Sicurezza in Argentina

Quale sfortunata coincidenza dovere pubblicare questo post alla luce di una terribile notizia. Domenica 30 dicembre, verso le dieci di sera, a pochi passi da Plaza de Mayo e dall’Avenida 9 de Julio, un tentativo di furto di un cellulare è culminato con l’amputazione della gamba della vittima. Un turista svedese ha tentato di resistere al furto del suo cellulare, il ladro drogato e inesperto ha sparato a caso, puntando alla gamba dello svedese. Gli ha preso il ginocchio ed è scappato. All’ospedale, il povero turista è stato sottoposto a una serie di interventi per cercare di salvargli la gamba, sia con un bypass venoso con l’altra gamba, sia esterno. Ma non c’è stato niente da fare: la gamba è stata amputata per scongiurare che rischiasse di correre pericolo di vita. E ora bisogna sperare che non si manifestino infezioni.

Del ladro non si sa nulla: non è stato preso. Sicuramente lo stanno cercando. Ma, come realisticamente hanno commentato i lettori de La Nación, meglio che non lo prendano per evitare l’ennesima presa in giro, l’ennesimo papelón (figuraccia) internazionale: in Argentina gli arrestati sono sempre rilasciati dai giudici. Sempre.

Nel frattempo, tra l’arresto e il processo, sono liberi di tornare alla loro vita di sempre. A novembre aveva fatto il giro dei notiziari locali un colombiano, attivo nella zona della 9 de Julio, che era stato arrestato otto volte per furto aggravato. E otto volte rilasciato. L’unico motivo per cui l’ottavo tentativo gli aveva portato celebrità era perché aveva rubato a una giornalista seduta in taxi. Intervistato, aveva dichiarato che lui e la sua banda avevano deciso di insediarsi in Argentina per il loro business dopo avere valutato anche altri paesi del sud America. Pare che la concentrazione di ricchi e l’assenza di polizia e, soprattutto, di giustizia, rendano Buenos Aires una meta ambita per i piccoli criminali.

Piccoli crimini ma grandi disgrazie per chi li subisce, poiché spesso conditi di violenza inaudita, sovente perpetrata sotto l’effetto di droghe. Perché si può avere una speranza quando si viene aggrediti, ma molto meno se si viene aggrediti da un drogato la cui reazione è imprevedibile e che potrebbe diventare violento anche se gli date ciò che vuole. Le droghe da pochi soldi, come il paco (crack) che qui è molto popolare, fanno uscire di testa tirando fuori il lato più barbarico e selvaggio dell’essere umano.

Di elefanti e salotti

Il discorso sicurezza, quando si parla di Argentina, è l’elefante in salotto. L’Argentina intera, e non solo Buenos Aires, ha un problema di sicurezza che in Italia non esiste nel 98% dei posti. Nel 2% che resta ci metto Forcella e Quarto Oggiaro, per intenderci.

Ma è davvero questo terribile far west? Sarebbe falso dire che non è ovunque così. Città o campagna, in entrambi i posti ti possono lasciare secco durante un furto.

Andare in un posto remoto non garantirà tranquillità, anzi. Renderà più esposti e isolati, lontano dai soccorsi e soli contro gli assalitori. Le persone che vivono in piena campagna hanno sempre un’arma e spesso anche dei cani da guardia perché sanno che i soccorsi tarderanno almeno 20 minuti, sempre se arriveranno. Perché la polizia potrebbe essere in combutta con i ladri, o i ladri potrebbero essere poliziotti.

Non è un mistero che molti delinquenti di professione siano ex agenti di polizia. Come dire: si sono messi in proprio nel settore. Ma saltando dall’altra parte della barricata.

Neppure vivere in città non esime da crimini che possono avvenire per strada o mentre si rincasa o ancora mentre si è dentro casa. La scelta del quartiere è importante, ma non tutela completamente. Si può dire che il crimine sia davvero democratico in Argentina perché colpisce tutti: abitanti rurali, cittadini, ricchi, borghesi, lavoratori, poveri (perché c’è sempre qualcuno più povero o comunque è sempre più comodo rubare che lavorare, per quanto misero sia il bottino).

Nei quartieri residenziali dove gli edifici sono case indipendenti è frequente vedere delle “vigilanti”, pagati dal vicinato, agli angoli delle strade che sono armate solo del cellulare con cui chiamare la polizia.

Gabbiotti delle guardie private non armate nei quartieri residenziali

Nei condomini è invece sempre più frequente trovare il portiere e gli edifici con la vigilancia 24/7 sono considerati più sicuri. Sempre che il vigilante non faccia la spia ai ladri. Perché qui, capita pure quello.

Nei barrios cerrados, i grandi quartieri privati alle porte di Buenos Aires, si entra solo con invito dei residenti e mostrando un documento. All’ingresso potrebbe anche esservi chiesto di aprire il bagagliaio per un’ispezione.

Tra poliziotti-ladri, ladri ex poliziotti, portieri-ladri e ladri ex portieri… come si fa? Si fa che per comprare articoli militari nei negozi specialistici, tipo i pantaloni cargo e gli stivali, è necessario presentare il tesserino di appartenenza alle forze armate. Capirai…

Ma l’ottimismo dei locali batte persino l’insicurezza: in un recente sondaggio in cui si interrogavano gli argentini su quale considerassero essere il più grave problema del Paese, il 48% ha risposto “l’inflazione” e solo il 6% ha risposto l’insicurezza. Come a dire: abbiamo chiaro le nostre priorità: il portafoglio prima, la vita dopo.

Precauzioni

Senza volere cadere nell’illusione dell’ufficio internazionale di un’università locale che consiglia agli studenti stranieri di esercitare le normali misure di sicurezza che si adottano nelle grandi città, ma al contempo senza andare nel panico e cancellare i vostri piani di vacanza in Argentina, ecco qualche dritta dalle fonti ufficiali.

Buenos Aires es una ciudad segura, pero como en toda gran metrópoli del mundo, hay que tomar ciertos recaudos. Por ejemplo, no dejar bolsos y carteras colgados de sillas en lugares públicos ni caminar de noche por calles poco iluminadas. Si visitás la ciudad y sufrís algún tipo de maltrato, abuso o discriminación, contactate con la Defensoría del Turista, al teléfono 4302 7816. Podés concurrir personalmente a la Av. Pedro de Mendoza 1835 (sede del Museo de Bellas Artes “Benito Quinquela Martín”) en el barrio de La Boca, de lunes a domingo de 10 a 18 horas.
Mail: turista@defensoria.org.ar

[da: http://www.umsa.edu.ar/estudiantes-internacionales/datos-utiles/ > Seguridad]

La Farnesina si spreca proprio…

•    Indicazioni generali, ordine pubblico, criminalità

Si registrano fenomeni diffusi di criminalità /micro-criminalità, soprattutto nell’immensa Provincia di Buenos Aires ed in alcuni centri urbani, in particolare a Rosario. Per i turisti in difficoltà è stato attivato il numero verde a carattere nazionale 0800 999-5000 (Comisaria del Turista) con operatori plurilingue, attraverso il quale ci si può rivolgere alla Polizia per denunciare casi di rapina, furto o altri reati.

[da: http://www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/argentina.html%5D

Gli statunitensi sono i più realisti e pratici, come sempre (traduzione mia dell’originale disponibile al link in calce):

A Buenos Aires sono frequenti le manifestazioni, così come in altre città. I manifestanti spesso bloccano le strade e le autostrade. Solitamente le manifestazioni non sono violente, ma potrebbero portare a sconti. Evitare le manifestazioni, se possibile.
Criminalità: la criminalità di strada è un problema a Buenos Aires, Rosario e Mendoza. Prestare attenzione a rapinatori, borseggiatori, truffatori e scippatori che sono attivi in strada, nei ristoranti e negli atri degli alberghi, nelle stazioni di autobus e treni, sui trasporti pubblici e nei porti turistici.
Sono frequenti le rapine aggravate, che spesso avvengono nelle strade secondarie e/o dopo il tramonto nei quartieri di San Telmo, Recoleta, e, più spesso, La Boca a Buenos Aires.
Sono frequenti i furti di bagagli e borse nella stazione degli autobus di Retiro a Buenos Aires e nella nella stazione degli autobus Mendoza, nonché quando si lascia lo zaino nello scomparto superiore dell’autobus.
Le rapine in moto (“motochorros”) sono frequenti nelle città. I ladri solitamente agiscono in coppia: uno scende dalla moto per rubare gli orologi, le borse e gli zaini dei pedoni e l’altro guida la moto. I motochorros si infilano nelle auto (o rompono il vetro delle auto) per afferrare oggetti di valore.
Nonostante il quartiere di La Boca sia una popolare meta turistica, è stato teatro di violente rapine in pieno giorno e di notte. Mantenersi sulle strade principali della zona turistica e utilizzare i radio taxi per recarsi e lasciare il quartiere.
Evitare le “villas” o baraccopoli a Buenos Aires e nelle altre grandi città, anche se si trovano in zone turistiche.  
Presso gli aeroporti internazionali e in vari punti di Buenos Aires sono state segnalate truffe che riguardano i taxi giallo-neri. Concordare previamente la corsa o scegliere un servizio a prezzo fisso con un “remise” (noleggio con conducente) per le corse dall’aeroporto.  In città, utilizzare i radiotaxi partendo da luoghi come gli alberghi, se possibile. Consultare la pagina del Department of State e dell’FBI per informazioni sui raggiri. Di seguito sono illustrati alcuni scenari comuni:
I conducenti fingono di aiutare i turisti con i soldi scambiando banconote autentiche con altre contraffatte.
Un “gestore” in aeroporto riceve il pagamento per la corsa in taxi, ma alla fine del tragitto anche il tassista chiede di essere pagato.
Il taxi “si rompe” lungo il tragitto e arriva un secondo taxi a recuperare il passeggero: entrambi i conducenti chiedono di essere pagati.
Tirare senape o altre sostanze sul turista da lontano. Un complice deruba la vittima mentre finge di aiutarlo a pulirsi.
Le precauzioni consigliate comprendono:
Non collocare la borsetta sullo schienale della sedia o sul pavimento quando ci si trova nei ristoranti. Tenerla in braccio. Non lasciare non supervisionate ciò che si sta bevendo.
Sono state segnalate aggressioni sessuali nei confronti di escursionisti e ciclisti in solitaria nelle regioni lungo il confine con il Cile. Effettuare le escursioni in gruppo e prestare attenzione all’ambiente circostante.
Si verificano anche i “sequestri lampo”, in cui le vittime vengono trascinate e obbligare a prelevare il più possibile degli ATM. Vengono contattati i familiari e i colleghi intimandogli di portare tutto il contante che hanno o che possono recuperare entro un paio d’ore. Una volta pagato il riscatto, di solito la vittima viene liberata illesa. Vi sono stati alcuni casi di stranieri vittime di sequestri lampo. Sono inoltre comuni telefonate relative a falsi sequestri di persona. Per fermare questi crimini è utile seguire queste istruzioni: imparare a memoria i numeri di telefono importanti e, se si viene derubati, cercare immediatamente un telefono e mettersi in contatto con i propri familiari per informarli che si sta bene.
Chi viaggia non dovrebbe mettere oggetti di valore nel bagaglio in stiva.
Presso l’ambasciata degli Stati Uniti vengono segnalati molti casi di furto di passaporti. I passaporti e gli altri oggetti di valore dovrebbero essere lasciati presso la cassaforte dell’albergo. Portarsi appresso una fotocopia del passaporto.

https://travel.state.gov/content/travel/en/international-travel/International-Travel-Country-Information-Pages/Argentina.html

Ed io aggiungo: quando siete sui mezzi pubblici, non usate il cellulare. I ladri possono sporgersi dal finestrino e afferrarlo. Ciò capita anche in corrispondenza delle porte durante le fermate: i ladri possono venire sia da fuori che da dentro l’autobus. Non usate il cellulare mentre siete sul binario che aspettate il treno o la metro, né sulle banchine in attesa dell’autobus.

Per strada, non usate il cellulare o il tablet. Se proprio dovete guardare il cellulare, infilatevi nell’androne di un palazzo o in un negozio e non date le spalle alla strada, altrimenti non vi accorgerete di chi si avvicina.

Vestitevi male. Tipo per andare nell’orto, ma peggio. Niente gioielli (io non ho neanche comprato la fede, per dire), niente bigiotteria appariscente, sì agli orologi di plastica e niente vestiti che danno nell’occhio, evitare le borse a mano e preferire quelle a tracolla trasversale. Evitare gli zaini da computer, anche se non hanno il computer dentro (il ladro non lo sa e cercherà di afferrarlo lo stesso). Tenere lo zaino sul davanti, eventualmente.

Evitate di sfoggiare il computer portatile in giro. Per quanto sia figo fare i digital nomad seduti a fianco alla vetrina di un bar, c’è fuori qualcuno che vi osserva. E che potrebbe seguirvi. Non lasciate mai incustodite le vostre cose nei bar e nei locali pubblici, neanche le giacche se volete uscire a fumare.

Se un mendicante vi si attacca alla fermata dell’autobus, meglio dargli qualche pesos e levarselo di torno che ignorarlo o rispondergli male, potrebbe arrabbiarsi e reagire. Tenete una banconota di poco valore in tasca, pronti ad allungarla in caso di necessità.

Non rispondere alle battute provocatrici, né ai commenti maleducati. Tirate dritto. Non portatevi in albergo o in casa sconosciuti/e, potrebbero drogarvi e derubarvi di tutto.

La viuda negra abborda il turista in un bar, lo convince ad andare nel suo albergo per un incontro, poi droga una bevanda e chiama i complici per svaligiare la stanza/appartamento.

Controllate sempre il resto davanti al cassiere: qui la gente non ha fretta e non fatevi mettere pressione! Nei taxi controllate sempre che il tassametro sia avviato appena salite e cercate di pagare con i soldi giusti, perché capita di allungare una banconota di taglio grande, allungarla al tassista, quello la prende e ve la restituisce dicendo che non ha il resto. Peccato che abbia sostituito la vostra banconota vera con una falsa (si comprano sul mercato nero a metà del valore di facciata). Prenotate i taxi utilizzando le app legali come BATaxi, EasyTaxy, Cabify; alcune permettono di pagare con PayPal e la carta di credito, evitando di dover maneggiare il contante nel taxi.

La casseforti nelle camere d’albergo sono facili da aprire. Se avete oggetti di valore dovreste lasciarli nella cassaforte principale dell’albergo e non in camera. Se avete denaro, non tenetelo nel portafoglio: indossatelo fissandolo ai vestiti, per esempio cucito nei pantaloni o in un marsupio da viaggio. Le carte di credito sono accettate nelle grandi città e nei ristoranti di categoria, ma qui il contante vince sempre. Dai bancomat è possibile prelevare poco denaro per volta e con commissioni molto elevate, per cui è purtroppo necessario viaggiare con parecchio contante.

Annunci

15 pensieri su “Sicurezza in Argentina

      1. In realtà già a quel tempo stavo con un Guerriero che mi raccontava cose simili di Città del Messico. Ma boh, alla fine ci sono andata comunque, vestita malissimo e con un “unagi” grande così, rinunciando anche a certe escursioni per estremo scrupolo di prudenza (tipo la stazione di Retiro mi faceva venire un po’ di brividini)

        Piace a 1 persona

      2. Città del Messico è anche peggio, da quel che ho sentito dire. Retiro stazione dei treni o dei bus? Quella dei bus è proprio sudamericana, quella dei treni è più decente. In più hanno appena finito di restaurarla ed è molto bella, adesso. Sai che è stata fatta su modello di Milano Centrale?

        Mi piace

      3. Retiro bus. Un mattina ci ero andata perché volevo fare un’escursione a un pueblo a due orette dalla città; ma quando sono arrivata al terminal bus e ho visto i dintorni, il pensiero di tornare là la sera da sola mi ha scoraggiato. Forse una iper prudenza, ma quando viaggio da sola mi affido molto all’istinto. Non sapevo che avessero riformato quella dei treni! 🙂

        Piace a 1 persona

      4. Hai fatto benissimo perché purtroppo Retiro bus è da terzo mondo. A Montevideo è molto più decente la stazione dei bus, per dire. Le rare volte che ci è capitato di partire da Retiro bus siamo sempre andati in taxi in modo che ci lasciasse giusto all’entrata. Purtroppo lì di fronte ci sono molte persone all’addiaccio e la Villa 31 è dietro l’angolo. Se poi ci aggiungi che, in generale, tutte le stazioni attirano gentaglia… Good call!

        Piace a 1 persona

  1. Ciao Isa,

    guarda nei miei soggiorni a BA, ho girato anche da solo nei in zona Saavedra, Belgrano e Palermo, ad ogni ora del giorno, e ad ogni ora della notte.

    Personalmente non ho mai avuto paura, mi sentivo tranquillo, nonostante molti mi dicessero di non avere paura ma comunque di stare attento.

    Giravo cellulare alla mano e parecchi pesos in casa, mi è sempre andata bene, non ho mai visto nulla, l’ unico ad avermi incu….to è stato soltanto una volta un tassista credo hihiih.

    Ripeto, per fortuna, anche perchè sarei stato probabilmente tipo il turista svedese, in certi momenti piuttosto che darti cellulare e portafogli, rischio di farmi sparare, anzi ti conviene farlo altrimenti ti ammazzo io di botte (non per il valore della merce in sè, ma per principio in primis, in secundis per il fatto che trovarsi senza documenti e cellulare dall’ altra parte della terra non è per niente simpatico)

    Per fortuna son sempre tornato tutto intero.

    Ma alla mia amica Jesica, in zona Nunes dove ha il negozio, una volta un tizio è entrato coltello alla mano e ha rubato tutto.

    Ora ha dovuto mettere una specie di gabbia all’ entrata: la cosa bella è che in ogni strada c’è un poliziotto a “controllare”, pensa non ci fossero!

    Mi piace

    1. Belgrano e Palermo sono le zone più sicure, anche se nessun quartiere “sicuro” è sicuro come girare in Europa di notte. Poi è anche questione di fortuna, sia in Argentina che altrove. A me non è mai successo niente (facciamo le 🤘) ma ho sempre detto a mio marito che il giorno che dovesse capitare, ci vediamo a Ezeiza e saluti a mammeta 😬. In un paio di occasioni mi sono sentita in pericolo / a disagio, incluso quando c’era la polizia.

      Piace a 1 persona

  2. Comunque cara Isa, sei stata un po’ drammatica nello scrivere l’ articolo ahahah

    Sicuramente non era tua intenzione, ma una persona totalmente estranea a BA, dopo averlo letto, lo cancella per tutta la vita dalla lista “posti da vedere” !!!!!!!

    Piace a 1 persona

    1. È vero, ma non è neanche giusto negare che esistano questi episodi. Un ragazzo italiano nel 2015 ci ha quasi lasciato la pelle. Lo hanno preso a sprangate in testa, è stato a lungo ricoverato qui (senza assicurazione sanitaria) e poi appena ha potuto volare è tornato in Italia per proseguire la riabilitazione. Prova a cercare Carlo Iannuzzi, questa è la notizia: https://portale.ilcentrotirreno.it/news/109-italia/calabria-regione/reggio-calabria-e-provincia/3247-buenos-aires-aggredito-ragazzo-di-roccella-jonica-e-in-coma.html
      Meglio leggere un articolo che ti mette in guardia e tornare a casa intero che ascoltare chi nega l’evidenza (perché per fortuna non gli è mai successo niente) e trovarsi in una brutta situazione.

      Piace a 1 persona

      1. Certo, ci mancherebbe.

        Ho solo detto che, se uno totalmente estraneo a BA, leggesse l’ articolo, potrebbe credere che è molto probabile gli accada qualcosa di poco carino nel caso venisse a visitarla.

        Invece è il contrario, c’è un rischio piccolissimo, ma è molto più probabile tornare totalmente incolumi, PER FORTUNA, sottolineerei 🙂

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...