fatti tramite consolato, i costi sono molto elevati ed in euro. Se fatti in Argentina, si pagano pochi soldi. Attenzione: dal 2019 per rinnovare i documenti in Argentina bisognerà presentare un certificato di vaccinazione. Se avete fatto i vaccini in Italia, contattate la vostra ASL per sapere come ottenere il certificato di vaccinazione internazionale, un documento plurilingue dove sono riportate tutti i vaccini ricevuti. Recatevi con tutti i certificati di vaccinazione che avete, le informazioni verranno trascritte su un unico modulo plurilingue. Se avete ricevuto i vaccini in Argentina, portatevi dietro il Carnet Único de Vacunación (CUV) o i singoli certificati di vaccinazione.

Trasloco internazionale

In Argentina le cose di qualità costano e la scelta è molto minore che in Europa, specie quando si tratta di elettrodomestici. Se avete solo vestiti, vi conviene comprare delle valigie e imbarcare tutto come bagaglio extra sull’aereo. Se avete anche oggetti ingombranti, dovrete utilizzare uno spedizioniere internazionale. Avete due opzioni: 1) affittare un container o parte di un container, dove la merce è sfusa o in casse; 2) spedire la merce su pallet. Spedire 3-4 pallet vi costa quanto spedire mezzo container, ma attenzione: il costo della movimentazione e consegna a domicilio di un container è molto più elevato di quello di un pallet. Se optate per un pallet, assicuratevi di utilizzare un europallet fumigato (presenta il simbolo della spiga). Se vicino a voi ci sono delle ditte all’ingrosso, potrebbero venderveli per pochi euro (meno di 10 euro per pallet).

Risultati immagini per europallet fumigato

Inscatolate il più possibile facendo scatole omogenee: vestiti, oggetti, stoviglie, scarpe, elettronica. Tenete una distinta di tutti i colli, che dovrete numerare: sulla distinta scrivete il contenuto sia in italiano che in spagnolo.

Trovate uno spedizioniere italiano che operi verso il porto di Buenos Aires e procuratevi uno sdoganatore argentino: noi abbiamo usato LiberLine e ci siamo trovati benissimo. Potete anche optare per una soluzione completa porta-a-porta ma vi costerà molto di più e con un po’ di sbattimento telefonico potete risparmiare qualche migliaio di dollari. Chiedete vari preventivi e fatevi un’idea di come lavora ciascuna azienda parlandoci al telefono.

La traversata via nave dura una decina di giorni, ma dal prelievo presso il vostro domicilio italiano allo sdoganamento presso il porto di Buenos Aires passano circa venti giorni, se tutto è in ordine. Per questo è importante scegliere bene lo sdoganatore: se è del luogo saprà come muoversi. Ricordate che ogni giorno che la merce è ferma presso il porto di Buenos Aires vi costa carissimo. L’ispezione doganale consiste nell’apertura casuale delle scatole per verificare che il contenuto corrisponda a quanto dichiarato sulla distinta.

NOTA BENE: solo i residenti in Argentina e i cittadini argentini possono importare i propri beni nel Paese. Se arrivate come turisti, la merce verrà bloccata in dogana fino a quando non presenterete i documenti che dimostrino il vostro diritto a vivere in Argentina. Ogni giorno in dogana può costare anche 100 USD, a seconda del numero di colli.

Cosa conviene portare

Elettrodomestici, sia piccoli che grandi, specie se vi piacciono le cose moderne. Certo, le lavatrici si trovano anche in Argentina, ma se volete una lavasciuga di ultima generazione, preparatevi a sborsare anche il 50% in più che in Italia, sempre che la troviate.
Consolatevi pensando che qui si ripara e si vende tutto, ma per stare sicuri potete assicurarvi di portare elettrodomestici di una marca presente anche in Argentina, così se dovessero rompersi potrete procurarvi i ricambi originali. Per farvi un’idea dei modelli e dei prezzi degli elettrodomestici in Argentina, consultate i siti web delle principali catene di elettronica: Frávega, Musimundo, Falabella, Rodo, Tio Musa, Casa del Audio, Garbarino.

Biancheria per la casa: sembra assurdo ma anche le migliori lenzuola argentine non reggono il moccolo a quelle medie italiane. E costano molto care, a confronto. I materassi argentini misurano come quelli italiani, con larghezze dai 140 ai 200 cm. I cuscini si trovano sia grandi che piccoli, ma quelli in vera piuma sono una rarità e molto cari. Arredo, Home Collection e Falabella sono i negozi considerati di fascia alta per la biancheria per la casa.

Vestiti: l’offerta in Argentina è alquanto limitata e le marche internazionali che in Italia sono considerate di fascia medio-bassa qui diventano un lusso. Praticamente assenti i grandi marchi della moda come Valentino, Armani, Prada, Gucci. Abbiamo Zara, ma è carissimo. Se invece vi piace vestire di seconda mano, qui l’offerta è molto ampia.

Elettronica di consumo. Avete un computer vecchio e aspettate che muoia per sostituirlo? Se state per trasferirvi in Argentina, vi conviene acquistarlo prima del trasloco. Ricordatevi di dichiararlo sulla distinta. Idem per il cellulare, gli accessori di elettronica, da ufficio, ecc.

Varie. Tenete presente che qui non c’è IKEA ad arredarvi la casa con due spicci. Dovrete andare in piccoli negozi e sperare di trovare quel che vi serve. L’assortimento non è molto e in genere la qualità delle cose è scarsa. Con qualità delle cose intendo la qualità delle plastiche, il loro spessore, il design, l’assortimento di modelli e colori. Rimpiango ancora di non avere portato l’asse da stiro: preso in Italia a 30 euro di Vileda, qui è introvabile un prodotto della stessa qualità. Se poi vi piacciono i prodotti salvaspazio di lusso tipo Foppapedretti, sappiate che qui non esistono.

Se portate molti elettrodomestici con la spina italiana a tre poli o schuko, non dimenticatevi di portarvi delle ciabatte elettriche e degli adattatori. In Argentina si usa la presa di tipo I ma molte case hanno le prese europee a due poli (sottili). Gli adattatori per le schuko che vendono qui non hanno la terra (!).

E qualche consiglio personale…

L’Argentina non è l’Europa né gli Stati Uniti. Evitate di raccontare in giro come le cose funzionino diversamente da dove venite voi: non serve a niente e indispone chi vi sta davanti. Comprensibilmente.

Mettetevi in testa che le cose sono cambiate da quando voi avete vissuto in Argentina. Se tornate dopo decadi e magari siete partiti da bambini, tenete presente che la realtà che osservavate da piccoli non è quella con cui dovete convivere da adulti.

Siate gentili e non fate i puntigliosi. Ironie, minacce di parlare con i superiori o di presentare reclami o denunce, alzare la voce, fare i sotutto e cercare la solidarietà del pubblico sono molto controproducenti.

Siate cauti e prevenuti per tutte le storie dell’orrore che vi hanno raccontato e che avete letto su Internet, a ragione, ma sappiate accogliere a braccia aperte le bellezze della vita in Argentina, quando vi capitano. Ce ne sono! 😉

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