Gli anni nostri

Alzi la mano chi si è sorpreso in positivo di cosa gli ha riservato la vita. Chi si immaginava cose ben più modeste per il proprio futuro, invece la ruota ha giocato in suo favore e adesso “sta messo bene”. Beati voi.

Ho visto amici che sognavano la mia vita ma hanno fallito, mentre io sognavo la vita di qualcun altro e mi cruccio per questo mio mancato successo.

Una sequela di cattive notizie ha cominciato a giungermi dall’inizio del 2019 ed è un periodo in cui sono cronicamente triste. Sono triste perché mi aspettavo grandi cose dal futuro e grandi cose dal mio trasferimento all’estero. Forse ci sono state, ma perso l’entusiasmo iniziale dei primi anni adesso rimetto in moto le rotelle e comincio a pensare “¿Que más?” di nuovo.

O forse avere ambizioni nordamericane in Sud America porta alla frustrazione cronica. O magari questa frustrazione è il segnale ultimo che sì, ormai sono integratissima e ho anche gli stessi patemi degli argentini, tra cui l’invidia statunitensis, unita al senso di impossibilità a fare qualsiasi cosa o a uscire da una situazione fuori dal proprio controllo senza passare da Ezeiza.

Il mio amore per l’Argentina ha di nuovo toccato un minimo storico, sia per vicende professionali che sociopolitiche. Sono stanca dell’inflazione, che da tempo non è più il solo effetto psicologico di vedere i prezzi in pesos salire senza tregua e senza criterio apparente, ma un concreto aumento di prezzi in euro o dollari a causa di un cambio sembra stallare giusto sotto i 50 con l’euro… e i prezzi sono oggettivamente cari.

Nei bar che frequento di solito, un classico bar argentino con pretensioni “distinte” la voce sul menù meno cara è l’espresso (si fa per dire), cioè il pocillo, a 55 pesos, più di un euro. Nel coworking che frequento, una medialuna costa 35 pesos, che sono circa €0,70; in panetteria costa tra i 15 e i 18 pesos, ma andando in campagna il prezzo scende a 10. Ovviamente uno non si fa 50 km per prendere le medialunas, quindi non c’è scampo. Se vivi nella locura di Buenos Aires ne sarai vittima, volente o nolente.

Sono stanca dell’indottrinamento politico del peronismo, che più lo conosco – sia leggendo notizie sui giornali passate sia entrando in contatto con gente peronista – più mi sembra simile a scientology. Impossibile ragionarci, ci si tuffa a capofitto nell’ideologia politica sin da subito. Spesso capita che non sappiano seguire un filo logico, il piano razionale non esiste proprio, quello che conta è arrivare a strillare la frasetta preconfenzionata del momento.

Sono stanca delle merde di cane e della spazzatura per strada: niente in confronto all’India, ma il ricordo è ancora vivido e l’associazione inevitabile: stiamo andando in quella direzione.

Guardo al mio primo paese e vedo un cretinetti in giacca e cravatta e un pirla in polo che sbraita frasi razziste. Guardo al secondo paese e mi viene da farmi il segno della croce e penso “fa’ che riescano a tenere tutto a bada”.

Il figlio di Caniggia ha presentato una candidatura presidenziale “ironicamente” in rete

Le notizie cattive del 2019 vanno da seri problemi di salute a familiari di persone a me carissime, a famiglie sfasciate di amici di una vita. Aggiungiamoci un momento di secca professionale ed è già partito tutto il repertorio vendittiano degli anni ’90, scende il magone e viene la voglia di ricominciare tutto daccapo.

Ho realizzato che arriva per me la parte della vita in cui le notizie non possono che essere brutte: era bello a vent’anni immaginare e sognare, andare ai matrimoni, augurarsi di condividere con la propria famiglia le tappe importanti della propria vita, magari inanellare qualche successo professionale. Invece no.

Mi sento troppo vecchia per tornare a studiare solo perché sono in Argentina, mi sento anche in preda a due burocrazie al cubo (argentina e italiana) che fanno della complicatezza un vanto. Dico solo che ho sbirciato i voli per Miami…

“Mi ami – Miami” – Spot Telecom

Quel treno è passato, quell’offerta di lavoro all’estero è svanita, le tappe le hanno già percorse tutti, e ora al più arriva il bis… ma non è la stessa cosa della prima volta.

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5 pensieri su “Gli anni nostri

  1. Mia cara, mi spiace moltissimo per le tue disavventure, ma la vita sa sorprenderti in mille modi. Io sono una di quelle è stata sorpresa dalla vita in positivo. Ho un marito e dei figli che adoro e, se anche ho deciso di accantonare il piano professionale per seguire i miei figli, non perdo le speranze, neanche a 46 anni (da poco) di tornare a studiare e di tornare a insegnare a tempo pieno, quando loro saranno più indipendenti. La vita mi ha travolto con l’emigrazione in Germania a 40 anni, con questa lingua impossibile che sto imparando ancora faticosamente e con tutte le difficoltà che tu conosci. Eppure, eppure il bilancio è più che positivo e so che ancora non è finita, nè per me, nè per te, Come dice mio figlio adolescente…”Lasciamoci sorprendere…”
    Un grandissimo in bocca al lupo.

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    1. Grazie per la tua testimonianza e le tue parole d’incoraggiamento. Speriamo che il futuro riservi buone cose. L’emigrazione, dopo un primo periodo di novità e scoperta, mi ha portato a tante riflessioni e ancora non ho “chiuso il cerchio”.

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  2. Isa mi spiace per queste brutte notizie riguardo i tuoi famigliari e i tuoi amici. Immagino la tristezza che si accompagna ad esse. Caspita mi fai riflettere quando parli di effetto psicologico dell’inflazione. Non ci avevo mai pensato.
    Sul peronismo, mi fai riflettere anche qui. Sempre reputato un veleno, specie quando seppur da turista, ne avevo avuto qualche avvisaglia. Mia personale opinione, credo che tutta l’Argentina sia pervasa da questa “dottrina”.. non escludo “Nessuno” su questo versante. Non abbatterti sui sogni… inseguili sempre (non sono un esempio su questo tema, ma te lo dico in piena sincerita’)

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