Giù per lo scarico

Giù per lo scarico della rete si possono trovare un sacco di cose. Alcune però ti si conficcano negli occhi, fai fatica a passarvi oltre.

Dopo anni di nobile crociata a difesa dell’italiano corretto ho ceduto le armi: riesco a sopportare anche le più truci nefandezze linguistiche; tuttavia, conservano ancora un luogo speciale, in una sorta di collo d’oca (per mantenere la metafora), gli articoli di quotidiani e riviste italiani.

Non vi so dire se la cosa mi urti poiché mi hanno sempre insegnato che nell’editoria lavorasse la crème de la crème intellettuale, o perché a scuola la maestra ci avesse sempre spronato ad ambire al linguaggio che leggiamo sulla carta stampata anziché al gergo della strada, o forse perché nella trasandatezza dell’italiano trapela la pochezza culturale e la moderna forma di sfruttamento che va sotto il nome di stage.

Quando leggo certi pezzi, mi immagino un 24enne alla prima esperienza lavorativa che va in stampa (o forse dovrei dire in rete) quasi senza che nessuno se ne accorga. Non ho idea di come funzioni la redazione di un giornale al giorno d’oggi. Mi immagino abbiano un software tipo questo di WordPress, dove con un clic il testo diviene live, e dove i pezzi da leggere e approvare sono duplicati o triplicati rispetto all’edizione cartacea. Mi immagino redazioni sempre più scarne, dove giornalisti veri scrivono quei due-tre pezzi buoni, e una pletora di stagisti surfa sulla rete alla ricerca di qualche notiziola da rigirare per infoltire l’edizione online. Mi immagino caporedattori che cliccano compulsivamente su Pubblica per smaltire la pila di articoletti da approvare, sfogliando con gli occhi le parole che il correttore ortografico sottolinea in rosso e poco altro.

A volte le redazioni partoriscono degli obbrobri linguistici come questo. Perdonatemi la bassa caratura della storia, fatemi il favore di leggerlo e ditemi se non sentite anche voi stridere gli ingranaggi arrugginiti del linguaggio.

Salta subito all’occhio la differente scorrevolezza del testo negli intermezzi – probabilmente farina del proprio sacco dell’autrice – rispetto alle citazioni dirette che paiono uscite dalla bocca di Emiglio (è meglio!).

Emiglio dice: “Vuol dire che per ora non posso amare e godere del mio corpo. Ma va.” BEEEP BEEEP!

“A Sara non la guarda nessuno.” – Citazione dal Corriere della Sera (no, non da Io speriamo che me la cavo)

Un pensiero su “Giù per lo scarico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...