Geologia

Magari un giorno ci saranno i geologi di internet ed eseguiranno la datazione per ere geologiche virtuali. Scopriranno che l’apripista di Lercio e di Commenti Memoriabili era Bruzzi*, che l’ADSL ha portato Internet a tutti e tutti su Internet, e che grazie a Internet ci sono più malati ma non si sa perché autodiagnosticati su Google o semplicemente perché su internet riescono a farsi conoscere.

Bruzzi era un ragazzo che aveva fatto un sito molto irriverente e divertente, http://www.bruzzi.com, dove le barbie facevano festini porno fumando spinelli, il pollo spennato di una famosa marca veniva ritratto come un pube femminile, dove vivevano i personaggi virtuali da lui creati di Alessia e Federica e altre cose che ora darebbero origine a una sfilza di hashtag e tweet indignati…
Più tradizionalmente, dato che all’epoca non esistevano né gli hashtag né i tweet, il Bruzzi si è beccato una sfilza di denunce che lo hanno portato a chiudere il sito e sparire dalla rete. Io lo considero un precursore dei tempi, una sorta di Giordano Bruno della satira su Internet.
Ma nella rete ci ricordiamo di lui: Giovanni Bruzzichelli da Milano, autore del primo sito con lo “Sgurz” (che cosa fosse, era di libera interpretazione), dove sei? Se lo chiedono molti dinosauri della rete, tra cui il Maranza — che anche lui raggiunse un discreto successo (da notare i recapiti su http://www.maranza.com: ID di messenger e UIN di ICQ).

L’epoca di Bruzzi era la stessa del modem a 56.6 kbps. Se eri figo. Altrimenti avevi quello a 28kbps come me. Poi venne ISDN, ma solo per chi abitava in città. E, infine, l’ADSL e la tariffa flat, che sembrava avrebbero cambiato il mondo… e infatti lo hanno cambiato.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando internet passava da VOL e VOLftp… ho studiato l’inglese solo per riuscire a decifrare come diamine funzionassero tutti questi programmi. Ovviamente la tecnologia si è evoluta più rapidamente del mio inglese e ora anche i bonobo sanno usare il computer.

Ma non era questo di cui volevo parlarvi. Mi sono persa sulla strada dell’amarcord digitale…

Sull’Internet del 2018 si affacciato tutti. Ma proprio tutti. Il cazzaro del bar, il pensionato, il vigile urbano, la casalinga di Voghera, gli studenti ribelli, gli studenti sfigati, i giovani professionisti, i professionisti di lunga data, i delinquenti, i pacifisti, i preti, gli esorcisti… persino i capi di stato!

Da quando c’è facebook ho potuto conoscere finalmente i miei vicini di casa, i miei “amici” di lunga data, i miei colleghi… Con facebook ti siedi a tavola con loro e li ascolti. E te ne vorresti andare molto in fretta.

Tolti gli ultracattolici che condividono fake news antiabortiste (“i suoi volevano farla abortire, ma in ospedale Gesù le parlò”), ci sono i razzisti che pubblicano vignette degne dell’epoca del fascismo convinti di dimostrare al mondo quanto ne sanno e poi quelli che a sessanta anni e rotti sono ancora come a sedici: da centro sociale.

Vedono complotti ovunque, si sentono portatori della Verità. La modestia gli è sconosciuta, il dubbio non appartiene al loro vocabolario. Hanno un’autostima degna di un lupo di Wall Street… sono persone sole. Sole, ma che si ritengono forti e indipendenti, per questo lo scrivono ogni 5′ e lo sbandierano ai quattro venti, in un esercizio forzato di dimostrare al mondo che loro “hanno le palle”, non si fanno mettere i piedi in testa da nessuno e che sono soli perché sono “speciali”.

Questi personaggi pubblicano su facebook a un ritmo impressionante, almeno 10 volte al giorno, e al 95% si tratta aggiornamenti di stato relativi alla loro vita personale, professionale o alla loro opinione sulla notizia del giorno. Ecchissenediranno i miei cari lettori. Eh no! Questi personaggi sono convinti di fare un servizio di pubblica utilità raccontando al mondo come loro la pensano (cioè La Verità, a cui gli altri, poveri minorati, non possono accedere con i loro mezzi e le loro facoltà intellettive).

“Come ci si vestirà per un colloquio da Gucci, vado bene?” segue foto scelta tra 100 scatti e altrettanti abbinamenti di vestiti. “Mi hanno telefonato per un lavoro con il Ministero e devo ancora finire quel progetto per la UE per dopodomani. Ce la farò?”. “Ci ho messo diversi anni a capire che ero più intelligente degli altri”. “La gente non ci crede quando gli dico che non solo sono una straniera all’estero, ma pure sono bionda” (ormai sei canuta come Babbo Natale… a settant’anni dovresti riconoscere quando la gente ti prende in giro). “I miei amici mi dicono che ho solo una leggera inflessione quando parlo spagnolo, ma non ho affatto un accento americano” e non sa scrivere due frasi corrette di fila.

Se messi di fronte a un’informazione contrastante con quanto da loro sostenuto, questi personaggi attaccano per difendersi e partono con una sequela di commenti ai loro commenti, senza neanche dare la possibilità di rispondere, perché in verità non gli interessa rispondere ma cercare il consenso del pubblico che li segue. Parlo di undici commenti loro di fila.

A intervalli regolari (secondo le mie osservazioni, al più 72 ore) ricordano a tutti il loro curriculum professionale “Ho lavorato per GrandeAziendaInformatica e so di cosa parlo”, “SonoBiondaMaNonSonoScema”, ecc.

Rilasciano comunicati stampa non richiesti: “Vorrei dire a chi mi vuole male che…”, “A quelli che mi hanno scritto… gli rispondo…”, “Grazie a tutti per il supporto, il colloquio è andato bene e nei prossimi giorni discuteremo i dettagli”, “Assurdo cosa pensi la gente…”.

Non si sentono narcisi a pubblicare aggiornamenti di stato ogni 5′, si credono savant. Arringano e controbattono qualsiasi commento, devono avere l’ultima parola. Di fatto, si credono così liberali e aperti al dialogo, ma non spostano la loro opinione di un millimetro e, comunque, non lo ammetterebbero mai in pubblico.

Pubblicano video discutibili a sostegno delle loro tesi, notizie eclatanti che avallano le loro idee fondamentaliste, del tipo “Genitori vegani denunciati per abuso dopo che il figlio di un anno è stato ricoverato in stato di denutrizione” poi leggi l’articolo e scopri che nutrivano il bambino a fette biscottate, burro di arachidi e marmellata — quella non è una dieta vegana, è una dieta idiota.

Quando non trovano notizie che avallino le loro posizioni, gridano al Complotto Capitalista Assolutista che mette il bavaglio a chi la pensa come loro. Tirano in ballo la censura, la Santa Inquisizione, si sentono Giordano Bruno, vittime di una società troppo indietro rispetto a loro.

Se pensate che questi personaggi, a un certo punto, si seghino le gambe da soli, basta osservare certi esponenti politici e capi di stato per capire come la natura abbia concepito anche la possibilità di avere dei coglioni in posizioni elevate.

E che siamo costretti a sorbirci tutti, volenti o nolenti.

E niente, volevo dirvi solo che noi moderati esistiamo ancora, solo che al massimo postiamo foto di gattini per evitare di farci scartavetrare i maroni da queste persone.

I moderati dell’internet in una foto recente
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