¡Viva la naturaleza!

Da quando ha assunto la Presidenza Mauricio Macri (2015) sono cambiate alcune cose (poche, a detta di molti, molte, a detta mia). Tra queste le banconote e le monete in circolazione nel Paese.

Se la ex Presidenta Cristina Fernandez de Kirchner aveva orgogliosamente lanciato la banconota di Evita Perón (100 pesos) e delle Malvinas (50 pesos), Macri ha più sobriamente propeso per una serie di banconote e di monete raffiguranti gli animali e gli alberi dell’Argentina, rispettivamente.

Evita, prima donna a comparire su una banconota argentina

Nonostante la sobrietà della scelta, che alla sottoscritta è piaciuta tantissimo, dato che le banconote storiche ritraevano personaggi di dubbia umanità alla luce della storia (mi riferisco a De Rosas), Macri è stato duramente attaccato e tacciato di voler cancellare la storia del Paese poiché contemporaneamente è stato predisposto il ritiro delle banconote di Evita e delle Malvinas. La spiegazione ufficiale, come si legge sul sito del Banco Central de la República Argentina (BCRA), è che la nuova serie di banconote celebra la vita perché rappresenta animali che possiamo incontrare tutt’oggi, enfatizza il futuro anziché il passato, rappresenta il passaggio dalla solennità della storia all’allegria per i colori vivaci, è più rappresentativa in quanto ritrae animali di tutto il Paese e non solo politici vissuti a Buenos-Aires, è meno antropocentrica poiché il Paese non è fatto solo di uomini e donne, ma anche di piante, animali, suolo, aria, acqua e abbiamo tutti la responsabilità di proteggerli e preservarli, e – sgancio della bomba – costituiscono finalmente un elemento di identificazione e rappresentazione comune a tutti gli argentini.


Per gli amanti della numismatica, sul sito del BCRA è presente una pagina dedicata alla nuova serie di banconote dove sono illustrati, taglio per taglio, gli elementi di sicurezza di ciascuna banconota, i motivi per cui è stato scelto ciascun animale e il valore simbolico della scelta, e il video della presentazione ufficiale. Qui sotto riporto i video relativi agli animali ritratti per due motivi: 1) sono più belli e interessanti, 2) hanno i sottotitoli.

$1000 – el hornero

Il fornaio rossiccio, uccello caratteristico di tutto il Paese nonché ave nacionál, si distingue per la forma particolarissima del suo nido: a spirale. Realizzato in fango, è comune vederlo su pali, rami, davanzali.

“Allá, si el barro está blando,
canta su gozo sincero. 
Yo quisiera ser hornero 
y hacer mi choza cantando.”
 

     Fragmento de poesía “El hornero”, de Leopoldo Lugones

$500 – el yaguareté

Il giaguaro è uno degli animali simbolo del Paese, ma in via di estinzione. Vive nelle regioni settentrionali, in solitario, dove sono in atto programmi di reinserimento e ripopolazione di questa specie. La banconota da $500 è stata la prima della nuova serie ad essere inaugurata da Macri ed ha ricevuto diversi riconoscimenti mondiali.

$200 – la ballena franca austral

Nominata monumento nazionale nel 1984, la balena franca australe è il simbolo dei mari dell’Argentina. Ogni anno, circa 4000 esemplari si avvicinano alle coste del Paese per riprodursi e addestrare i proprio piccoli prima di avventurarsi al largo. La provincia di Chubut è la località più nota per l’avvistamento delle balene, ma si possono vedere anche più a nord, nella provincia di Buenos Aires.

$100 – la taruca

Cervo nativo del nord-ovest dell’Argentina, molto diffuso in diverse province.

$50 – el cóndor andino

Volatile famosissimo per la sua enorme apertura alare, la più grande al mondo (oltre 3 metri), dalle piume nere e il capo pelato, comune nelle regioni andine dove lo si vede sospeso ad altissima quota (molto raramente a terra).

$20 – el guanaco

Camelide diffusissimo in tutte le province dell’Argentina, dove vivono oltre mezzo milione di esemplari, si sposta in branco. È spesso confuso con l’alpaca e con il lama di cui è parente. A differenza di questi, che vivono solo nelle regioni montane, il guanaco si trova anche nell’immensa steppa patagonica.

Árboles de Argentina (monedas)

Le nuove monete raffigurano la jacarandá ($1), l’albero dai fiori color indaco che costella Buenos Aires e la cui fioritura attrae turisti a novembre; il palo borracho ($2) il cui tronco spinoso si gonfia per immagazzinare acqua e dà fiori rosa dal chiaro al fucsia; l’arrayán ($5), molto diffuso nella zona dei laghi di Bariloche, dove si trova appunto il parque nacional los arrayanes; e, infine, il caldén.

Per approfondire, visitare la pagina dedicata alle nuove monete sul sito della BCRA.

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