Plata

Dal Río de la Plata (fiume dell’argento) al nome Argentina, passando per l’inflazione, la svalutazione del peso, il cepo cambiario (controllo sulla compravendita di valuta straniera).. questo paese è ossessionato dai soldi!

Dopo il risultato delle primarie del 10 agosto 2019 che hanno preannunciato la sconfitta del Presidente in carica alle prossime elezioni del 27 ottobre, qui sta andando tutto a rotoli. Ma niente panico, gli argentini ci sono abituati.

È una caduta ciclica: qualcuno si sbuccerà un ginocchio, qualcuno proseguirà indenne, qualcuno batterà la testa e ci resterà secco e qualcun altro ne approfitterà per tagliare il traguardo per primo.

Negli ultimi novanta giorni di governo, il Presidente Macri ha deciso di mandare tutto a rotoli… o forse hanno deciso di fargli scoppiare la bomba in mano. Tutti hanno un’opinione e neanche gli esperti (economisti, politologi) sono concordi nel descrivere cosa stia succedendo.

Macri è stato destabilizzato dalle forze economiche avversarie? Macri si sveglia solo adesso e cercherà di fare in tre mesi quello che non ha fatto in quattro anni? Oppure Macri non aveva mai avuto un piano chiaro, ha fatto scelte sbagliate, e adesso è stato alzato il velo?

Anche stavolta, questo blog non fornirà la risposta. Proseguirò con la mia solita cronaca.

L’uomo medio

Ma el medio argentino come vive questo disastro? Me lo chiedo pure io. Il pesos si è svalutato del 30%, il che vuol dire che il dollaro è salito del 30%. Una notizia che fa felici expat, turisti e chi guadagna in dollari.

Il governo ha fatto vari annunci, tra cui alcuni da Paperino, è il dollaro è salito, salito… Poi il governo ha cercato di frenare questa suba del dolar iniettando dollari sul mercato, attinti dalle riserve in dollari del paese.

Eh sì, perché in questo paese le cose serie si fanno in dollari. Molti dicono da tempo che bisognerebbe dollarificare l’economia come ha fatto l’Ecuador, ossia adottare il dollaro come moneta ufficiale. In un certo senso, lo è già, anche se informalmente. I prezzi delle case, le grandi transazioni finanziarie, i prezzi dei beni di valore come le auto e i gioielli sono in dollari.

I piccoli risparmiatori e i negozianti non usano il dollaro ma il pesos, ma i preventivi valgono per 24 ore. Nessuno vuole scommettere sull’economia locale.

El negro

El Negro deve farci un tavolo: ne aveva uno già pronto, ma noi ne volevamo uno su misura. Lui cercava di dissuaderci e di farci comprare il mobile già pronto: meglio 9000 pesos in mano oggi che un ordine oggi e un pagamento fra dieci giorni con chissà quale cambio!

Va bene, Negro, ma tu usi il legno dell’Argentina, chettefrega a te del dollaro? Ha detto di volere comprare una casa e il prezzo era in dollari, ma ogni volta che va a cambiare i suoi pesos per dollari, gliene danno sempre meno. La meta si fa sempre più lontana.

E non solo. Ogni volta che si va al supermercato, i prezzi in pesos continuano a salire. Anche quelli dei prodotti localissimi, che non hanno niente a che vedere con il dollaro.

I miei biscottini preferiti, i Lincoln, erano a 39 pesos due settimane fa, a 43 pesos settimana scorsa e questa settimana non li ho ancora comprati, per cui non vi so dire. Ma di sicuro non saranno fermi a 43.

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