Manuelita

Dal mio balcone vedo una tartaruga di terra (tortuga) che vive in una terrazza. Non so da quanto si trovi lì, l’ho notata solo oggi perché camminava avanti e indietro. È un esemplare adulto e mi chiedo come possa vivere su una terrazzina ricoperta di piastrelle. Ci sono dei vasi ma sono sul bordo della terrazza, a un metro dal suolo, e inaccessibili all’animale.

La chiameremo Manuelita, come la tartaruga protagonista di una famosa canzoncina argentina per bambini. Manuelita dove dorme? Come si ripara dal caldo? Di sicuro ci sono dei punti d’ombra sulla terrazza (sotto alla parrilla, per esempio), ma adesso che siamo in piena estate, ci sono 35 °C anche all’ombra.

Ho cercato su internet informazioni sulle tartarughe di terra, che sono una specie protetta in Argentina. Risulta che nonostante ciò, non è illegale possederne una, solo il loro commercio. E sembra che sia anche normale tenere le tartarughe di terra sul balcone o in terrazza.

A me sembra innaturale: come fanno a vivere senza un minimo di natura intorno? Che tipo di piacere può dare tenere una tartaruga in terrazzo? Quanta attenzione le si dedica? 5 minuti al giorno, tempo di tirarle una foglia di insalata o un pezzo di cetriolo?

Ieri su FB è comparsa la locandina di una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sessuale sugli animali, raffigurante, a destra, un nerboruto uomo con la fede, pancia pelosa in vista, che fa per slacciarsi i pantaloni, e a sinistra una cagnolina dall’aria terrorizzata con un collare borchiato; in calce compare la scritta “No permita que esto pase. Violar un animal es un delito. Te gustaría que te violen a ti o a tu hijo? No permitas que esto siga suciediendo y denuncia. Denunciar es proteger, da el ejemplo!
It’s sick…

Tornando a Manuelita, se avessi un drone la rapirei e la porterei in salvo in un rifugio… invece non mi resta che controllare ossessivamente il terrazzino del vicino, sperando che non l’abbiano lasciata da sola per le vacanze estive, nell’attesa di riuscire a diventare indifferente di fronte all’ennesimo maltrattamento.

Manuelita vivía en Pehuajó
pero un día se marchó.
Nadie supo bien por qué
a París ella se fue
un poquito caminando
y otro poquitito a pie.
Manuelita, Manuelita,
Manuelita dónde vas
con tu traje de malaquita
y tu paso tan audaz.Manuelita una vez se enamoró
de un tortugo que pasó.
Dijo: ¿Qué podré yo hacer?
Vieja no me va a querer.
En Europa y con paciencia
me podrán embellecer.En la tintorería de París
la pintaron con barniz.
La plancharon en francés
del derecho y del revés.
Le pusieron peluquita
y botines en los pies.Tantos años tardó
en cruzar el mar
que allí se volvió a arrugar
y por eso regresó
vieja como se marchó
a buscar a su tortugo
que la espera en Pehuajó.

[Autrice della canzone: María Elena Walsh]

6 pensieri su “Manuelita

  1. Io mi chiedo che tipo di piacere può dare tenere una tartaruga in generale. Boh. Non è un cane o un gatto che interagiscono, fanno parte della famiglia etc.. la tartaruga boh, che senso ha tenersela in casa?! Come tenere un pesce nella boccia d’acqua.. boh?!

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      1. Mah oddio.. per esempio il pesce rosso nella boccia d’acqua tenuto sopra il mobile del salotto non è certo una specie rara…

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      2. Intendevo dire che un passero lo vedi anche in città, ma un pesce o una tartaruga sono più difficili da osservare. Il pesce perché c’è da andare sott’acqua. Quello confezionato del supermercato non conta 😅

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