Definizione di Argentina

Chi ha conosciuto l’Argentina suole darle una definizione, tanto è l’impatto che suscita.

Quella più famosa, e per nulla lusinghiera, è quella attribuita a Julián Marías (“gli argentini sono italiani che parlano spagnolo…”).

Io ho definito l’Argentina “una relazione travolgente col destino segnato, ma che, nonostante tutto, ricorderemo sempre con nostalgia”.

Qualcun altro ha trovato una definizione ancora migliore:

[Stare in Argentina] è come in una zona crepuscolare: un piede nel primo mondo, un piede nel terzo mondo, un braccio negli anni ’50 e un braccio negli anni ’80… con molte dita nel ventunesimo secolo.

Sorprese del 21esimo secolo

Cosa mi ha lasciato sorpresa dell’Argentina?

Il fatto di potere avviare le pratiche per i documenti online e di trovare procedure chiare e semplici. E che si può quasi sempre optare per la procedura standard, economica, con tempi di esecuzione dai 2 ai 7 giorni) o rapida (entro 24 ore), basta pagare. Gli impiegati sono sempre gentilissimi e se possono farti un favore o darti una dritta, non si tirano indietro. Addio alla sensazione pallina-da-flipper che provavo quando dovevo affrontare la pubblica amministrazione italiana (dà un senso all’espressione “università della vita”)!

Prendiamo per esempio la patente. Si va sul sito della motorizzazione, una procedura guidata permette di selezionare la pratica (prima emissione, rinnovo, cambio di giurisdizione, estensione di categoria ecc.). Viene mostrato un elenco passo passo della documentazione richiesta, il calendario per scegliere l’appuntamento presso la motorizzazione, e infine il PDF con la bolletta da pagare in tabaccheria o online con la carta di credito o debito.

In alcuni comuni viene richiesto di fare un corso di guida sicura, di persona o online (si guardano tre video della durata complessiva di 45′), e di presentare dei certificati per dimostrare di non avere multe non pagate (ottenibili online, a pagamento).

Il giorno dell’appuntamento si fa tutto: controllo documentazione, foto con la webcam, visita medica, prova di teoria. La prova di teoria non è mica carta e penna: ci si siede in una sala davanti alla TV che trasmette le domande e tre possibili risposte. Viene consegnato un telecomando senza fili con tre bottoni. Ogni domanda appare sullo schermo per due minuti; bisogna premere il pulsante corrispondente del telecomando. Una volta risposto a 20 domande consecutive, il supervisore ti chiama e ti comunica l’esito. In caso di superamento, timbra un foglio che si potrà presentare all’area dove si svolge la prova pratica. Superata anche la pratica, trascorsi tre giorni si riceve un’e-mail (!) avvisante che è possibile passare dalla motorizzazione a ritirare il documento di plastica.

Alcuni comuni, come la Città di Buenos Aires, mettono online un elenco di 100 possibili domande; il giorno dell’esame dovrete rispondere a 20 o 30, scelte in modo casuale dal sistema.

In caso di dubbi o domande, basta telefonare o mandare un’email (!!!!!!) e si riceve la risposta il giorno stesso (!!!!!!!!!!!!!). E-mail e pubblica amministrazione? Fantascienza per un’italiana!

O ancora il caso del DNI, la carta d’identità argentina. Un rettangolo di plastica con la foto stampata sopra e l’impronta digitale. Cinque anni fa, quando ho lasciato l’Italia, il mio Comune rilasciava ancora la carta d’identità con la foto pinzata sopra che in molti Paesi già non accettano più poiché a elevato rischio di contraffazione (ma dai!). In Argentina ti fanno la foto con la webcam. Ci sono chioschi per fare il DNI anche nei centri commerciali, in camion attrezzati parcheggiati nelle località turistiche, e negli uffici comunali principali e distaccati. Viene spedito a casa.

Non siete convinti? Parliamo del passaporto. Anche qui, bisogna prenotare l’appuntamento online. L’unico “difetto” di questo sistema è che non si può prenotare per il giorno stesso, ma solo a partire dal giorno successivo. Gli slot degli appuntamenti sono ogni 10′. Si paga in loco con contanti o carta (niente marche da bollo!!! Niente bollettini postali!!!!) e si può scegliere tra la procedura ordinaria con ritiro in 2-3 giorni o la procedura rapida con ritiro entro 24 ore (costa il triplo, ma sempre meno che il passaporto italiano). Si va allo sportello iniziale per la raccolta dati, si passa allo sportello impronte digitali e foto con webcam. ¡Listo!

E per concludere in bellezza, proprio in questi giorni hanno lanciato l’iniziativa billetera virtual (portafoglio virtuale), che non è altro che un’app dove si possono caricare i propri documenti che sono validi tanto quanto quelli reali, a partire dalla patente. A volte siamo nel primo mondo anche noi!

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6 pensieri su “Definizione di Argentina

  1. Che dire, un miraggio!
    Sia in Spagna che in Italia fare i documenti è mooooolto più lungo (si salva credo solo la carta d’identità, immediata). Sul passaporto italiano stendiamo un velo pietoso, soprattutto se devi avere a che fare con il Consolato italiano a Barcellona (ho un post iniziato a riguardl, che finirò presto). La patente in Spagna non solo si fa in due momenti diversi (teoria e pratica), ma a svariati mesi di distanza. Perchè non ci sono abnastanza esaminatori, dicono. Il Guerriero ha fatto la teoria a maggio e la pratica a ottobre, per dire. E il documento ti arriva nel giro di un bel mesetto, così per gradire.

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    1. Accipicchia! Mi è arrivata la tua newsletter (la prima di sempre) dove parlavi del passaporto. Io sapevo che una volta che sei iscritta all’AIRE non puoi più fare i documenti in Italia. Il consolato italiano di BCN ha una pessima fama anche tra gli Italo-argentini. E dire che se il consolato mi offrisse di andare a lavorare a Barcellona io ci andrei di corsa 😁😁😁

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    2. A onore del vero, con la vecchia carta d’identità di carta il rilascio era immediato, bastava avere una scorta di fototessere a casa! Però per assurdo costava più la foto del documento.

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  2. Si si, la carta d’identità è l’unica che si salva (in Italia, al Consolato non mi è nemmeno venuto in mente di chiedere). Per il passaporto, ci sono Questure che non hanno problemi a fare i documenti anche ai cittadini AIRE, e per fortuna quella di Cagliari è una Questura easygoing 😉
    (e rapida, nemmeno un mese e il mio passaporto è già pronto!)
    Gli italo argentini che vivono a Barcellona, secondo me, sono una delle ragioni per cui il Consolato di Barcellona è così lento: troppo piccolo per sbrigare le faccende deo tantissimi italiani della città + quelle dei millemila argentini con origini italiane.

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    1. Buono a sapersi per il passaporto. Sai se è così anche per la patente? Perché quest’anno mi scade la patente italiana e una mia amica di qui mi ha detto che al consolato ti fanno un foglio A4 dicendo che l’hai rinnovata, ma resta sempre la tessera di plastica “scaduta” che va presentata insieme al foglio in caso di controlli 😒

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      1. Uhmmm non ho ancora chiesto per la patente, ho ancora qualche anno prima del rinnovo. Potresti provare a chiedere alla motorizzazione della tua città e chiedere se applicano restrizioni ai cittadini AIRE

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