Italia = Mafia

Vi è capitato di notare come in certi paesi ritengano la mafia un aspetto folkloristico e pittoresco dell’Italia? Sorprendentemente, mi riferisco a paesi con forte immigrazione di italiani, gente che dovrebbe sapere di cosa si parla, che dovrebbe avere idea che un mafioso non è una persona audace dalla vita avventurosa e su di giri fatta di soldi facili, belle donne e due famiglie. Un mafioso uccide, estorce, picchia, sevizia, ruba, maltratta, soggioga.


Correva l’anno duemilasette e io mi trovavo a New York per l’estate. In preda alla nostalgia, cercai su Yelp! un posto italiano vero. Ne trovai uno che forse era stato “vero” in un’altra epoca, sulla 14esima all’altezza di Union Square, suppergiù.

Ricordo di avere ordinato un piatto chiamato “spaghetti parmigiana” pensando che fosse una specialità meridionale a me ignota, uno di quei bei piattoni ipercalorici da nonna napoletana. Invece era un piatto di spaghetti con accanto una porzione di parmigiana di melanzane, il tutto accomunato dalla salsa di pomodoro. La presi con spirito e mi mangiai prima gli spaghetti e poi la parmigiana.

Uscita da lì, stavo camminando sulla Broadway alla ricerca di un caricatore per il portatile, giacché per qualche legge di Murphy, se vai all’estero con un portatile, succederà qualcosa al tuo caricatore (resterà a casa, si romperà, lo perderai). Entro in questo posto tipo bazar elettronico pieno di ogni ammennicolo concepibile, dalle radiosveglie ai bluetooth.

Mi serve un tipo sulla sessantina, bello pasciuto, che sentendo il mio accento mi chiese di dove fossi. “Italy“, gli risposi. E lui ridendo e puntando il dito “MAFIA!”. Eh sì, bravo. Quasi un miracolo che non abbia detto “Berlusconi, puttane” come mi è capitato dieci anni dopo in Argentina. In compenso mi chiede se mio padre è un mafioso, mi chiede di dove sono. Gli dico Milano e dice, con tono di sfottò, che sua nipote è stata a Firenze. E…?

Fast forward nel 2014. Buenos Aires. Un negoziante del mio nuovo quartiere mi prende in simpatia e ogni volta che mi reco da lui a fare acquisti ne approfitta per spiegarmi un po’ l’Argentina. Per fare comunella mi dice “Certo che anche voi italiani in quanto a politici… Come si chiamava quel politico ladro che avete avuto dopo Mussolini? Quello mafioso… Berlusconi? Berlusconi! Quello che faceva i festini con le puttane!“. Sorrido imbarazzata ed esco.

Dopo qualche anno scopro che c’è un ristorante chiamato “Arte de mafia” nel quartiere di Palermo (niente a che vedere con la città o con l’Italia, prende il nome da Domingo de Palermo, un colone). Per rendere meglio l’idea, il logo del ristorante è una macchia di sangue, da scena del crimine, con una freccina che dice tuco (sugo di pomodoro in dialetto genovese e, per estensione, in porteño).

Simpatico? Ma anche no! A me è venuto voglia di tirargli uova marce sulla saracinesca. Mafia = Italia, Italia = cibo ➜ Mafia = cibo. Bel sillogismo. Inutile aggiungere che non ci metterò mai piede, ma sono tentata di scrivere alle associazioni italiane locale per chiedere se non si sentono un po’ offesi dal nome di quel locale e di protestare con l’ambasciata. Che razza di immagine dell’Italia all’estero è?!

Il menù è ovviamente tutto italiano e sempre a tema mafioso. I piatti sono dedicati ai mafiosi e non a quelli dei film del Padrino. Quindi non si tratta di un omaggio cinematografico alla più famosa saga mafiosa cinematografica, che per i capelli sarebbe potuta servire come giustificazione. È proprio un inchino ai mafiosi d’Italia. La cosa più triste è che a giudicare da come è scritto il menù, dietro a quel ristorante c’è un italiano vero.

La pizzeria El Padrino di Buenos Aires, dedicata al film
Pizzeria dedicata alla Camorra a Buenos Aires

Per assurdo, di recente è comparso sugli scaffali dei supermercati uno yogurt nuovo, la cui selling proposition è “VITO – il capo di tutti gli yogurt“, yogurt in stile italiano con il mascarpone“. Cheeeee?! E poi davvero lo yogurt italiano si fa con il mascarpone o si tratta del solito pastrocchio “due cose italiane fanno una cosa ancora più italiana”?

E poi lo sfondo di Monterosso (Cinque Terre, La Spezia, Liguria) e “Vito”? Hellooooo?! Hanno pure rubato la foto da questo giornale.

Su instagram è un tam tam di italo-argentini che si fa la foto mentre compra questo yogurt italianissimo, perché sono italiani pure loro e fanno le cose da italiani. Alcuno pure mi mandano la foto per avvisarmi che c’è questo nuovo prodotto italiano nei supermercati argentini, per farmi sentire a casa. Proprio…

Nonostante i numeri degli italiani all’estero, le associazioni e società “italiane”, le camere di commercio italiane all’estero, la presunta ammirazione di tutti per l’Italia, vi dico una cosa: gli italiani veri, all’estero, si sentono molto soli.

7 pensieri su “Italia = Mafia

  1. Ho iniziato la lettura del tuo post e mi è subito venuto in mente Arte de Mafia, e ne volevo scrivere nel commento.
    Mi è capitato di mangiarci, ospite di amici che pensavano di farmi un piacere nel portarmi a mangiare italiano, e mi sono profondamente irritato nel vedere la lista e i mille riferimenti alla mafia. Il cameriere era siciliano, piuttosto ombroso.
    Arte de Mafia non è il solo: mi sembra di ricordare altre citazioni mafiose chez “Il gran Caruso”, per esempio.
    “Capo di tutti i capi”, mai sentita? Un’espressione di pseudo ammirazione, “sos el capo di tuti i capi” (la doppia non manca per errore), un po’ più di “maestro” o “profesor”.
    Stereotipi: gli Argentini, come tutti, ne sono pieni. Noi Italiani, per dire, abbiamo i nostri sugli zingari, sui francesi che non si lavano, sui tedeschi che… Gli Argentini hanno una ricca enciclopedia di stereotipi sull’Italia e gli italiani. Ciò che mi colpisce è come l’Argentino medio non si periti di spiegarti l’Italia sulla base dei suoi stereotipi 🙂

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    1. Per me che abbiano degli stereotipi è anche normale, ma secondo me dare del mafioso a un italiano non è solo uno stereotipo, è un insulto e anche pesante. Chi parla con leggerezza di mafia non sa cosa sia.

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    1. Davvero. Quando ci sono passata davanti ero incredula. Specie data l’attività brulicante di associazioni italiane. Possibile che nessuno lo abbia trovato dj cattivo gusto?

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