Papel higiénico

C’è questo chiste (battuta) argentino di chiamare il pesos papel higiénico (o anche papel pintado) per il suo scarso valore e una delle lamentele degli stranieri che sono di passaggio o che vivono a Buenos Aires è il pessimo stato delle banconote.

A volte ti si sfaldano letteralmente in mano, specie i tagli più piccoli che sono utilizzati per l’elemosina e che vengono arrotolati e nascosti in indumenti imprecisati, impregnandosi di sudore. In questo senso, i resti che danno ai caselli autostradali sono davvero impressionanti e noi viaggiamo con l’alcol per le mani in auto… La carta marrone, angoli che mancano, fessure sul punto di dividere la banconota in due pezzi…

Curiosamente, quando si tratta di cambiare i dollari, questi devono essere nuovi e recenti, non presentare macchie o rotture, altrimenti verranno cambiate a un valore minore (circa 1 pesos meno).

Lo stato deplorevole delle banconote di taglio piccolo

Uno dei miei primi articoli su questo blog parlava delle banconote e delle monete in Argentina. È un post datato poiché ne è passata di acqua sotto ai ponti, tra nuovi tagli più grandi e vecchi che spariscono….

In primo luogo, qui vengono create spesso delle banconote con tagli maggiori per fare fronte all’inflazione. Per dire, quando sono arrivata in Argentina (2014), il taglio più grande era la banconota da 100 pesos, di cui ce n’erano due versioni in circolazione: quella “storica” con l’ex presidente Roca, e la nuova di Evita voluta da Cristina Kirchner, che veniva guardata con molto sospetto perché molto contraffatta. Adesso abbiamo banconote da 200, 500 e 1000 pesos!

L’altra banconota voluta dalla Kirchner è stata quella da 50 pesos con su le isole Falklands/Malvinas, in linea con la politica estera polemica del suo governo.

A fine 2014 assume la presidenza Macri e si ha un cambio di rotta: via gradualmente la banconota delle Malvinas e cambio di tutta la linea di banconote e monete della Repubblica. Anziché ex presidenti di dubbia fama (Roca, genocida dei nativi americani), personaggi di rilievo popolare ma non istituzionale (Evita) e territori oggetto di conflitti internazionali (Malvinas), il Banco Central decise di opinare per una linea più neutra: per le banconote, gli animali caratteristici della fauna argentina, come il leopardo, il condor andino, la balena franca australe ecc.; per le monete, la flora.

La nuova banconota da 500 pesos, raffigurante lo yaguareté (giaguaro), ricevette addirittura dei premi internazionali, classificandosi al secondo posto nella classifica della migliore banconota del mondo di Nexonum, conquistando il primo posto nel Premio LatiNum come migliore banconota latinoamericana 2015/2016 e il secondo premio della International Bank Note Society (IBNS) che la menzionò per il suo merito artistico, disegno, colore e caratteristiche anticontraffazione.

Ovviamente, cambio di governo e cambio di rotta. Nel 2019 ritornano i kirchneristi, cambia il direttore della BCRA (la banca nazionale argentina) e si vira di 180°.

Il nuovo titolare,  Miguel Ángel Pesce, ha dichiarato che le banconote con gli animali spariranno “perché l’Argentina ha personaggi di spicco ben più caratteristici degli animali e la popolazione si identifica di più con i proceres (padri della patria)“. Già tremo all’idea della banconota di Nestor Kirchner…

Secondo Pesce, è “triste” dover ricorrere a pesci e mammiferi quando l’Argentina ha molto più da offrire.

“No solo debiera haber políticos de relevancia, sino también exaltar nuestra cultura, nuestra ciencia y técnica, y buscar valores que representen a todos, no solo a una parte. (…) Siempre tiene un valor simbólico lo que hay en los billetes. En un país que tiene los poetas, los políticos, la historia que tiene la Argentina, tener que recurrir a sus animalitos es un poco triste“, concluyó.

https://www.clarin.com/politica/banco-central-analiza-lanzar-billetes-2-mil-5-mil-pesos-sacar-animales_0_XtB2Qi4_.html

Pare che infatti il nuovo Presidente Fernandez, dopo le elezioni, dichiarò di non volere animali sulle banconote:

En una entrevista con Página/12, a Fernández le habían preguntado si pondría a Jorge Luis Borges o a Alejandra Pizarnik en un billete de cien pesos. Su respuesta fue contundente: “Sí, por qué no. Lo que no pondría es una ballena. Quién puede negar lo que son Borges, Cortázar, Sábato…”.

https://www.clarin.com/politica/banco-central-analiza-lanzar-billetes-2-mil-5-mil-pesos-sacar-animales_0_XtB2Qi4_.html
L’attuale banconota da 200 pesos che raffigura la ballena franca austral della Patagonia

Insomma, inutile cercare di spiegare perché animali e piante sono una scelta neutrale e apartitica, parole al vento…

Pesce ha anche annunciato che sono in cantiere le banconote da 2000 e da 5000 pesos – attualmente la banconota più alta in circolazione è quella da 1000 pesos e vale circa €12.

Nel maggio 2019 è stata tolta dalla circolazione la banconota da 2 pesos, il 1° febbraio 2020 sarà il turno di quella da 5 pesos. Ovviamente tutti cercano di rifilarla agli altri in questi giorni e io ho il portafoglio pieno…

10 pensieri su “Papel higiénico

    1. Le banconote della serie fauna e flora a me piacciono molto, e non solo perché mi piacciono gli animali, ma anche perché hanno dei bei colori, è facile distinguerle tra di loro e sono state appositamente pensate per andare incontro alle persone con problemi di vista (sia di lettura che di riconoscimento dei colori), hanno una carta robusta e la striscia metallica ben evidente.

      Davvero non capisco su cosa si basi l’affermazione di Fernandez quando dice che “a noi argentini non ci piacciono i tagli intermedi”. A chi lo ha chiesto? A se stesso?!

      Io il 200 lo uso e lo trovo comodo e non ci vedo niente di tragico nel mettere una balena su una banconota, anzi. Quanti paesi al mondo potrebbero farlo?! Nelle banconote dell’Europa ci sono luoghi e non persone proprio per renderle neutrali. Ma queste “finezze” qui non solo non vengono notate, ma proprio sono prevaricate e malinterpretate all’estremo. Dimenticavo di dire che il nuovo presidente è pure docente universitario. Perché l’indottrinamento, parte dai banchi di scuola!

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      1. I nostri euro sono talmente neutrali che quei luoghi rappresentati su un lato delle banconote rappresentano delle architetture astratte, nel senso che non esistono nella realtà, ma richiamano solo degli stili europei. Così come (almeno credo) sono non esistenti i ponti rappresentati sul lato opposto, che devono solamente richiamare il concetto di “unione” tipico di ogni ponte…

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    1. Hai ragione, ricordavo la presidenza di Isabela ma mi sembrava che ci fosse stato un punto in cui anche Evita avesse fatto le veci del presidente (con lui vivo, ma allontanato per qualche motivo). Devo cercare. Magari ricordo male.

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      1. Da quello che ho trovato in rete, era candidata alla vicepresidenza ma rinunciò quando si ammalò. Ad ogni modo, la sua importanza per il popolo argentino è innegabile (mia suocera ha la sua foto in cucina!).

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      2. Ho corretto il post, avevo proprio scritto una castroneria! Sì, è stata importante per il popolo argentino in termini di riforme sociali, ma da Perón in poi il paese è andato a picco per questo non c’è consenso sul fatto che Evita e Perón siano stati personaggi positivi per il paese. Metà paese li adora, metà non li può soffrire.

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  1. Io ho vissuto in Argentina un anno nel 2014 e mi ricordo le banconote nuove di Evita!
    Mi ricordo anche la questione che all’inizio mi pareva folle del cambio blu.

    Ma le monete nel frattempo le hanno coniate? Mi ricordo che la prima volta che una cassiera mi ha proposto come resto un dado me lo sono fatta ripetere due volte e poi stranita le ho detto che non volevo un dado ma i centesimi, facendo una figura barbina ma in quel momento non riuscivo proprio a capire il nesso 🙂

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    1. Hanno coniato le monete. Adesso la più grande è quella da 10 pesos. La banconota più grande è da 1000 e ne stanno preparando una da 5000 bruttissima (di cui non ho ancora scritto).

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