Argentini alle urne

In Argentina si vota in maniera molto diversa che in Italia.

Bisogna registrarsi per votare

Gli elettori devono registrarsi per votare , ossia devono fare richiesta di inserimento nell’elenco della popolazione votante: questo registro si chiama padrón electoral. Il procedimento si inserimento nel registro viene chiamato empadronamiento e consiste nel fornire i propri dati alla Camara Nacional Electoral (CNE).

L’empadronamiento è possibile solo in una piccola finestra temporale pre-elezioni, di circa 20 giorni, e si può fare anche da remoto tramite una pagina dedicata sul sito della CNE.

L’empadronamiento è sufficiente farlo una volta nella vita, quando si entra in possesso dei requisiti per votare. Dopodiché, si verrà sempre inseriti nel registro degli aventi diritto al voto ma sarà necessario controllare ogni volta il seggio di voto, poiché potrebbe cambiare. Il criterio di assegnazione è di distanza dal domicilio, ma ci sono persone della stessa famiglia e con lo stesso indirizzo di residenza che votano in luoghi distinti. Per controllare il padrón electoral: https://www.padron.gov.ar/

Quando si avvicinano le elezioni, viene pubblicato il padrón provisorio, ossia l’elenco provvisorio dei votanti e la rispettiva sede di voto. Dopodiché sarà possibile inoltrare un reclamo qualora il vostro nome non figuri o vi siano errori. Tale reclamo si fa online, allegando eventuale documentazione direttamente al modulo di richiesta.

Il giorno del voto

Il giorno del voto bisogna recarsi dove indicato nel padrón con un documento d’identità argentino. Nel padrón sono indicati la sede dove si vota (di solito, una scuola), la sezione (sección, che sarebbe il numero della Comuna, l’aggruppamento di quartieri) e il numero del seggio (mesa).

I documenti validi per votare

Ogni mesa ha circa 200 elettori ed è presieduta dalle autoridades de mesa: un presidente, il suo supplente o vice e due fiscales (scrutatori). Se il presidente non si presenta all’apertura del seggio (alle 8 in punto), il primo votante viene reclutato per integrare le autoridades de mesa anche se non ha fatto il corso preparatorio.

Il presidente ha dinanzi a sé un registro cartaceo dove sono riportati i nomi di tutti gli aventi diritto al voto del suo seggio, con tanto di foto a colori e numero di documento e indirizzo.

All’arrivo bisogna consegnare al presidente il proprio documento e in cambio si riceve una busta bianca con sopra le firme delle autoridades de mesa. Dopo di che, si entra nel Cuarto Oscuro Accesible (COA) per il voto.

A differenza che in Italia, non è una cabina bensì un’intera stanza, a volte con un cartone verticale a mo’ di abat jour affinché non si possa vedere il vostro voto.

La busta per il voto, firmata dalle autorità del seggio

Il voto

Il voto è la parte più curiosa dell’elezione: non ci sono schede elettorali su cui esprimere la propria scelta con la matita speciale che non si può cancellare.

Nel Cuarto Oscuro Accesible (COA) troverete disposti sui banchi tanti volantini (boletas electoraels) quanti sono i partiti. Ciascun volantino riporta la foto dei candidati, il logo del partito, il nome del partito, il nome dei candidati.

Di solito un partito presenta più candidati per diversi ruoli (qui c’è il voto diretto), per cui il volantino elettorale sarà una lunga striscia con tutti i candidati di quel partito.

Qui sotto, un esempio della boleta electoral del partito Juntos por el cambio dell’attuale presidente, Mauricio Macri. Il primo tagliando a sinistra riporta i candidati a presidente (Macri) e a vicepresidente della nazione (Pichetto), il secondo tagliando riguarda i candidati a senatori nazionali del distretto “Città di Buenos Aires” (Lousteau e Tagliaferri), il terzo tagliando i candidati deputati nazionali del distretto “Città di Buenos Aires” (Ferraro e Morales Gorlieri), il quarto tagliando è per il governatore del distretto “Città di Buenos Aires” (Larreta), il quinto è per i candidati legislatori del distretto “Città di Buenos Aires” e il sesto per la giunta comunale della propria Comuna (gruppo di uno o più quartieri della Città di Buenos Aires).

In basso sono anche indicati gli eventuali supplenti.

Ovviamente potete combinare il vostro voto a piacere separando i tagliandi e combinandoli a piacere (cortar boletas). I tagliando vanno poi inseriti nella busta che vi ha dato il presidente del seggio. E no, non ci sono le forbici al seggio, ma ve le potete portare da casa…

Attenzione, perché in caso di tagliando troppo rovinato (nomi o simboli di partiti non completamente visibili) il voto non è valido. Si può esprimere una sola preferenza per ciascun incarico, pena la nullità del voto.

Per esempio: potete scegliere come presidente e vicepresidente i candidati del partito A, come governatore di Buenos Aire il candidato del partito B e come candidati legislatori quelli del partito C.

I partiti più piccoli di solito non hanno tanti candidati, per esempio i comunisti o gli ultranazionalisti hanno solo un candidato deputato e un candidato senatore.

Le boletas electorales cambiano in funzione di dove si vota.

Voto valido
Voto in bianco
Voto nullo

Una volta scelti i vostri tagliandi, infilatili nella busta, dovete chiudere la busta (basta leccare sul bordo con la colla), uscire dal Cuarto Oscuro Accesible (COA) e imbucare la busta in una scatola di cartone.

Il presidente de mesa vi chiederà di firmare il padrón (registro). Curiosamente, la casella dove firmare è già stampata al contrario in modo da non dovere girare il registro!

Per concludere, il presidente vi restituisce il documento e vi consegna la ricevuta di voto (constancia de emisión de voto): va conservata per dimostrare di avere votato. Il voto è libero e obbligatorio; chi non vota è passibile di ammenda di 50 o 100 pesos (1 o due euro circa).

Il foglietto azzurro constancia de emisión de voto viene staccato dal padrón

Votano anche gli stranieri

In Argentina, dopo due anni di residenza legale nel paese, anche i residenti permanenti possono votare per gli incarichi non nazionali (votano solo per le locali). Anche loro devono empadronarse nel padrón apposito per gli stranieri ma votano in un seggio speciale dove sono presenti solo le boletas dei candidati locali. La ricevuta di voto, anziché essere celeste come nella foto sopra, è di colore viola.

Diventare scrutatori

Chi vuole partecipare come autoridad de mesa deve prima seguire un corso gratuito di formazione. Informazioni qui.

Tra le persone formate, vengono estratti i nominativi. Gli scrutatori ricevono un compenso di 1200 pesos (ad oggi, circa 20 euro), più 700 pesos (circa 12 euro) per la formazione.


I risultati

I risultati possono essere consultati qui, seggio per seggio. È inoltre pubblicato il telegramma del seggio inviato dopo lo scrutinio per il computo dei voti.

Nelle ultime elezioni “primarie” dell’11 agosto 2019 l’affluenza è stata del 75%. Il 27 ottobre 2019 ci saranno le elezioni vere e proprie.


Per maggiori informazioni: https://www.cippec.org/especial/elecciones-nacionales-2019-que-tenes-que-saber-antes-de-ir-a-votar/

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